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Disagio psichico: un problema per un italiano su tre

10 Ottobre Ott 2016 1031 10 ottobre 2016

Si celebra oggi la Giornata mondiale della salute mentale, voluta per per aumentare la consapevolezza del problema e offrire un primo aiuto a chi ne ha bisogno. Negli ultimi anni oltre un milione di italiani in più hanno disturbi mentali, in particolare ansia e depressione, mentre si riducono i servizi. L'appello della Società Italiana di Psichiatria

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ARMEND NIMANI:AFP:Getty Images
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Si celebra oggi la Giornata mondiale della salute mentale, voluta per per aumentare la consapevolezza del problema e offrire un primo aiuto a chi ne ha bisogno. Negli ultimi anni oltre un milione di italiani in più hanno disturbi mentali, in particolare ansia e depressione, mentre si riducono i servizi. L'appello della Società Italiana di Psichiatria

Circa un terzo della popolazione italiana è affetta – in forme diverse, da lievi a gravi – da problematiche di salute mentale (depressione, alcol, bipolarità, schizofrenia), comprese le demenze e i disturbi legati al l’abuso di sostanze. Sono dati diffusi dalla Società Italiana di Psichiatria-SIP in occasione della Giornata mondiale della salute mentale che si celebra oggi 10 ottobre: una ricorrenza per aumentare la consapevolezza della dignità e dei problemi della salute mentale, un’occasione per offrire un primo aiuto a chi ne ha bisogno, superando pregiudizi, stigma, isolamento e discriminazione.

Il disagio psichico in Italia è in aumento: negli ultimi anni sono infatti aumentate di oltre un milione le persone che ne soffrono, a causa in particolare di ansia e depressione, mentre si riducono i servizi per la salute mentale a causa delle restrizione al turn-over del personale e della riduzione delle risorse. Inoltre aumentano le richieste per la gestione territoriale sia dei pazienti autori di reato ed ex OPG sia di migranti, e aumentano le persone che hanno disturbi psichiatrici e abusano contemporaneamente di sostanze stupefacenti e alcol.

In questo quadro la SIP ha messo a punto un appello alle istituzioni perché venga rinnovato il sistema della Salute Mentale e si definisca meglio il quadro di riferimento sancito dalla Legge 180/78, successivamente confluita nella Legge 833/78, senza dimenticare ovviamente i tanti Piani Regionali sulla Salute Mentale prodotti in 38 anni di post-180, il più recente Piano Nazionale Salute Mentale del 2013 e i successivi atti legislativi, tra cui il passaggio delle competenze della assistenza sanitaria nelle carceri ai Sistemi sanitari regionali, con la creazione delle Residenze Esterne di Massima Sicurezza (REMS), al posto degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG).

L’appello parte dalla denuncia del depauperamento dei sistemi di protezione sociale per le fasce deboli della popolazione, e dell’assottigliamento progressivo delle risorse degli stessi servizi di Salute Mentale. Secondo un recente documento della “The Economist Intelligence Unit”, nel ranking dei 30 paesi Ue considerati, il punteggio colloca l’Italia al 16mo posto (dietro tutti i “grandi” paesi). Non solo: secondo l’Oms l’Italia è al 20mo posto su 34 censiti come percentuale di spesa per la salute mentale sul totale della spesa sanitaria (circa 5% a fronte ,ad esempio, del 13% circa di UK, del 10% della Francia e del 9% dell’Estonia), ha una media di 9 psichiatri per 100mila abitanti (20° su 43) e di 32.9 infermieri per 100mila abitanti (14mo su 34 paesi censiti) a fronte di 51.9 per 100mila della Gran Bretagna, paese di possibile riferimento per analogia tipologica del sistema sanitario. «La SIP esprime l’auspicio di un rinnovato e più generale interesse del Legislatore sui problemi della salute mentale», è la conclusione, «e nel contempo ribadisce la necessità di un nuovo Progetto Obiettivo Nazionale per la Salute Mentale e l’avvio di efficaci campagne di sensibilizzazione e di lotta contro lo stigma».

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