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Quel no all’azzardo della Lega Pro e quell’idea diversa di calcio

11 Ottobre Ott 2016 1140 11 ottobre 2016
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Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina ha rifiutato una sponsorizzazione da parte di GoldBet di tre milioni in tre anni. «Non me la sono sentita di firmare. I soldi sono importanti ma il calcio che vogliamo lo è di più. Adesso siamo sponsor Unicef». L’intervista

Gabriele Gravina

I soldi nel calcio sono tutto. Ce lo ricorda due volte l’anno il calciomercato le cui cifre continuano a lievitare senza tregua. E ce lo ha ricordato l’accordo di sponsorizzazione tra Figc e Intralot voluto da Carlo Tavecchio. Ma c’è chi ha deciso di fare diversamente. Il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, con un gesto a sorpresa, ha scelto di rinunciare a tre milioni in tre anni da parte di un’azienda leader del gioco d’azzardo legalizzato. Il perché lo abbiamo chiesto direttamente a lui.


Come è nato il contatto con un concessionario dell’azzardo?
Noi come Lega Pro siamo andati sul mercato per cercare dei partners. Avevamo bisogno di rafforzare la nostra capacità economica in un’ottica di sostenibilità. Abbiamo così incontrato, tramite i nostri intermediari e advisor diverse realtà interessate. Tra loro c’era anche GoldBet, con cui abbiamo avuto un contatto molto positivo.

Sta dicendo che la trattativa stava andando a buon fine?
Si, e le dirò di più. Era affascinante l’idea di usare delle risorse provenienti dal mondo delle scommesse nel nostro progetto Integrity. Si tratta di un contenitore importante che ho lanciato al mio insediamento che contiene una serie di attività “etiche” come il fair play finanziario, la tutela della salute, la solidarietà e la lotta il match fixing.

Non me la sono sentita, avendo io la delega per la firma, di avallare questa ipotesi di naming

E come mai non si è arrivati alla firma?
Siamo andati molto avanti nella discussione. Ma c’era l’idea da parte loro di legare il proprio nome con quello della Lega Pro. Non me la sono sentita, avendo io la delega per la firma, di avallare questa ipotesi di naming.

Come mai si è tirato indietro?
Per una questione mia personale. Non la ritenevo in linea con i nostri principi. Non era coerente con i valori che dal mio insediamento abbiamo deciso di darci e di testimoniare. Le basti sapere che Lega Pro ha una convenzione con Siipac, un’associazione di volontari psicologi che, attraverso numeri verdi, aiutano e assistono i malati di gioco d’azzardo [in realtà Siipac ha anche collaborazioni con Intralot, al centro del caso-FIGC, ndr]. Il nostro obbiettivo poi è di lanciare e proporre una nuova idea di calcio, con al centro l’educazione. Quell’accordo avrebbe sostanzialmente vanificato e fatto naufragare tutto il lavoro degli ultimi 9 mesi.

Ciò che è sbagliato non sempre è illegale

Una scelta difficile dunque?
Ho vissuto un dramma interiore. Parliamoci chiaro, i soldi sono importanti e senza risorse non si può andare avanti. Io sono qui per fare sì che la Lega migliori e prosperi. C’è però anche il risvolto politico, etico oserei dire, delle scelte. Non stavamo facendo nulla di illegale chiaramente. Ma ciò che è sbagliato non sempre è illegale.

Intanto però la Figc ha scelto di legare al mondo delle scommesse la nazionale italiana…
È un messaggio molto forte. Sottolineo ancora una volta che dal punto di vista della liceità dell’accordo non c’è nulla da obbiettare. Da imprenditore non posso condannarla. Posso solo dire che io ho fatto diversamente. Forse, lo dico onestamente, prima di legare il nome della nazionale, che ha un forte valore simbolico, con certi ambiti bisognerebbe pensarci bene. Stiamo parlando di un fenomeno che in certi momenti della stagione arriva a coinvolgere 30milioni di italiani, di cui tanti giovani e giovanissimi. Quello che veramente mi è sembrato inopportuno e grave sono le affermazioni sulla condivisione dei valori tra le due realtà.

Ho vissuto un dramma interiore. Parliamoci chiaro, i soldi sono importanti e senza risorse non si può andare avanti

Per altro come Lega pro, in ambito di noming la scelta è stata molto forte…
Si abbiamo voluto Unicef. Invece di avere una società di natura commerciale ho fatto una scelta diversa. Adesso siamo Lega Pro per Unicef. Siamo gli unici con il Barcellona. Una novità importante con cui svilupperemo uno sguardo particolare al mondo dell’infanzia. Vogliamo intervenire come Lega in modo solidale e sostanziale nei confronti di categorie bisognose. Raccoglieremo fondi e parteciperemo a molte iniziative.

Pensa che sia possibile per Figc rescindere il contratto con Intralot?
Diventa complicato. Sono convinto che se ci fosse la possibilità la Federazione farebbe un passo indietro. Ma temo che non sia possibile.

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