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La sostenibilità va in crociera

13 Ottobre Ott 2016 1728 13 ottobre 2016
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Tutela ambientale, creazione di valore aggiunto e innovazione responsabile. Sono questi i pilastri della rotta verso la responsabiltà sociale intrapresa da Costa Crociere. Dalla raccolta differenziata dei rifiuti a bordo, alla scelta di acquistare prodotti locali e a filiera corta. E per abbattere gli inquinanti si stanno costruendo due navi che viaggeranno a gas naturale liquefatto

La sostenibilità sociale e ambientale è la rotta che Costa Crociere ha intrapreso con decisione scegliendo tre pilastri: tutela ambientale, creazione di valore condiviso e innovazione responsabile. Molti gli strumenti a disposizione e i progetti avviati, ma come sottolinea Stefania Lallai, Sustainability & External Relation per Costa Crociere non bisogna dimenticare che, da un lato la «sostenibilità rimane una modalità di fare business», dall’altro occorre gestire la complessità «ogni nostra nave è come un piccolo villaggio».

Un villaggio che effettua una raccolta differenziata dei rifiuti molto spinta e tutti i rifiuti prodotti sulle navi vengono trattati direttamente a bordo con processi di triturazione, compattazione e incenerimento «Da 10 anni abbiamo un accordo con il Cial (Consorzio imballaggi alluminio) siamo gli unici a livello marittimo, quando arriviamo in porto conferiamo i rifiuti in pallet, il vetro triturato, nella raccolta della plastica differenziamo anche i tappi e a bordo ci sono raccoglitori per gli accendini» elenca Lallai. Da osservare, inoltre che grazie alla collaborazione con la città di Savona il cui porto è la “casa” di Costa Crociere e l’autorità portuale garantisce il 100% dello smaltimento.

La sostenibilità sociale e ambientale è la rotta che Costa Crociere ha intrapreso con decisione scegliendo tre pilastri: tutela ambientale, creazione di valore condiviso e innovazione responsabile. Molti gli strumenti a disposizione e i progetti avviati, ma come sottolinea Stefania Lallai, Sustainability & External Relation per Costa Crociere non bisogna dimenticare che, da un lato la «sostenibilità rimane una modalità di fare business», dall’altro occorre gestire la complessità «ogni nostra nave è come un piccolo villaggio».

Un villaggio che effettua una raccolta differenziata dei rifiuti molto spinta e tutti i rifiuti prodotti sulle navi vengono trattati direttamente a bordo con processi di triturazione, compattazione e incenerimento «Da 10 anni abbiamo un accordo con il Cial (Consorzio imballaggi alluminio) siamo gli unici a livello marittimo, quando arriviamo in porto conferiamo i rifiuti in pallet, il vetro triturato, nella raccolta della plastica differenziamo anche i tappi e a bordo ci sono raccoglitori per gli accendini» elenca Lallai. Da osservare, inoltre che grazie alla collaborazione con la città di Savona il cui porto è la “casa” di Costa Crociere e l’autorità portuale garantisce il 100% dello smaltimento.

Ma il percorso legato alla sostenibilità che ha scelto Costa Crociere è proprio a 360 gradi e non può che coinvolgere anche l’alimentazione. «Da due anni collaboriamo con l’università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo e gli obiettivi sono sfidanti» continua Lallai. La sfida comprende gli approvvigionamenti per cui il 15% degli acquisti dei prodotti freschi sono locali per puntare al legame con il territorio.

Uno dei primi risultati è stata la pizza con lievito madre servita sulle navi con pizzaioli che sono stati formati dai docenti dell’Università di Pollenzo.

Il prossimo passaggio sarà quello di ridurre il più possibile lo spreco alimentare. «Per una realtà come la nostra si tratta di un tema complesso, ma che vogliamo assolutamente affrontare. Abbiamo anche preso contatti con il Banco Alimentare per poter studiare il problema», conclude Lallai che sottolinea come le scelte sostenibili che Costa Crociere sta attuando hanno ovviamente un costo, necessitano di tempi non brevi «per una realtà come la nostra non basta uno schiocco di dita per cambiare le cose».

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