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Radiografia del non profit metropolitano

14 Ottobre Ott 2016 1553 14 ottobre 2016
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Presentata una ricerca Bertinoro, ottenuta elaborando i dati del censimento del 2011. A tema l'identità del non profit nelle otto grandi aree urbane italiane

Alle Giornate di Bertinoro Sabrina Stoppiello e Manlio Cal​zaroni dell’Istat hanno presentato un’analisi realizzata sui dati del censimento 2011, con l’obiettivo di approfondire le caratteristiche del settore non profit nei contesti territoriali di riferimento, identificati nelle città metropolitane distinte fra «centri» e «periferie».

La crescita del settore, sia in termini di unità locali che di lavoratori retribuiti è in linea con il dato nazionale. Ma il peso economico delle realtà non profit è nettamente sbilanciato: il 23,8 delle istituzioni raccolgono quasi il 53 % delle risorse. I volontari crescono in misura nettamente superiore: +62,4% nelle città metropolitane rispetto al 43,5% (in Italia). Nelle città metropolitane prevalgono le istituzioni non profit con dimensioni medie e grandi in termini di dipendenti ma più contenute in termini di volontari. Sono prevalenti rispetto al valore nazionale le istituzioni non profit che svolgono attività di istruzione e ricerca; assistenza sociale e protezione civile; sviluppo economico e coesione sociale; tutela dei diritti e attività politica e relazioni sindacali e rappresentanza interessi.

Per quanto riguarda le relazioni con il territorio, in linea con il dato nazionale, anche se lievemente superiore, nel 24,5% dei casi nelle città metropolitane le istituzioni non profit hanno stipulato contratti e/o convenzioni con la Pubblica amministrazione.

Tra i fattori che marcano le differenze tra grandi centri e resto del paese è la mission delle organizzazioni. Le non profit orientate a occuparsi del disagio raggiungono livelli molto alti in particolare a Roma e Milano dove rappresentano rispettivamente il 23 e il 18% delle organizzazioni.

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