Bambini Adam Berry:Getty Images
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Ecco i nuovi progetti che trasformeranno il welfare locale

19 Ottobre Ott 2016 1314 19 ottobre 2016
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Dalla conciliazione famiglia-lavoro, al contrasto alla disoccupazione giovanile, ecco i progetti della seconda edizione del bando di Fondazione Cariplo sul welfare di comunità da oggi raccontati nel portale welfareinazione.fondazionecariplo.it

Nove progetti pensati per innovare il welfare locale e renderlo più vicino ai bisogni delle persone.

Si presentano così i progetti triennali selezionati sulla seconda edizione del bando di Fondazione Cariplo “Welfare di Comunità e Innovazione Sociale” che, già attivi dalla scorsa primavera, da oggi verranno raccontati nel portale welfareinazione.fondazionecariplo.it insieme ai nove progetti della prima edizione.
Dal ripensamento della cura degli anziani, allo sviluppo di risposte per la conciliazione tempi lavoro-famiglia e all’attenzione al fenomeno della vulnerabilità per arrivare fino al contrasto della disoccupazione giovanile, i progetti della seconda edizione si sperimentano su temi variegati e complessi.

Dal ripensamento della cura degli anziani, allo sviluppo di risposte per la conciliazione tempi lavoro-famiglia e all’attenzione al fenomeno della vulnerabilità per arrivare fino al contrasto della disoccupazione giovanile, i progetti della seconda edizione si sperimentano su temi variegati e complessi.

Bisogni spesso già noti, ma che i progetti intendono affrontare con nuovi approcci fondati sulla co-progettazione, l’attivazione diretta dei cittadini, la valorizzazione delle risorse già esistenti nella comunità, la connessione tra welfare aziendale e territoriale puntando a rendere più solide le relazioni di prossimità.

“Un elemento troppo spesso sottovalutato che può però diventare un vero e proprio tesoro per la rinascita del territorio” come spiega David Chinello, responsabile di #VI, uno dei progetti vincitori: “Fare comunità dopo la crisi è fondamentale. La frammentazione e lo sfilacciamento dei legami, prima familiari e poi anche sociali, si configura come il tassello che rende più fragili le persone soprattutto nei contesti di crisi.”

Il coinvolgimento delle persone nel ripensamento del sistema dei servizi a loro dedicati è un tema ricorrente tra i diversi progetti, come accade in Nove+, sviluppato nel Municipio 9 del comune di Milano: l’idea è di promuovere una comunità auto-educante, in grado di sviluppare un sistema di welfare generativo, che permetta alle famiglie di essere coinvolte attivamente nella progettazione dei servizi di cui hanno più bisogno, trasformando i beneficiari degli interventi da semplici utenti ad attori protagonisti.

Il progetto “Giovani di valore” promosso nel territorio di Tradate utilizza lo stesso approccio per ripensare le politiche formative e del lavoro rivolte ai giovani, attraverso anche un forte coinvolgimento del mondo imprenditoriale del territorio. “Garantire un futuro alle nuove generazioni significa garantirlo a tutta la comunità, soprattutto se mettiamo i nostri giovani nella posizione di rimanere nel loro territorio e sfruttare tutte le competenze e capacità che hanno a disposizione” afferma Mariella Luciani, responsabile del progetto.

Sempre la comunità al centro anche nella Provincia del Verbano Cusio Ossola che vedrà la nascita di una rete capillare di supporto pensata per gli over 65, rendendo così più semplice e immediato l’accesso ai servizi, attivando azioni di prevenzione e monitoraggio e cercando di favorire lo sviluppo di contesti comunitari che facilitino la permanenza e la cura dell’anziano nel proprio domicilio.

“Molto spesso la comunità possiede gli strumenti più adatti per sviluppare le proprie soluzioni” afferma Felice Scalvini, assessore ai servizi sociali del comune di Brescia, il cui progetto, Brescia città del noi, punta a riconfigurare il sistema di welfare della città. “Se ci pensiamo bene, molto spesso questo già accade, basta vedere il ruolo fondamentale ricoperto dalle associazioni di volontariato che operano a livello locale. Il compito delle istituzioni è quello di garantire che questo sistema funzioni nel miglior modo possibile.”

Proprio Brescia è tra le quattro nuove province ad entrare tra i progetti finanziati dal bando, insieme a Varese, Verbano Cusio Ossola e Novara. I nove partenariati sono complessivamente formati da 21 enti pubblici e 61 enti non profit tra associazioni, fondazioni, cooperative e consorzi, oltre a soggetti non convenzionali, quali imprese, sindacati e gruppi informali di cittadini.

“Si tratta di una sfida che abbiamo lanciato nel 2014” ricorda il Presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti “per la quale abbiamo stanziato 30 milioni di euro complessivi così da finanziare gli interventi sui territori ma anche servizi di accompagnamento al monitoraggio e valutazione, fundraising e comunicazione. Abbiamo avviato anche una comunità di pratica tra tutti i progetti sostenuti, affinchè gli esiti e le esperienze maturate diventino “patrimonio” per altri territori. Si tratta sì di interventi diversi tra loro, ma uniti nella determinazione di intraprendere un percorso impegnativo e sfidante di programmazione territoriale, aperta e partecipata, con l’obiettivo di rinnovare il welfare locale”.

A marzo 2016 è stato lanciata la terza edizione del bando, i cui risultati verranno pubblicati il prossimo dicembre: altri territori che vedremo presto impegnati nella sfida di rivoluzionare il welfare lanciata da Fondazione Cariplo.

Il portale welfareinazione.fondazionecariplo.it rappresenta proprio il luogo dove tutti questi “laboratori viventi” raccontano ciò che accade nei loro territori, le loro storie, con immagini e voci delle persone coinvolte, a favore di tutti coloro che vorranno intraprendere la strada dell’innovazione in contesti di welfare comunitario.

Foto d'apertura Adam Berry/Getty Images

Foto: Samuel Zeller