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Spes contra spem. Anzaldi: «Quel film va mostrato in Rai»

21 Ottobre Ott 2016 1703 21 ottobre 2016

Un film sull'ergastolo ostativo, una lezione di etica civile, uno schiaffo morale a una società che non sa più guardarsi dentro: "Spes contra spem” di Ambrogio Crespi è tutto questo, e molto di più. Michele Anzaldi della Commissione di Vigilanza Rai: «Ho scritto a Monica Maggioni, questo film va mostrato a tutti»

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Un film sull'ergastolo ostativo, una lezione di etica civile, uno schiaffo morale a una società che non sa più guardarsi dentro: "Spes contra spem” di Ambrogio Crespi è tutto questo, e molto di più. Michele Anzaldi della Commissione di Vigilanza Rai: «Ho scritto a Monica Maggioni, questo film va mostrato a tutti»

In Italia esistono due tipi di ergastolo. Del primo, quello "normale", si sa; ma del secondo, l'ergastolo "ostativo", difficilmente avrete sentito parlare. Una pena senza fine e senza speranza di una fine. Solo pentiti o presunti tali, ne possono uscire. Ma c'è un mondo di uomini che, condannati alla pena e all'oblio nelle nostre prigioni, subisce la tripla condanna del non poter più sperare.
Un docufilm duro e bellissimo di Ambrogio Crespi, presentato al Festival di Venezia e ieri alla Festa del Cinema di Roma, getta luce su questa realtà. Sono loro, i carcerati, i "senza speranza" a raccontarsi: senza buonismi, senza facilonerie. Il film è una lezione di realtà, dolore, umanità e bellezza. E il titolo - "Spes contra spem, liberi dentro" - ricorda l'apostolo Paolo, che fu carcerato e insegnava: è spesso contro la speranza che bisogna sperare.

Questo film andrebbe mostrato a tutti per capire, per capirci. Andrebbe mostrato perché è una fotografia su mafia, violenza, redenzione e su un principio che spesso - troppo spesso - dimentichiamo: un uomo non è mai il suo delitto. Un uomo è sempre di più. È speranza. Ecco allora che viene lanciato un appello: perché non mostrare il film su uno dei tanti canali della Rai? Perché è un film che merita di essere visto, ma anche di essere dibattuto. Perché non farlo proprio in occasione della giornata del giubileo dei carcerati, previsto da Papa Francesco per il prossimo novembre?

Anzaldi scrive a Maggioni (Rai): «Mandiamolo in onda»

La pensa così anche l’onorevole Michele Anzaldi, della Commissione di Vigilanza della Rai, che colpito dalla rilevanza del docufilm ha scritto una lettera al Presidente della Rai Monica Maggioni. Ecco la lettera, che riteniamo importante pubblicare integralmente:

«Gentile Presidente Maggioni, mi rivolgo a Lei non soltanto come presidente del Consiglio di amministrazione Rai, ma innanzitutto come giornalista.
Di recente una tematica difficile e delicata come quella della situazione carceraria italiana è stata raccontata dal docufilm “Spes contra spem, liberi dentro” di Ambrogio Crespi. Il film è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando e del sottosegretario Gennaro Migliore. Secondo i diversi giudizi espressi dalla critica e da chi si occupa del settore, si tratta di un’opera che riesce a raccontare in maniera forte ma anche profonda la questione delle carceri e in particolare i casi di ergastolo ostativo, forse non troppo noti al grande pubblico. Una tematica, quella carceraria, di cui proprio Lei da giornalista si è occupata, al Tg1 e a Rainews, caso non troppo frequente in Rai. Per questo Le chiedo di valutare se possa rientrare nella funzione del servizio pubblico l’opportunità di trasmettere il docufilm in una delle sue reti, al fine di dare un’informazione completa ai telespettatori che pagano il canone. La produzione, che ho interpellato direttamente, ha confermato di essere disponibile a concedere il film a titolo gratuito. Di seguito Le inoltro lo scambio di comunicazioni con la produzione del film. In attesa di un cortese riscontro, invio cordiali saluti».

Interpellato, ecco che cosa ci spiega il regista: «dopo aver parlato con la produzione Indexway e Nessuno Tocchi Caino, vista la tematica e visto il periodo storico che viviamo, il Giubileo della misericordia, siamo tutti d’accordo e disposti alla diffusione delle immagini del film gratuitamente senza richiesta alcuna». Ora la palla passa alla Presidente Maggioni e alla Rai.