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Alta formazione

Inclusione: sempre più disabili frequentano l'università

24 Ottobre Ott 2016 1026 24 ottobre 2016
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Nell'anno accademico trascorso, gli studenti con disabilità o disturbi dell'apprendimento iscritti nei soli atenei lombardi erano aumentati del 10% rispetto all'anno precedente. Le università riunite in un coordinamento per facilitare l'integrazione e l'accessibilità, hanno firmato una convenzione con l'Ufficio Scolastico Regionale

La laurea non è più un sogno anche per gli studenti con disabilità o difficoltà di apprendimento: lo testimonia il dato diffuso dal CALD (Coordinamento Atenei Lombardi per la Disabilità), che ha segnalato, nell’anno accademico 2015-2016, un aumento del 10% degli studenti con disabilità e DSA iscritti alle università lombarde rispetto all’anno precedente. Il coordinamento canta vittoria, visto che è sorto proprio per costruire una cultura dell’inclusione che permetta una sempre maggiore accessibilità all’università per tutti gli studenti, e festeggia cui le tre neo-firmatarie (LIUC - Università Cattaneo, Università Vita-Salute San Raffaele e Humanitas University) che hanno portato a 13 gli atenei aderenti. Ma non solo: per la prima volta gli Atenei del CALD hanno firmato una convenzione con l’Ufficio Scolastico Regionale (USR). Un accordo che estende il raggio d’azione dall’Università alle scuole superiori di II grado, prevedendo la formazione ai docenti per accompagnare gli studenti con disabilità/DSA verso un percorso universitario più consapevole e una corretta informazione riguardo i servizi offerti dagli Atenei lombardi e che offre una risposta immediata al numero crescente di studenti con disabilità/DSA iscritti alla scuola secondaria di II grado, che dal 2008/2009 al 2014/2015 è aumentato del 30% (dati Istat).

I passi avanti sul fronte dell’accessibilità universitaria – informa il CALD – sono stati tanti: nel corso dei cinque anni di attività è stata infatti realizzata la mappatura dei servizi offerti dai singoli Atenei, quali l’abbattimento delle barriere architettoniche, la presenza di risorse bibliotecarie accessibili, l’utilizzo di soluzioni informatiche a sostegno dello studio, lo sviluppo di strategie di supporto all’apprendimento personalizzate e il supporto per l’inserimento lavorativo delle categorie protette. Progetti che non hanno portato non solo all’aumento del numero degli studenti con disabilità/DSA nelle Università lombarde, ma anche ad una maggior soddisfazione, come testimonia un’analisi qualitativa del CENSIS condotta su 40 Atenei italiani. In base alla ricerca, in Lombardia si segnala un livello di soddisfazione in termini di collaborazione tra servizi disabilità/DSA e altri servizi universitari superiore alla media nazionale dello 0,1-0,3% su un dato italiano che oscilla tra il 3,9 e il4,3 (in una scala da 1 a 5).

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