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Migranti

Rwanda: una smart card ai rifugiati per fare la spesa

24 Ottobre Ott 2016 1619 24 ottobre 2016
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I circa 160.000 rifugiati presenti nei campi profughi operativi nel Paese africano al posto delle razioni giornaliere di cibo riceveranno il corrispettivo in denaro. Un modello di assistenza introdotto dal governo, in accordo con l’agenzia per i rifugiati dell’Onu-UNHCR

I circa 160.000 rifugiati presenti nei campi profughi operativi in Rwanda al posto delle razioni giornaliere di cibo riceveranno il corrispettivo in denaro, accreditato su una smart card. È il nuovo modello di assistenza introdotto dal governo rwandese, in accordo con l’agenzia per i rifugiati dell’Onu-UNHCR e l’altra organizzazione onusiana PAM-Programma alimentare mondiale.

La distribuzione delle smart card

Inizialmente l’importo accreditato mensilmente sarà pari a Rwf 6.200, circa 7 euro; ricordiamo al riguardo che il salario mensile di un operaio agricolo si aggira attorno a una cifra che non supera i 1.000 Frw al giorno, mentre una raccoglitrice di the ne guadagna anche solo 500. L’esperimento è partito dai campi profughi di Gihembe, Kigeme e Nyabiheke, che ospitano i rifugiati dalla Repubblica democratica del Congo, e presto sarà introdotto anche negli altri tre campi presenti in Rwanda, tra cui quello di Mahama che ospita i rifugiati burundesi.

Complessivamente i sei campi ospitano circa 160.000 rifugiati: fin dal lontano 1996, i campi di Gihembe e Nyabiheke ospitano profughi congolesi, in gran parte di etnia banyamulenge, provenienti dalla regione del nord Kiwu da cui si sono allontanati per sfuggire ai vari momenti di guerra che si sono succeduti, nella seconda metà degli anni novanta, nella regione dei Grandi Laghi.Secondo Seraphine Mukantabana, Ministro per la Gestione dei Disastri e per gli affari dei rifugiati (Midmar), presente nei giorni scorsi alla cerimonia di distribuzione delle smart card nel campo di Nyabiheke, il provvedimento di dare direttamente il denaro per il cibo ai profughi, ma in futuro sulla carta potranno essere caricati anche i contributi di altri benefattori e i soldi necessari per la biancheria e utensili vari, permette loro di scegliere cosa mangiare ed eventualmente di risparmiare del denaro per intraprendere qualche piccola iniziativa in proprio.

«Il nostro obiettivo è quello di avere tutti i rifugiati autosufficienti, perché la dipendenza dagli aiuti degrada l'umanità», ha detto Mukantabana. Analogamente, il rappresentante dell’UNHCR in Rwanda, Azam Seber, presente all’evento, ha ricordato ai rifugiati che gli aiuti dell’organizzazione saranno erogati sotto forma di denaro e «quando vi diamo soldi per l'acquisto di qualcosa che avete già, è possibile scegliere di risparmiare quei soldi, mettendoli a frutto in qualche iniziativa».

L’introduzione della smart card sembra aver incontrato il favore dei rifugiati che, per bocca di un loro rappresentante, hanno sottolineato come l’iniziativa li faccia sentire come gli altri cittadini del paese ospite.

dal blog Albe Rwandesi Umuseke Nyarwanda

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