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Gorino, la curia prende le distanze dal parroco pro-barricate

28 Ottobre Ott 2016 1137 28 ottobre 2016
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Telefonata «di chiarimento» tra il vicario episcopale e il parroco, che aveva affisso in chiesa un cartello pieno di livore contro i musulmani, rimosso poco dopo dai carabinieri. «Non è questa la posizione della Curia. Noi siamo per l'accoglienza»

Un cartello rimasto per poche ore affisso sulla bacheca degli avvisi e all'interno della chiesa di Gorino, e una telefonata «di chiarimento» intercorsa tra il parroco del paese e il vicario episcoparle della diocesi. Sono questi i due elementi che caratterizzano la frattura venutasi a creare tra don Paolo Paccagnella, da oltre 25 anni parroco del piccolo centro ferrarese, e don Massimo Manservigi (nella foto), vicario del vescovo monsignor Luigi Negri e autore di una nota pro-accoglienza ripresa da molti mass media. Il cartello-shock, rimosso dai carabinieri per «evitare strumentalizzazioni» conteneva frasi del tipo: “Visto che noi siamo, per voi, infedeli: ma perché non ve ne andate nel vostro califfato di Iraq con il santo Califfo El Bagdadi, il quale vive di armi e uccide a tutto spiano coloro che non sono sunniti?” ed era sormontato dal simbolo arabo che significa Nazzareno. Frasi che identificano il pensiero del parroco gorinante, il quale sul tema caldo dell’accoglienza parlando con un giornalista aveva esordito con un lapidario: “I migranti? Deve accoglierli a casa sua”. Ma non certo quello della curia.

Il chiarimento tra i due sacerdoti, dunque, c'è stato ed è confermato da una breve nota stampa inviata da don Manservigi. Senza entrare nel merito della questione, la curia ha fatto sapere che “si è proceduto a contattare il parroco di Gorino per i doverosi chiarimenti”. Cosa si siano detti i due rimane un mistero, ma secondo il sito estense.com «l’attenzione della curia è tutta focalizzata sulla giustificazione del simbolo arabo, fra l’altro già esposta da anni sul portone centrale dell’Arcivescovado di Ferrara, in quanto la sua presenza esprime solidarietà ai cristiani perseguitati dell’Iraq e disapprovazione per chi li perseguita».

E la disapprovazione nei confronti di chi sembra aver dimenticato i valori cristiani di accoglienza espressi a più riprese dallo stesso papa Francesco? «La posizione dell’Arcidiocesi è da sempre, ed esclusivamente, quella espressa nel comunicato di martedì scorso 25 ottobre» scrive don Manservigi, ovvero quando l’Arcidiocesi si è detta «sempre schierata in prima fila nell'affrontare ogni richiesta di ospitalità».

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