Norcia Giuseppe Bellini:Getty Images
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A Norcia è tutto crollato ma stiamo già progettando il futuro

2 Novembre Nov 2016 1201 02 novembre 2016
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Confcooperative Umbria oggi conta almeno un centinaio di soci lavoratori senza lavoro, sei sedi completamente crollate e una decina di altri edifici inagibili. I simboli sono la cooperativa L'Incontro di Norcia, pilastro del welfare del territorio, con tre servizi per disabili e anziani inagibili e i magazzini pieni di lenticchie a Castelluccio, pronte per il Natale. «Creeremo una cooperativa di comunità, per ridare forma economica ad attività produttive che da sole non hanno più capacità per farcela» dice Andrea Fora

«È crollato tutto, la sede è crollata, tutte le strutture dove si svolgevano i servizi sono inagibili, la situazione è molto più critica di quanto non si percepisca. Il paese è tutto inagibile, completamente svuotato, è differente dalla precedente scossa quando buon parte degli edifici è rimasta agibile, oggi non è così»: Andrea Fora è il presidente di Confcooperative Umbria e sta andando a Norcia. Nella zona dell’epicentro umbro del terremoto hanno una decina di cooperative: oggi ci sono almeno un centinaio di soci lavoratori senza lavoro, sei sedi completamente crollate e una decina di altre sedi, legate a servizi, inagibili.

Il simbolo del terremoto di domenica 30 ottobre è la cooperativa sociale L'Incontro di Norcia, che con la gemella IncontroB «reggono tutto il sistema di welfare di quei territori», spiega Fora. Sono territori montani, difficili, le due cooperative sono molto radicate territorialmente, ovviamente oggi sono a terra. «Tutto è chiuso, la sede è crollata, gli operatori sono tutti sfollati e c’è il serio problema di collocare gli utenti dei vari servizi, perché tutte le strutture sono inagibili», spiega Fora. La cooperativa incontro ha RSA, un centro per disabili, un servizio residenziale per il "Dopo di noi" a Cascia, dedicato a persone con disagio psico-fisico senza supporto parentale… tutto è inagibile. Il primo problema è dare un tetto a tutti gli utenti dei servizi: gli autosufficienti sono stati trasferiti negli alberghi sul lago Trasimeno, alcune persone sono state portate in ospedale, altre sono rimasti a Norcia ma «stiamo cercando di appoggiarci ad altre strutture, nell’arco della giornata oggi dovremmo esser in grado di sistemare tutti». Serve un aiuto concerto e immediato per la riattivazione di alcuni servizi urgenti (qui gli estremi bancari e la richiesta di aiuto) quali il punto di ascolto psicologico per famiglie e minori "Angeli Custodi", la riattivazione del progetto "Mobilità Sociale" per il trasporto di soggetti svantaggiati in destinazioni di prima necessità, la riattivazione del doposcuola "Il Monello", la riattivazione dell'animazione dedicata ai minori ex "Foresta dei Giochi"... «La cooperativa L’Incontro è davvero il punto di riferimento di questo territorio, aveva appena aperto un punto di ascolto e sostengo dopo il terremoto, per le famiglie e i minori, quelle attività oggi sono tutte chiuse».

L’altro fronte dell’emergenza è quello delle attività agricole. Il pensiero di Fora corre a Castelluccio e alle due cooperative per la trasformazione e commercializzazione delle celebri lenticchie: tutti gli stabilimenti sono crollati. «I magazzini erano pieni, pronti per la distribuzione natalizia. Gli operatori sono isolati, sono là, stanno cercando di per capire come gestire l’approvvigionamento di cibo per i bovini e salvare il salvabile», continua Fora. A Castelluccio e Norcia ci sono almeno 2mila persone che non vogliono andarsene o hanno da tenere in piedi quel poco che è rimasto: «vanno aiutare a trovare una soluzione temporanea, il bisogno primario oggi è dare una collocazione alle persone».

«Non so se sarà possibile fare un sopralluogo già oggi, andiamo per verificare le esigenze primarie, già lunedì con la Regione c’è stato un incontro per la rilevazione dei danni, sempre tramite la Regione abbiamo già mandato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una prima rilevazione. Ora aspettiamo il decreto per l’emergenza, nella seconda fase proveremo ad accompagnare il rilancio, tentando insieme di riprendere le attività economiche e salvare il salvabile. Le lenticchie ad esempio… è importante che l’opinione pubblica ci sostenga affinché si possa trovare un modo di immettere i prodotti sul mercato, credo che molto si possa salvare», spiega Fora.

Qui, in piena emergenza, hanno già abbozzato una strada per risollevarsi: «subito dopo la prima scossa abbiamo immaginato di creare una cooperativa di comunità, per ridare forma economica ad attività produttive che da sole non hanno più capacità economica».

In foto Norcia, di Giuseppe Bellini/Getty Images

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