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Dopo di noi, ecco il riparto dei 90 milioni

10 Novembre Nov 2016 1323 10 novembre 2016
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Approvato questa mattina dalla Conferenza delle Regioni, nel pomeriggio ci sarà l'intesa in Conferenza Unificata. I 90 milioni per il 2016 sono quindi utilizzabili, anche se per l'attuazione piena della legge mancano ancora altri passaggi

Novanta milioni di euro per il 2016: a tanto ammontava il finanziamento del fondo per il “dopo di noi” creato con la legge 112/2016, entrata in vigore lo scorso 25 giugno. Questa mattina la Conferenza delle Regioni ha dato il via libera al decreto di riparto del fondo, preludio all’intesa che ora le Regioni si apprestano a dare in Conferenza Unificata. «È uno strumento fondamentale per sostenere progetti individuali per le persone con disabilità gravi, definendo gli specifici sostegni necessari, a partire dalle prestazioni sanitarie e sociali nell’ambito di progetti che saranno definiti con la più ampia partecipazione possibile del disabile», ha commentato il presidente Stefano Bonaccini. «È un passo importante, che rende più sostenibili gli interventi di welfare già attivati nelle diverse Regioni».

Nel pomeriggio alle 14 la Conferenza Unificata, ha sancito l’intesa sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell'economia e delle finanze, che ha due obiettivi: «individua i requisiti per l'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare» e la «ripartizione alle Regioni delle risorse per l'anno 2016 ai sensi dell'articolo 3, comma 2 , della legge n. 112/2016».

Il riparto è stato già reso noto dalle Regioni, mentre nulla ancora si sa sui requisiti per l’accesso alle misure previste dal fondo. La Lombardia avrà 15.030.000 euro, seguono Campania e Lazio con ciascuna 9.090.000 euro, la Sicilia con 7.740.000 euro (qui l’elenco completo, regione per regione).

Il sottosegretario Franca Biondelli ha sottolineato che «con questo decreto vogliamo affermare una visione innovativa delle politiche per le persone con disabilità, in cui al centro degli interventi vi siano i reali bisogni che la persona esprime, rendendola partecipe di una progettazione personalizzata e integrata, a seguito di valutazione multidimensionale. Il progetto è calibrato sugli specifici sostegni di cui la persona necessita, secondo una logica di “budget di progetto” sulla base delle risorse disponibili, e tiene conto di principi fondamentali, quali il rispetto della libertà di scelta e della possibilità di autodeterminarsi della persona con disabiltà. Voglio in particolare sottolineare come vengano individuate come strutture del cosiddetto “dopo di noi” situazioni alloggiative che assomiglino il più possibile alle case in cui noi tutti viviamo e che specifica attenzione è dedicata ai percorsi di deistituzionalizzazione. È un importante tassello di un percorso che abbiamo avviato anche nel contesto del riparto del Fondo per le non autosufficienze, registrato dalla Corte dei Conti in questi giorni, nel quale si prevede il varo di un Piano per le non autosufficienze, frutto di un lavoro con le associazioni rappresentative delle persone con disabilità, anche gravissime, e con le parti sociali».

Si tratta del primo step compiuto per dare attuazione alla legge sul Dopo di Noi. Entro Natale (sei mesi dall’entrata in vigore della legge) sono attesi anche li obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare ai destinatari della legge nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo, mentre sono già passati da tempo i 60 giorni per definire le modalità di attuazione dell’articolo inerente i trust, vincoli di destinazioni e fondi speciali. La legge non indicava una tempistica (ma è uno dei passaggi decisivi) per l’adozione da parte ancora delle Regioni di indirizzi di programmazione e la definizione di criteri e modalità di erogazione dei finanziamenti, modalità per la pubblicità dei finanziamenti e per la verifica dell’attuazione delle attività svolte. Come ancora non si è vista pur prevista campagna informativa per far conoscere ai potenziali destinatari le nuove opportunità e sensibilizzare l’opinione pubblica.

Foto Christine Coley/Unsplash

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