Donald Trump
Retroscena

Filantropo a chi? Trump ha donato solo lo 0,05% del patrimonio

10 Novembre Nov 2016 1044 10 novembre 2016
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La sua Fondazione è al centro di indagini e sospetti. Staff e familiari lo descrivono come un uomo che ha destinato «milioni e milioni» alle cause sociali. Ma la realtà è ben diversa. Ecco tutti gli "scivoloni sociali" di un presidente che vanta un patrimonio personale da 10 miliardi di dollari, ma è accusato di usare i soldi della propria charity (anche) per evitare i processi

«Un filantropo appassionato»: così Donald Trump parlava di sé, e così l’ha descritto di recente il suo portavoce Jason Miller, che di lui disse in tv «è generoso sia col proprio denaro che col proprio tempo»; pochi mesi fa il figlio Eric dettagliava: «Mio padre ha donato milioni e milioni e milioni di dollari». Ma negli USA sono stati in molti a considerare questa affermazione quanto meno esagerata, e hanno iniziato a indagare seriamente. Gli hanno fatto i conti in tasca un po’ tutti (dal New York Times al Washington Post, che ha dedicato al tema una serie di inchieste), e hanno scoperto, dati fiscali alla mano, che il nuovo presidente degli Stati Uniti non è proprio un campione di sostegno alle cause sociali. Anzi.

I reporter del Post sono partiti da un’affermazione ufficiale basata su «dati di bilancio» resi noti nei giorni in cui Trump ufficializzò la propria candidatura, secondo i quali (venne reso noto però solo un “summary”) il magnate aveva destinato alle charity 102 milioni di dollari dal 2009 al 2014. In seguito alla richiesta di prove dettagliate (prontamente fornite dallo staff dell’attuale presidente) i giornalisti arrivarono però a una conclusione assai diversa: Trump «non ha effettuato nessuna erogazione liberale ad associazioni non profit negli ultimi cinque anni, ma si è limitato a donazioni in natura di merci o servizi». Le uniche donazioni cash le ha invece destinate alla propria fondazione, la Donald J. Trump Foundation, creata nel 1988, e alla quale però è arrivato decisamente pochino da parte sua. Come si è sostentata dunque? Semplice: con i soldi dei soci in affari del tycoon, tra cui il più generoso è senz’altro Vince McMahon, proprietario della World Wrestling Entertainment (il wrestling è una delle passioni di Trump, che ospitò due edizioni del torneo Wrestlemania nella sua Trump Tower) il quale donò ben 5 milioni dal 2007 al 2009. Non basta: sempre secondo il Post, parecchi soldi (circa 250mila dollari) sono usciti dalle casse della Fondazione per approdare in quelle di avversari di Trump, che minacciavano di portarlo in tribunale ma che improvvisamente cambiarono idea.

Carta canta

I reporter del Washington Post hanno pubblicato le risposte di centinaia di charity a cui hanno chiesto se avessero mai ricevuto contributi da Trump

Ma veniamo ai dati ufficiali sulle donazioni che Trump ha destinato alla fondazione che porta il suo nome. Considerando una media sul ventennio 1990-2010, i contributi personali cash ammontano a 3,7 milioni, 185mila dollari l’anno. E questo nonostante negli anni 2000 il magnate veda crescere la propria fortuna fino ad arrivare, nel 2010, a dichiarare un patrimonio di 2,4 miliardi di dollari e ad autoappiciccarsi la patente di «filantropo appassionato». Va decisamente peggio negli anni dal 2009 al 2014, durante i quali Donald non versa un dollaro, ma può contare – ancora - sulle generose erogazioni di amici e soci: per fare un solo esempio, mezzo milione di dollari arriva nel 2012 dalla NBC Universal Media, casa produttrice del reality “The Apprentice” il cui protagonista, guarda caso, era proprio l’attuale presidente degli Stati Uniti.

Tirando le somme, anche volendo considerare il milione di dollari che Trump ha donato alle associazioni dei veterani lo scorso gennaio (organizzando una sorta di Telethon in tv poco dopo l’inizio degli incalzanti articoli del Post che in totale ne ha raccolti 6, vedi il video sotto), il presidente USA ha devoluto in beneficenza 5 milioni di dollari negli ultimi 25 anni, somma pari allo 0,05% del suo patrimonio, valutato da egli stesso in 10 miliardi di dollari. Certo nessuno gli chiede di imitare Warren Buffet (che ha donato l’85% del proprio patrimonio) o Bill Gates (il 50%), ma almeno di salire oltre le quote da prefisso telefonico sarebbe un bel segnale.

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