Carcere Peter Macdiarmid:Getty Images
Protocolli

Computer nelle carceri per formare i detenuti

11 Novembre Nov 2016 1105 11 novembre 2016
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Vodafone ha firmato un protocollo d’intesa con il ministero della Giustizia, saranno donati 130 personal computer in 10 carceri. Fondazione Vodafone Italia in questo modo sostiene la formazione digitale di 200 detenuti con Cisco, Confprofessioni e Cooperativa Universo. In due anni saranno coinvolte 200 persone in carcere

Offrire al almeno 200 detenuti l’opportunità di acquisire nuove competenze utili per il loro percorso di reinserimento sociale e professionale. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato giovedì 10 novembre da Vodafone, ministero della Giustizia, Cisco, Confprofessioni e Cooperativa Universo.

In pratica, Vodafone attraverso il programma di donazione di dispositivi aziendali ricondizionati a enti non profit, contribuirà all’allestimento tecnologico delle aule didattiche mettendo a disposizione dieci postazioni video per ogni istituto coinvolto, per un totale di 130 personal computer donati. Attraverso questo programma di donazione, che ha preso il via nel 2002, sono stati donati oltre 2.500 dispositivi cui vanno aggiunti i quasi mille tablet donati da Fondazione Vodafone Italiana attraverso il programma “Insieme a scuola di Internet” che ha coinvolto, in due anni, oltre 200mila over 55 su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa al centro del protocollo, della durata complessiva di due anni, si inserisce nel “Programma Cisco Networking Academy” e avrà due fasi di applicazione. In prima battuta verranno coinvolti gli istituti milanesi di Bollate e Opera, La Spezia, Rebibbia, e quelli minorili di Firenze e Nisida (NA). Successivamente, a seconda dei risultati ottenuti il primo anno, i corsi saranno estesi anche agli istituti di pena di Palermo, Bologna, Castrovillari (CS) e Cagliari, e mantenuti nelle carceri dove sono già attivi.

«Con la donazione di 130 personal computer in 10 carceri, vogliamo dare un contributo concreto alla formazione digitale dei detenuti», dichiara Maria Cristina Ferradini Sustainability manager di Vodafone e Consigliere Delegato di Fondazione Vodafone. «Questa è un’iniziativa che si inserisce in un più ampio progetto di Vodafone che, dal 2002 ad oggi, ha donato ad enti non profit e istituzioni oltre 2500 dispositivi aziendali ricondizionati tra laptop, tablet e monitor».

«Anche Fondazione Vodafone partecipa al progetto di formazione nelle carceri, sostenendo la retribuzione dei formatori attraverso il programma “100% Insieme” di Fondazione Vodafone, che dal 2008 da la possibilità ai nostri clienti e dipendenti di svolgere un’attività lavorativa retribuita presso enti non profit. Come Fondazione da oltre 14 anni siamo impegnati nella realizzazione di iniziative di solidarietà sociale e, oggi più che mai, promuoviamo la tecnologia e il digitale quali strumenti di integrazione e innovazione sociale», conclude.

Non è la prima volta che Fondazione Vodafone sostiene la formazione professionale all’interno delle carceri con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale e il reinserimento nel mercato del lavoro dei detenuti dopo la pena: dal 2002 ad oggi, infatti, la Fondazione ha collaborato con numerosi istituti, tra cui il carcere minorile di Nisida a Napoli per la realizzazione di laboratori di pasticceria, fotografia e scrittura, il carcere di massima sicurezza “Le due torri” a Padova per la realizzazione del laboratorio di pasticceria Giotto, e con il carcere femminile della Giudecca di Venezia con il potenziamento dell’attività di lavanderia e stireria e il rafforzamento delle relative competenze in capo alle detenute.

In apertura foto di Peter Macdiarmid/Getty Images

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