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Inchiesta L'Espresso, chiesti 20 milioni di risarcimento: «faremo un fondo per le adozioni internazionali»

12 Novembre Nov 2016 2241 12 novembre 2016
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Dopo le due querele penali per diffamazione, ora AiBi ha presentato una richiesta di risarcimento di 20 milioni di euro. La cifra andrà a un fondo per rilanciare le adozioni internazionali, a sostegno dei bambini abbandonati e delle famiglie in difficoltà economica desiderose di coronare il loro sogno di accoglienza.

Un fondo per rilanciare le adozioni internazionali, a sostegno dei bambini abbandonati e delle famiglie in difficoltà economica desiderose di coronare il loro sogno di accoglienza: è questa la prossima sfida di AiBi-Amici dei Bambini. Il fondo sarà finanziato tramite il risarcimento danni richiesto da Amici dei Bambini nei confronti de L’Espresso, a seguito dei due articoli pubblicati dal settimanale l’8 e il 15 luglio 2016. Dopo le due querele penali per reato di diffamazione presentate alla Procura di Roma il 19 luglio e il 01 agosto, lo scorso 28 ottobre AiBi ha infatti presentato al Tribunale Civile di Roma una richiesta di risarcimento di 20 milioni di euro, di cui 15 per i danni patrimoniali e 5 per danni non patrimoniali.

«AiBi è nata e continua ad operare allo scopo di contrastare il fenomeno dell’abbandono minorile e di promuovere il diritto per ogni bambino di avere una famiglia. In maniera del tutto ingiustificata è stata recentemente oggetto di una pesantissima campagna di stampa, perpetrata dal settimanale l’Espresso e realizzata con una serie di articoli di contenuto, oltre che totalmente falso, gravemente diffamatorio. In tali articoli, si attribuiscono ad AiBi comportamenti e fatti gravemente lesivi della propria reputazione a proposito dei quali l’estensore, in totale spregio di qualsiasi principio di pertinenza e continenza, si è ben guardato dall’operare il pur minimo controllo sulla veridicità di quanto falsamente affermato»: così spiega l'ente in una nota.

L’azione civile è stata predisposta dagli avvocati Stefano Papa del Foro di Torino e Marco Squicquero del Foro di Roma I due hanno chiesto anche che la pubblicazione dell’emananda sentenza sui quotidiani nazionali ‘La Repubblica’, ‘Corriere della Sera’ e ‘Il Sole 24 Ore’, nonché sui quotidiani giornalistici di maggiore diffusione in tutti i Paesi stranieri ove AiBi opera, e precisamente in Romania, Federazione Russa, Cina, Moldova, Ucraina, Bulgaria, Kosovo, Albania, Brasile, Perù, Haiti, Colombia, Cile, Bolivia, Bosnia erzegovina, Burundi, Honduras, Messico, Mongolia, Ghana e Repubblica Democratica del Congo, Cambogia, Kenya, Nnepal, Serbia, Sri Lanka, Stai Uniti.

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