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Periferie, c'è bisogno di cura non di militari

15 Novembre Nov 2016 1552 15 novembre 2016
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Lo scrittore Gianni Biondillo, nato da una famiglia emigrata a Milano dal sud e stabilitasi nel quartiere Quarto Oggiaro, non ha dubbi rispetto alla proposta del sindaco Sala di schierare l'esercito in periferia: «È una scelta che non risolve nulla. Sono zone che hanno bisogno di attenzione continua. Il territorio non va militarizzato ma presidiato»

All’indomani della morte di un uomo dominicano di 37 anni, ucciso in Piazzale Loreto dopo un aggressione a Milano è tornata prepotentemente in cima all’agenda politica l’allarme periferie.

Gianni Biondillo

Anche per il tipo di agguato, con armi da taglio e da fuoco, che ha dato il via ad una vera e propria sparatoria a pochi passi da Viale Padova, considerata una delle zone più a rischio di tutta la città e caratterizzata dalla grande presenza di stranieri.
Il sindaco, Giuseppe Sala, ha fatto sapere che chiederà al Governo di dispiegare l’esercito in alcune zone critiche della città. In realtà non si tratta di una scelta presa all'ultimo momento ma un punto dell'Accordo per MIlano firmato con Matteo Renzi. L'intervento del sindaco è arrivato durante la visita della presidente della

Camera Laura Boldrini a Quarto Oggiaro. E proprio Quarto Oggiaro è anche il quartiere dello scrittore Gianni Biondillo, da sempre impegnato sul tema delle periferie e a cui Vita ha dedicato un fumetto del Bookazine. Gli abbiamo chiesto un commento.


Come giudica l’idea di Sala di mandare l’esercito per le strade di Milano?
È una scelta che non risolve nulla. Non è l'esercito che risolverà i problemi di questi quartieri. Sono zone che hanno bisogno di attenzione continua. Il territorio non va militarizzato ma presidiato. Bisogna investire, migliorare e ricostruire. Non siamo in guerra. E poi io non mi sento tranquillo avendo per il quartiere persone che imbracciano fucili mitragliatori.

Si parla di boom di violenza nelle periferie. Lei che vive questi quartieri è d’accordo?
In questo momento sono a Novara. Qualche mese fa qui è stata accoltellata una ragazza. Ma nessuno lo sa. Sa il perché?

Perché nessuno ha dato la notizia?
Esatto. I media decidono quali morti sono più spettacolari e interessanti. Se l’uccisione di quell’uomo fosse avvenuta da un’altra parte magari quella notizia non avrebbe avuto eco. È la vostra categoria che si deve chiedere che tipo di informazione vuole far passare.

È un modo per dire che non c’è questo aumento di violenza e illegalità nelle periferie milanesi?
Posso dire che io, sin da quanto Decorato impose il coprifuoco più di sei anni fa, non ho mai avuto problemi in via Padova. Sia chiaro, non voglio fare il buonista e dire che è tutto bello, ma che bisogna stare attenti al tipo di narrazione che facciamo della realtà. Alzare la percezione del pericolo può generare rischi reali. È certo che alcuni quartieri di Milano sono più stressati di altri e vivono più difficoltà di altri.

Che alternative proporrebbe invece dei soldati?
Posso dire che una malattia grave non si cura con l'aspirina e neanche lasciandola degenerare per poi chiamare i grandi guru con la bacchetta magica. C'è bisogna di cure quotidiane e continue. Abbiamo bisogno di tanti medici condotti urbani, non del grande oncologo di fama. Ripeto c’è bisogno di cura non di militarizzazione.

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