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I farmaci al supermercato? Costano il 10% in meno

29 Novembre Nov 2016 1028 29 novembre 2016
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A dieci anni dalla liberalizzazione della vendita dei medicinali di fascia C, Altroconsumo ha realizzato un'indagine in 141 punti vendita, certificando i minori costi per i cittadini che si rivolgono alla grande distribuzione. Una convenienza che rimane anche in confronto alle farmacie online

Benedetta liberalizzazione. Almeno sui farmaci da banco, la possibilità di acquistarli fuori dal canale farmaceutico si è tradotta, ormai da dieci anni, in un concreto risparmio per le tasche del cittadino. Lo ha certificato un’indagine di Altroconsumo, che ha messo a confronto i prezzi di mercato dei 24 farmaci più richiesti in ipermercati, farmacie e parafarmacie, prendendo in esame 141 punti vendita, di cui 101 farmacie, 20 parafarmacie e 21 ipermercati. L’iniziativa è stata voluta in occasione della campagna “Liberalizziamoci”, per celebrare l'anniversario della liberalizzazione cominciata nel 2006.

Ebbene, i numeri non mentono: a conti fatti il supermercato è il luogo migliore dove acquistare i farmaci di fascia C (che non prevedono rimborsi dal Sistema Sanitario Nazionale), più conveniente anche delle farmacie e parafarmacie online. Nei punti vendita dove è stato riscontrato il costo più conveniente, inoltre, si è verificato un calo generale dei prezzi: dal 2006 ad oggi, i farmaci di fascia C nei supermercati costano l’1% in meno. Non basta: i prezzi degli stessi medicinali venduti in farmacia sono aumentati di quasi l’11% in 10 anni. Come vanno le cose, invece, rispetto alla farmacia online? Anche qui il supermercato vince. Il risparmio infatti è di circa il 10%, che scende al 5,7% nel caso della parafarmacia online. Scegliendo l’e-commerce con la parafarmacia si economizza dunque la spesa di quasi il 5%, rispetto alla farmacia.

Ma come è possibile che ci sia una variabilità di prezzi così elevata? Secondo Altroconsumo questo è dovuto al fatto che «sulle confezioni non è impresso nessun costo, tanto che spesso sono gli stessi farmacisti a riportare le cifre sulla confezione». Questo può disorientare i cittadini rendendoli incapaci valutare la convenienza. Attenzione dunque, per evitare di spendere di più.

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