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Volontariato nelle scuole, finanziato il 3% dei progetti presentati

29 Novembre Nov 2016 1800 29 novembre 2016
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Sono stati 642 progetti presentati da poco meno di 800 istituti secondari di secondo grado. 20 le scuole vincitrici. «La grande risposta che abbiamo avuto ci conferma che abbiamo intercettato le esigenze dei ragazzi», spiega il sottosegretario all’Istruzione Faraone, «continueremo a promuovere iniziative che fanno bene alla scuola e al Paese». Domani al ministero del Welfare la presentazione ufficiale dei programmi selezionati

Il bando sul volontariato nelle scuole fa il botto. I tempi stretti, quindici giorni poi prorogati di un mese, e la coincidenza con la fine dello scorso anno scolastico non hanno frenato l’adesione massiccia degli istituti secondari di secondo grado all’iniziativa promossa dal Ministero dell’Istruzione, dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale.

Sono stati ben 642 i progetti di “Laboratori di cittadinanza democratica condivisa e partecipata” presentati dalle scuole in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore e con i Centri di servizio per il volontariato. Il dato, sorprendente, lo è ancor più se si considera che circa il venti per cento delle proposte è stato presentato da Scuole in Rete. Sale dunque a poco meno di ottocento il totale degli istituti che si sono candidati. Solo 20 invece i progetti che saranno finanziati. Un numero, anche questo, sorprendente ma non inatteso. Specie se si considera che l’importo di ciascuna proposta progettuale non poteva superare 30mila euro e, soprattutto, che il budget complessivo del bando era di 470mila euro (270mila messi a disposizione dalla Direzione Generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese del Ministero del Lavoro, 100mila dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio e altri 100mila dal Ministero dell’Istruzione).

«Un’idea cardine della Buona Scuola è il renderla sempre di più luogo di formazione di cittadini responsabili», ha sottolineato Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, «Questo progetto, che stiamo portando avanti con il Ministero del Lavoro e con la Presidenza del Consiglio, si inserisce proprio in questo quadro di cambiamento culturale radicale. La grande risposta che abbiamo avuto ci conferma che abbiamo intercettato le esigenze dei ragazzi. Le nuove generazioni hanno desiderio di crescere “facendo”, sperimentandosi. Credo che l’esperienza del volontariato sia un’ottima occasione di crescita sana. Continueremo a promuovere iniziative che fanno bene alla scuola e al Paese».

“Investire nei giovani come risorsa – aggiunge il sottosegretario al Welafre Luigi Bobba - anche attraverso la partecipazione ad iniziative e progetti con Enti pubblici e privati, Associazioni ed altre istituzioni, rappresenta un obiettivo prioritario per l’azione del Governo. I laboratori - prosegue Bobba – sono una modalità per far entrare il volontariato attraverso esperienze concrete nel curriculum formativo».

Le 20 scuole vincitrici, ecco il dettaglio territoriale, sono così suddivise: tre hanno sede rispettivamente in Emilia Romagna e in Puglia; due in Lombardia, Toscana e Piemonte; una per regione, infine, in Abruzzo, Lazio, Calabria, Liguria, Sicilia, Campania e Veneto. Si va, per citarne alcune, dal Liceo statale “G.B. Brocchi” di Bassano del Grappa nel Vicentino all’istituto “G. Familiari” di Melito di Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria. Quanto alle somme erogate, dieci scuole potranno contare sull’importo massimo. Le altre su cifre che variano dai 4mila euro stanziati per l’istituto “Nullo-Baldini” di Ravenna ai 29.500 assegnati all’Istituto “G. Bertacchi” di Lecco. I soldi serviranno per l’acquisto dei beni strumentali e del materiale didattico, per il compenso degli esperti nelle materie oggetto delle attività progettuali e per l’assicurazione sia contro gli infortuni e le malattie che per la responsabilità civile verso terzi. Le scuole potevano presentare progetti relativi a sette ambiti di intervento: promozione della cultura del volontariato; educazione e formazione a legalità e corresponsabilità; prevenzione e contrasto delle dipendenze, inclusa la ludopatia, il gioco d’azzardo e il cyberbullismo; tutela, sviluppo e valorizzazione dei beni comuni; sostegno e promozione dei principi di pari opportunità e non discriminazione; contrasto a fragilità, marginalità ed esclusione sociale. I tre istituti che hanno ottenuto il punteggio più alto (95 punti) sono il Liceo statale “G. M. Colombini” di Piacenza, il Liceo statale “L. Bassi” di Bologna e l’Istituto di istruzione superiore “G. Bertacchi” di Lecco.

I criteri di valutazione, in particolare, assegnavano il punteggio maggiore al coinvolgimento attivo degli studenti nella fase di elaborazione della proposta progettuale, alla qualità e all’originalità dell’intervento anche con riferimento all’utilizzo di linguaggi artistici e creativi e di nuove tecnologie e alla replicabilità e sostenibilità dell’iniziativa.

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