Referendum

Perché a Bolzano vince il sì? Ecco come ha votato l'Italia

5 Dicembre Dic 2016 0929 05 dicembre 2016

Il "no" respinto in massa dalle regioni del Sud, in particolare da Sicilia e Sardegna. Renzi convince Firenze e Siena, ma non altre città toscane. Schiaffo alla riforma da Roma e Napoli, mentre Milano si è schierata per il sì. I media stranieri: ora il futuro dell'Italia è incerto

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Il "no" respinto in massa dalle regioni del Sud, in particolare da Sicilia e Sardegna. Renzi convince Firenze e Siena, ma non altre città toscane. Schiaffo alla riforma da Roma e Napoli, mentre Milano si è schierata per il sì. I media stranieri: ora il futuro dell'Italia è incerto

La vittoria del no al referendum, una vera valanga che stacca il sì di quasi 20 punti percentuali, ha le sue roccaforti soprattutto nel Sud e nelle Isole, ma anche i territori che non è riuscita a convincere. Primo tra tutti, la provincia di Bolzano, dove il sì ha stravinto con oltre il 63% dei consensi, mentre in provincia di Trento ha prevalso il no con oltre il 54%. Un risultato però che spalmato sull’intero territorio schiera questa regione per il sì con una media del 57,34%. Le altre regioni in cui ha prevalso il sì sono l’Emilia Romagna, pur con una distanza minima (il 49,61% ha votato per il 'no', il 50,39% per il 'sì'), e la Toscana, dove i fautori del sì hanno vinto con il 52,5% contro il 47,5% dei no. Tuttavia le città della costa (Massa, Pisa, Lucca, Livorno e Grosseto) si sono espresse per il no; alta la a percentuale di sì nella città di Renzi, Firenze (con il 56,3%) e a Siena (55,5%). Intanto dai primi dati la vera roccaforte del no è stata la Sicilia: nell’isola il voto contrario alla riforma costituzionale è arrivato a superare il 71%, mentre Sardegna e Campania completano i primi tre posti nella classifica dei sostenitori del no. A Roma vittoria del no con oltre il 62%, mentre a Napoli si sfiora il 70%; in una Lombardia dove ha vinto il no, spicca l'eccezione di Milano dove i sì hanno fatto segnare il 51,13%.

Il voto sui media stranieri

Che si tratti di media britannici, tedeschi, arabi o d'oltreoceano, la notizia delle dimissioni di Matteo Renzi e della bocciatura della riforma costituzionale in Italia campeggia sulle homepage di tutto il mondo. "Renzi si dimette dopo la sconfitta refendaria", titola a tutta pagina il Financial Times, con una fotografia del volto afflitto del presidende del Consiglio, aggiungendo: "L'Italia affronta una nuova crisi dopo che gli elettori hanno respinto con ampio margine il progetto di riforme". "Gli italiani hanno bocciato una complicata riforma costituzionale - spiega il settimanale tedesco Der Spiegel - e ora il premier Matteo Renzi ne trae le conseguenze: stamattina rassegnerà le dimissioni". La Bild si lancia in un'analisi sulle conseguenze del voto austriaco e italiano per la Germania e sottolinea come la terza economia dell'Eurozona si trovi "davanti a un futuro politico incerto".

Il francese le Figaro guarda all'incertezza dei mercati e titola: "Referendum italiano: l'euro ai minimi da marzo 2015" di fronte al dollaro dopo l'annuncio delle dimissioni del premier italiano. Le Monde guarda avanti e prospetta i tre possibili scenari dopo il voto di ieri: Matteo Renzi resta al potere, un governo tecnico, scioglimento immediato delle camere. Il quotidiano progressista spagnolo El Pais è molto duro con il premier italiano e nell'editoriale titolato "Un dito medio a Renzi" ricorda che "è arrivato al potere senza passare per le urne ed è stato divorato dalle urne, non solo per aver sovrastimato la sua reputazione tra i compatrioti, ma anche per aver preteso di introdurre una minirivoluzione senza neppure avere il consenso del suo partito". Tra i giornali americani in più esplicito è il Washington Post, con un pezzo di spalla in apertura sul sito. "Il premier italiano si dimette, un colpo all'establishment europeo" scrive il quotidiano della capitale Usa che dice che il no al referendum è "un impulso significativo alle forze populiste in Europa" e che le dimissioni di Renzi "rischiano di scatenare turbolenze finanziarie nella terza economia europea". "L'Italia respinge le modifiche della costituzione, il premier si dimetterà" titola secco il New York Times in un pezzo di taglio medio.

Il Wall street Journal titola che "Il premier italiano lascia dopo una bruciante sgridata dagli elettori" e osserva che così "consegna la vittoria ai populisti nel cuore dell'Europa". Inoltre, il quotidiano finanziario riflette sul "test per la Bce" rappresentato dalle dimissioni di Renzi. In Gran Bretagna la Bbc apre il suo sito con "Il premier italiano si dimette dopo pesante sconfitti alle urne". "Europa in tumulto dopo la sconfitta del premier italiano" titola il The Times, mentre il Daily Telegraph sul suo sito ha una diretta dedicata alle dimissioni del premier dopo la sconfitta "in un referendum cruciale". Il Guardian apre con "Il premier italiano Matteo Renzi si dimette dopo la sconfitta al referendum". "L'affluenza elevata, l'avanzata del populista Movimento cinque Stelle e l'impopolarità di Renzi hanno tutti contribuito" chiosa il corrispondente dal Roma. Il sito panarabo Al Jazeera sottolinea l'alta partecipazione alle urne, con il 70% circa di affluenza, "un dato che riflette l'alta posta in gioco e la varietà delle diverse questioni in ballo".

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