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Arte

Altro che metropoli, è la provincia il regno dei writers

21 Dicembre Dic 2016 1206 21 dicembre 2016
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Il progetto artistico Libertà, nato in Toscana nel 2014, propone progetti d’arte contemporanea che hanno come scopo prevalente il riavvicinamento del pubblico all’arte, soprattutto a quella urbana. L’habitat ideale identificato per farlo però non sono le grandi periferie o i 
luoghi tradizionalmente vocati alla sperimentazione e all’avanguardia bensì i borghi d’Italia

È nel cuore della Toscana che è nato il progetto artistico Libertà che fin dal suo esordio nel 2014, propone progetti d’arte contemporanea che hanno come scopo prevalente il riavvicinamento del pubblico all’arte, soprattutto a quella urbana.

La missione dell’associazione, che è diretta da Massimiliano Ferrini, è immaginare e realizzare interventi che attingano a diversi linguaggi, scelti a seconda della storia e della sensibilità delle comunità che li ospitano e con cui si è sempre avviato un ampio confronto, a partire dalle amministrazioni locali.

L’habitat ideale non sono però le grandi periferie o i 
luoghi tradizionalmente vocati alla sperimentazione e all’avanguardia bensì i borghi d’Italia, come la Toscana
e la Sardegna, da sempre cristallizzate nel bellissimo immaginario della tradizione, che soprattutto per la prima la vuole congelata come una cartolina rinascimentale.

Attingere a ciò che di bello ed effervescente si muove nel contesto italiano e internazionale, interpretarlo, guardandolo con occhi curiosi e talvolta perplessi di chi vive in aree meno toccate dalle sperimentazioni è il desiderio di Libertà. Lo scopo dei ragazzi che ci lavorano è la valorizzazione delle città, la stratificazione nel tempo di opere di alto livello, contribuendo così a creare nuove opportunità di turismo culturale.

Livorno, Cascina oggi nota più per temi d’attualità politica Bagno a Ripoli, Impruneta, Tonara in Sardegna e Bientina sono le ultime mète del lavoro dell’associazione. Lo scorso anno la manifestazione Art-On svoltasi a Cascina è stata un grande successo: sono stati coinvolti trentadue artisti provenienti da tutto il mondo, cosicché l’orizzonte operativo si è solidamente orientato verso una dimensione internazionale.

In ordine di tempo è stata Bientina, in provincia di Pisa, l’ultima tappa del progetto. Su un grande muro
nel centro storico della cittadina, è intervenuto lo street artist filippino Jerico Cabrera de Carandang con un’opera murale in parte controversa: la non immediata lettura della realizzazione ha innescato un dibattito pubblico in merito all’arte, alla sua bellezza e utilità, alla sua pertinenza o inadeguatezza. La possibilità di dialogare di persona con l’artista è stata per molti residenti un’occasione di confronto: si sono distinti da un lato gli estimatori dell’opera e dall’altro i detrattori ma resta aperta la questione sul senso dell’arte pubblica. Nei centri minori, lontani dalle grandi città che hanno una maggiore consuetudine con l’azzardo delle sperimentazioni e il fermento metropolitano, bisognerebbe forse avviare un progressivo avvicinamento all’arte urbana e agli artisti che ne animano la scena. Non 
ho paura di dire che la mano felice di Jerico ricorda il tratto sfaldato e pastoso di Francis Bacon e di Lucien Freud, e può forse risultare di più complicata lettura per chi è totalmente scevro da qualunque tipo di educazione artistica.

La riflessione sull’arte e la città è stata stimolata anche dalla presenza del media-artist cinese Yang Yongliang, uno degli artisti più apprezzati del mercato internazionale e di cui è stata particolarmente amata la visionarietà unita alla salda tecnica calligrafica tradizionale cinese. Ad affiancare questi due artisti ci sono stati i live painting di Libera Capezzone (alias Libertà), Elisa Muliere e Isabella Staino.

L’associazione Libertà (progettoartisticoliberta.it) come molte altre che si impegnano a operare a livello locale facendo un lavoro capillare e intelligente, è stata capace
in due anni di operatività di creare arte pubblica selezionando e proponendo le migliori esperienzedel momento, facendo scaturire un confronto autentico,
e riuscendo a mantenere sempre il massimo grado d’attenzione verso chi sceglie di aprire le porte della propria città.

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