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Società

Sulle colline marchigiane il sociale diventa bio

11 Gennaio Gen 2017 1247 11 gennaio 2017
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Da 35 anni Ama Aquilone si occupa di reintegrare i tossicodipendenti. Dal 2010 lo fa anche grazie a un’azienda agricola con una rete distributiva all’avanguardia

Nel momento in cui finalmente arrivi, dopo esserti persa nelle splendide colline marchigiane, arrivi, capisci subito si essere in un luogo particolare, dove i ritmi di ogni attività sono dettati dalla natura. Ama Terra (amaterra.coop) è una fattoria biosociale nata nel 2010 a Castel di Lama (in provincia di Ascoli Piceno), nell’ambito di Casa Ama, una comunità della Cooperativa Sociale Ama Aquilone (ama.coop). Qui vivono trenta ragazzi con un passato di tossicodipendenza e di marginalità.

«La nostra cooperativa opera nel territorio da 35 anni» spiega Carla Capriotti, educatrice e membro dell’esecutivo.

«Accogliamo tossicodipendenti (nella maggior parte dei casi poliassuntori) e li aiutiamo nel percorso di disintossicazione e di reinserimento nella società», aggiunge. L’identikit degli ospiti? «Sono uomini e donne maggiorenni, e provengono da tutta Italia, inviati dai servizi per le dipendenze del loro luogo di residenza. Alcuni ci vengono affidati in misura alternativa al carcere. Nel complesso gestiamo quattro comunità terapeutiche residenziali, una comunità educativa residenziale per minori, un centro diurno e due alloggi sociali per adulti in difficoltà. Ama Terra è un progetto di fattoria biosociale ospitato appunto in una delle nostre case, Casa Ama, che è la più grande di tutte, oltre ad essere la sede legale».

«Il termine “biosociale” racchiude il significato più profondo del pro- getto, che coinvolge quindici ragazzi», interviene Sara Pontani, responsabile commerciale di Ama Terra.

«Bio perché, guidati da agronome esperte, seguiamo le regole e i dettami dell’agricoltura biologica, nel pieno rispetto dell’ambiente. Quindi, per esempio, non usiamo fertilizzanti, insetticidi e fungicidi chimici. Cerchiamo poi di favorire quelle pratiche che non depauperano, ma anzi arricchiscono i terreni, per esempio la rotazione delle colture. Sociale, dall’altra parte, sottolinea il fatto che per noi è centrale il benessere delle persone che vivono qui, la qualità della loro vita: dal cibo che mangiano, al lavoro che svolgono, alle relazioni che instaurano, al luogo in cui vivono».

Nella fattoria, che si estende per 23 ettari, i ragazzi iniziano al mattino presto a lavorare. G., 47 anni, dopo un percorso comunitario durato due anni, da sei è stato assunto ad Ama Terra. «Prima facevo l’autotrasportatore e non conosce- vo la natura:», racconta. «Qui è bellissimo e ho riscoperto la voglia di vivere: in fattoria rivivo le emozioni della mia infanzia, perché provengo da una famiglia contadina» si accoda T., 30 anni, in comunità da poco più di un anno, «qui ho ritrovato un senso di pace e di quiete».

«Coltiviamo più o meno tutte le tipologie di ortaggi (zucchine, carote, broccoli, insalata, verze...) e nel 2015 ne abbiamo raccolti ben 50 quintali» racconta un gruppo di ragazzi in un momento di pausa, «abbiamo poi alberi da frutto (fragole, albicocche, prugne...), un vigneto di Passerina Docg, uliveti e serre per la floricoltura». Ad Ama Terra si dà importanza anche al recupero e alla valorizzazione dei semi antichi, ti- pici del territorio, tra cui il grano Senatore Cappelli e l’anice ecotipo di Castignano.

Significativa è poi l’attività di alleva- mento degli animali: ci sono 25 alveari, 80 esemplari di galline ovaiole delle razze Ancona e Padovane, 15 vacche della razza Marchigiana e 10 suini della Marca che vivono allo stato semibrado.

Nella fattoria poi sono presenti un laboratorio di trasformazione dei prodotti, una macelleria e una norcineria. In- somma tutta la filiera. Si producono così, con il marchio di Ama Terra, olio extravergine di oliva, vino bianco, fari- ne, passate di pomodoro, conserve, marmellate, erbe aromatiche essiccate, miele (500 chili nel 2015). Ma anche car- ni e insaccati di vario tipo (salame, lonzino, ciauscolo, prosciutto...).

Eccellenze che vengono sia consuma- te dagli ospiti sia vendute nel Punto Bio di Casa Ama. Non solo: è possibile an- che acquistare online, con consegna a domicilio, attraverso il sito amaterra.coop. Negli ultimi tempi le vendite sono incrementate ulteriormente grazie all’accordo con un gruppo di acquisto solidale del territorio. Si riforniscono poi aziende, ristoranti e negozi, oltre a privati locali. Dopo la partecipazione a Terra Madre-Salone del Gusto di Torino, nel 2016, inoltre, Ama Terra sta da poco vendendo i suoi prodotti in Germania.

«Per noi l’ergoterapia, cioè lo svolgi- mento di un’attività lavorativa, è uno de- gli strumenti terapeutici del progetto su misura che caratterizza il percorso comunitario di ogni ospite» spiega Capriotti. «I ragazzi sono affiancati da alcuni esperti che insegnano loro il mestiere della coltivazione dei terreni, dell’allevamento degli animali, della lavorazione dei prodotti e delle carni. In collaborazione con i servizi di lavoro e formazione della cooperativa, seguono

poi dei corsi per acquisire una forte professionalità, che si rivela utile una volta usciti dalla comunità, per la loro integrazione socio-lavorativa. Sempre a questo scopo, in seno ad Ama Aquilone, è nata Officina 1981, una cooperativa sociale di tipo B, che ha assunto alcuni dei ragazzi al termine del loro percorso».

La stessa natura, la bellezza di questi posti e la spiritualità che emanano, «di- ventano fondamentali. Nella semplicità e nella dignità di una vita a contatto con le piante e con gli animali, seguendo i ritmi e le trasformazioni stagionali, le persone che vivono qui imparano ad accogliere e a comprendere le trasformazioni che avvengono anche dentro di loro, durante il periodo di permanenza in questa casa».

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