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Religione

Cristiani perseguitati: cresce il numero delle violenze nel mondo

13 Gennaio Gen 2017 1624 13 gennaio 2017
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I cristiani rappresentano la comunità religiosa più perseguitata al mondo. Secondo le ultime ricerche, 215 milioni di persone sono oggetto di pregiudizio e persecuzione a causa della loro fede. L'Ong protestante "Portes ouvertes" ha pubblicato i dati nel suo rapporto annuale analizzando 50 Paesi

I cristiani rappresentano la comunità religiosa più perseguitata al mondo. Secondo le ultime ricerche, sono 215 milioni di persone sono oggetto di pregiudizio e persecuzione a causa della loro fede. L'Ong protestante "Portes Ouvertes" ha pubblicato i dati nell'index annuale delle persecuzioni (in calce all'articolo trovate il pdf).

Dal 1 novembre 2015 al 31 ottobre 2016, 1207 cristiani sono stati ammazzati per ragioni legate alla loro fede. Ben 1329 le chiese oggetto di vandalismo, profanazione o veri e propri attacchi armati che, in molti casi, hanno portato alla distruzione dell'edificio di culto. L'Ong segue una metodologia precisa e registra nell'indice solo casi comprovati con lo scrupolo dei fatti.

Il numero di morti, nei 50 paesi presi in esame dall'Ong, è notevolmente diminuito rispetto ail 7106 censiti nello stesso periodo dell'anno precedente, ma la violenza in forme che non portano alla morte immediata è, al contrario cresciuta. Crescono, infatti, i ricoveri o gli internamenti coatti in ospedali psichiatrici, i matrimoni forzati, le torture. Un diffuso sentimento anticristiano che non risparmia neppure i defunti: sono in crescita le profanazioni e gli attacchi ai cimiteri.

In cima alla lista dei Paesi più ostili ai cristiani, la Corea del Nord, mentre la Nigeria è quello dove sono hanno perso la vita più persone (695) per ragioni immediatamente legate. Ma sono in crescita, spiegano da "Portes Ouvertes", le tensioni legate al neonazionalismo religioso in Asia (soprattutto il fondamentalismo indù), in Africa e le polarizzazioni radicali in Medioriente.

In Asia, si sta affermando un principio in netto contrasto col pluralismo religioso occidentale: un Paese, una religione. Così, mentre i nazionalisti indù alzano il livello della loro intolleranza, in Malesia sono stati aperti "centri di purificazione" per convertire all'Islam i cristiani. In Africa, sono ovviamente Boko Haram nella Nigeria del nord e i soldi sauditi a preoccupare, soprattutto perché con l'apertura di scuole in Somalia, Kenya, Niger e Burkina Faso si stanno preparando nuove generazioni di estremisti. Inutile ribadire che tra le situazioni più drammatiche c'è quella dello Yemen, a oggi centro di conflitto fra Arabia Saudita e Iran: i cristiani contano qui il maggior numero di vittime.