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Papa Francesco

La tratta dei migranti è figlia della mafia

24 Gennaio Gen 2017 1619 24 gennaio 2017
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Bergoglio ha ricevuto i 40 membri della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Nel suo discorso ha elogiato la loro azione e il loro coraggio. Ma ha chiesto di lottare con più forza contro il “contrabbando di persone” di cui sono vittime tanti migranti

«Cari fratelli e sorelle, il Signore vi dia sempre la forza di andare avanti, di non scoraggiarvi, ma di continuare a lottare contro la corruzione, la violenza, la mafia e il terrorismo». Sono le parole con cui il Papa ha accolto i 40 membri della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, guidata dal magistrato Franco Roberti. È stato un incontro che ha dato occasione al Papa di puntare il dito contro quelli che lui considera i grandi mali del mondo e dell’Italia di oggi.

Franco Roberti

«La società», ha ribadito, «ha bisogno di essere risanata dalla corruzione, dalle estorsioni, dal traffico illecito di stupefacenti e di armi, dalla tratta di esseri umani, tra cui tanti bambini, ridotti in schiavitù. Sono autentiche piaghe sociali e, al tempo stesso, sfide globali che la collettività internazionale è chiamata ad affrontare con determinazione».

Ma Papa Francesco, come nel suo stile, non si è limitato a riaffermare l’aspetto “securitario” e di giustizia della lotta alla mafia; ha incitato ad allargare lo sguardo e anche il raggio dell’attenzione: «Vi esorto a dedicare ogni sforzo specialmente nel contrasto della tratta di persone e del contrabbando dei migranti: questi sono reati gravissimi che colpiscono i più deboli fra i deboli! Al riguardo, è necessario incrementare le attività di tutela delle vittime, prevedendo assistenza legale e sociale di questi nostri fratelli e sorelle in cerca di pace e di futuro». Mafia e corruzione oggi si accaniscono in diversi modi sui più deboli, che per questo vanno difesi a livello di opinione pubblica e vanno aiutati fornendo loro gli strumenti per difendersi dalle pretese del crimine organizzato.

Proprio per questo ha concluso Francesco il lavoro di chi è in prima linea nella lotta contro mafia e corruzione «richiede un supplemento di passione, di senso del dovere e di forza d’animo, e anche, da parte nostra, di tutti i cittadini che beneficiamo del vostro lavoro, un supplemento di sostegno, di preghiera e di vicinanza. Io vi assicuro che vi sono tanto vicino, nel vostro lavoro, e prego per voi».

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