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Giornata della Memoria

Come insegnare il valore dell'empatia ai più giovani

27 Gennaio Gen 2017 1108 27 gennaio 2017
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Gli strumenti suggeriti da Amnesty International per aiutare bambini e ragazzi a capire la discriminazione e ad acquisire una sensibilità per l’altro

Settantadue anni fa, esattamente oggi, i cancelli di Auschwitz venivano aperti e mai più, avevamo giurato, sarebbe accaduto qualcosa di simile.

Eppure, così tanti anni dopo, il valore della Giornata della Memoria non può darsi per scontato, come ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.

“La percezione dell’altro come una minaccia - ai valori, all’identità nazionale, alla sicurezza - è oggi irresponsabilmente alimentata da dichiarazioni che incitano all’odio e alla divisione tra ‘noi’ e ‘loro’.” Ha dichiarato Marchesi. “Ieri come oggi, la memoria lasciata senza giustizia è una forma di tortura psicologica che segna, a volte in modo permanente, i sopravvissuti e i parenti delle vittime. Ciò è particolarmente vero quando all’impunità si sommano l’insulto, l’offesa e la negazione dei fatti storici”.

Fatti storici da tramandare alle nuove generazioni, un discorso delicato spesso difficile. È proprio per aiutare insegnanti e genitori nell’affrontare i temi legati alla discriminazione, che Amnesty International suggerisce una serie di strumenti volti proprio ad educare i più giovani.

Per i più piccoli ad essere più indicato secondo l’organizzazione è l’albo e le carte illustrate “Il cammino dei diritti” e, in particolare, la carta dedicata alla data del 1945, con la poesia “Il numero” di Janna Carioli e l’illustrazione di Andrea Rivola.

Per i ragazzi delle medie, invece, il percorso sulla discriminazione “Lo sterminio degli ebrei”, scaricabile qui gratuitamente.

Pensando invece ai ragazzi delle superiori Amnesty International Italia consiglia il corto vincitore del Nastro d’argento 2015 “SK Sonderkommando” di Nicola Ragone, scritto insieme a Silvia Scola: la storia di due sconosciuti che incrociano i loro sguardi nella folla di un vagone che sembra un carro bestiame. Freddo, sofferenza, addii per sempre. Giunti alla meta, i loro destini si separano: il più robusto viene scelto, designato per diventare bracciante della morte in un lager nazista, un Sonderkommando.

Nel 72esimo anniversario dell'apertura dei cancelli di Auschwitz, ricordiamo tutti coloro che, allora e nei decenni successivi, in Europa e nel mondo, hanno pagato con la vita la ‘colpa’ di appartenere a un'altra comunità, di avere un'altra identità, di essere percepiti come un nemico o una minaccia”.

Mai come oggi, dunque, è importante insegnare il significato del 27 gennaio, educando i bambini e i ragazzi alla sensibilità dell’altro.

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