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4 febbraio, World Cancer Day: ecco perché in Italia si guarisce di più

3 Febbraio Feb 2017 1345 03 febbraio 2017
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Gli ultimi dati ci collocano al vertice in Europa per la sopravvivenza a cinque anni, migliorata rispetto al quinquennio precedente sia per gli uomini (55%), sia per le donne (63%). Un risultato reso possibile anche da realtà come Airc che garantiscono continuità di finanziamenti ai ricercatori più meritevoli.

I numeri parlano chiaro: nel 2016, solo in Italia, si sono registrati circa 1.000 nuovi casi di cancro al giorno. Ciò significa che ogni anno circa 365 mila persone, 190 mila uomini e 176 mila donne, ricevono una diagnosi di cancro. Il dato positivo è che in Italia si guarisce di più, come testimoniano gli ultimi dati che ci vedono al vertice in Europa per la sopravvivenza a cinque anni, migliorata rispetto al quinquennio precedente sia per gli uomini (55%), sia per le donne (63%).

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha contribuito a questo risultato garantendo continuità di finanziamenti ai ricercatori più meritevoli. Solo poche settimane fa AIRC e la sua Fondazione hanno stanziato 102 milioni di euro per 680 progetti di ricerca e programmi di formazione che vedono coinvolti circa 5.000 ricercatori al lavoro in laboratori di università, ospedali e istituzioni di ricerca in tutta Italia, prevalentemente in strutture pubbliche, con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del nostro Paese.

In occasione del World Cancer Day, AIRC condivide e rilancia la ‘visione 70:35’ dell’European Cancer Concord (ECC) che vuole portare al 70% entro il 2035 la sopravvivenza a lungo termine dei pazienti oncologici in Europa. “L’obiettivo 70:35 può sembrare ambizioso ma è raggiungibile in molte regioni europee - spiega Carlo La Vecchia, ricercatore AIRC all’Università degli Studi di Milano e membro dell’ECC - Sarà però necessario superare le notevoli disuguaglianze sia inter che intra-nazionali ancora esistenti per raggiungerlo ovunque”. Questo traguardo può essere raggiunto solo migliorando ulteriormente la diagnosi e la cura dei tumori, sostenendo la ricerca e l’innovazione per favorire un rapido trasferimento delle conoscenze dal laboratorio alla pratica clinica.

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