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Educazione finanziaria: la chiave per la vita dei sogni

23 Febbraio Feb 2017 1224 23 febbraio 2017

Tutto esaurito per il primo ciclo di incontri sull’educazione finanziaria organizzati a Milano per offrire ai cittadini uno strumento per intraprendere il proprio progetto di vita

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Wemi
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Tutto esaurito per il primo ciclo di incontri sull’educazione finanziaria organizzati a Milano per offrire ai cittadini uno strumento per intraprendere il proprio progetto di vita

Programmare non solo si può, ma si deve, anche in un mondo del lavoro precario in cui persino le certezze più basilari sembrano scricchiolare. È questa la lezione definitiva che si sono portati a casa dall’ultima lezione, gli oltre cento cittadini milanesi che hanno partecipato al primo ciclo di serate dedicate all’educazione finanziaria.

Tre serate aperte alla cittadinanza che hanno registrato il tutto esaurito, per offrire nuovi strumenti in grado di aiutare le persone nella gestione dell’economia domestica, rendendo così più semplice anche la pianificazione del futuro nonostante l’incertezza dovuta agli eventi esterni.

Organizzato nell’ambito del progetto WeMi sostenuto sul bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo con capofila il Comune di Milano, il corso di educazione finanziaria rientra negli obiettivi del progetto che punta a ripensare il welfare milanese, rendendolo davvero a portata di tutti e riavvicinandolo alle fasce medie, fornendo così strumenti che possano essere di aiuto a tutti ai cittadini, non solo a chi si trova in situazioni di disagio conclamato.

Ad iscriversi al corso, che si è svolto nel capoluogo lombardo tra dicembre e gennaio, cittadini di tutte le età, da neolaureati ancora in cerca di un impiego fisso, a pensionati, perché d’altronde, per imparare qualcosa di più sulle proprie finanze, non è mai troppo tardi.

A rendere il corso appetibile per un pubblico così ampio, l’adozione di un approccio trasversale, in grado di soddisfare le curiosità di persone in fasi della vita molto diverse.

Il fil rouge degli eventi è stato infatti segnato dal significato attribuito alla pianificazione finanziaria, cioè quello di uno strumento chiave per determinare il proprio futuro e quello della propria famiglia, perché, come ha spiegato Gaetano Megale, formatore ed esperto di pianificazione finanziaria, “programmare le proprie finanze è la condizione necessaria per programmare il proprio futuro, indipendentemente dall’età che si ha”. E se nei primi due incontri si è andati a fondo proprio su questo concetto e sulle modalità da adottare per gestire condizioni difficili, che possono mettere a rischio la stabilità anche economica della famiglia, è nell’ultimo appuntamento che si è affrontato uno dei temi più caldi per chi si trova ad affrontare un momento di crisi: l’indebitamento.

La ricetta, ancora una volta, ha spiegato Gaetano Megale, è quella della pianificazione della necessità di credito della famiglia. “Ancora una volta, per fare questo è necessario analizzare le proprie aspirazioni e stabilire quali sono i propri obiettivi di vita. L’errore più comune è quello di arrendersi in partenza, l’atteggiamento di chi dice “io non ho soldi, come faccio a desiderare qualcosa?”, questa è la morte psicologica, io vorrei invitare le persone a desiderare qualcosa, perché il desiderio genera felicità”.

Facile a dirsi, ma più difficile a farsi, soprattutto per chi, ha sottolineato dal pubblico Marco, 30 anni, insegnante con un contratto ancora precario, non può contare sulla stabilità di un impiego sicuro: “Come fa a prevedere le entrate chi è in una condizione come la mia?”

In realtà prevedere il futuro è impossibile ma, afferma Megale, pianificare si può.

Ci sono sempre insomma dei dati che possono indicare quali saranno le nostre entrate future e le nostre uscite: “Non posso sapere cosa ha in serbo per me il futuro ma posso mettere un navigatore satellitare e individuare la destinazione a cui voglio approdare. Questo è proprio ciò che ci permette di prendere il controllo delle nostre risorse e non solo”. Se si parte infatti dal presupposto per cui la pianificazione dell’economia domestica, rispecchia anche le proprie aspirazioni e il tipo di vita che si intende avere, allora capiamo che la gestione delle nostre finanze, diventa una sorta di timone che ci aiuta a capire dove si vuole andare. “L’importanza di questo aspetto è enorme, basta pensare che moltissime famiglie vengono spaccate proprio quando ci si trova ad affrontare un periodo di crisi.” Spiega Megale. “Tra le maggiori cause di separazioni e divorzi c’è proprio la gestione finanziaria, proprio perché questo implica le aspettative risposte dalla coppia in un progetto di vita comune, che troppo spesso non viene condiviso chiaramente. Per questo è fondamentale affrontare questo tema e iniziare il prima possibile ad educare anche i più piccoli alla gestione delle proprie finanze.”

E per capire se anche i nostri bambini sono già predisposti all’idea di una gestione parsimoniosa delle proprie risorse, esiste il test del marshmallow, uno studio ideato dall’Università di Stanford, ed effettuato su un campione di bambini tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Ogni bambino veniva lasciato solo in una stanza con un marshmallow, (una caramella soffice e colorata, molto appetibile), al bambino veniva promesso che, se fosse riuscito a resistere senza mangiare il marshmallow per 15 minuti, allora, gli sarebbero stati dati in premio non uno, ma ben due marshmallows.

Secondo lo studio, che ha seguito poi i bambini nella crescita fino all’età adulta, per oltre trent’anni, i bambini che riuscivano a resistere, avevano già incamerato il concetto di “gratificazione ritardata”, dimostrando una forza di volontà maggiore e la capacità di resistere al consumo immediato, diventando così adulti con vite più equilibrate e “sicure dal punto di vista economico”.

“Ciò non significa che se un bambino mangia subito il marshmallow sarà destinato ad una vita di incertezza economica,” rassicura Megale, “certo è che questo può rappresentare una spia di allerta, indicando un atteggiamento che il bambino non ha ancora ben chiaro e la necessità dei genitori di intervenire, cercando di responsabilizzarlo. In questo senso ripristinare l’usanza della paghetta settimanale può essere un ottimo metodo.” Insomma, se per ricevere un’educazione finanziaria non è mai troppo tardi, non è nemmeno mai troppo presto. E se il ciclo di incontri ha fornito strumenti importanti ai partecipanti, la formazione finanziaria organizzata da WeMi, non si conclude però nelle ore trascorse in aula. I cittadini possono infatti chiedere gratuitamente la consulenza individuale di un educatore che li accompagnerà nella definizione di un piano finanziario ad hoc per sé e per la famiglia, aiutandoli così a fare chiarezza nei conti e nella progettazione di un futuro più sereno. “Sono stati tre incontri molto interessanti, illuminanti per alcuni aspetti, nei quali si è parlato di futuro, pianificazione delle risorse economiche, indebitamento, protezione, pensione, investimenti e felicità”, ha commentato sulla pagina Facebook, Ilaria, una delle partecipanti. “Perché i soldi non danno la felicità ma avere le idee chiare su come pianificare la propria vita e quella dei propri familiari aiuta ad avere maggiore serenità e fiducia. E guardare con razionalità il proprio conto in banca aiuta anche a fare delle riflessioni sul percorso professionale che si sta intraprendendo e sugli obiettivi a cui si punta.”

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