Fondazione l’Albero della Vita

Faro in Città: il nuovo modello di accoglienza familiare personalizzato a Milano

24 Febbraio Feb 2017 1631 24 febbraio 2017

Al Forum delle Politiche Sociali all’Interno dei Tavolo Tematico “La nuova frontiera dell’accoglienza diffusa, in famiglia, di qualità” Ivano Abruzzi, presidente della Fondazione l'Albero della vita, presenta i primi risultati del progetto "faro in città". In sei mesi di attività, sono stati 121 i nuclei familiari ricostituiti e 1 bambino al giorno accolto

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Programma Faro In Citta Carcano
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Al Forum delle Politiche Sociali all’Interno dei Tavolo Tematico “La nuova frontiera dell’accoglienza diffusa, in famiglia, di qualità” Ivano Abruzzi, presidente della Fondazione l'Albero della vita, presenta i primi risultati del progetto "faro in città". In sei mesi di attività, sono stati 121 i nuclei familiari ricostituiti e 1 bambino al giorno accolto

In un vecchio studentato inutilizzato da tempo in Via Beato Michele da Carcano 4 – Milano sono accolti migranti secondo un nuovo modello di accoglienza. Si tratta di Faro in Città, gestito da Fondazione L’Albero della Vita in convenzione con la Prefettura e il Comune di Milano, una struttura innovativa e unica nel suo genere, dove nuclei familiari e donne sole con bambini trovano accoglienza e assistenza dedicata attraverso interventi: educativi, socio-psicologici, sanitari e legali.

L’attività ha preso il via nell’estate del 2016 e dopo sei mesi di attività i primi dati: sono stati accolti 121 nuclei familiari per un totale di 386 persone di cui 196 adulti e 191 minorenni (più del 50% nella fascia di età 1-6 anni). Un bambino al giorno ha visto qui assicurato il suo benessere, protetti i suoi diritti, favorito il suo sviluppo, in piena realizzazione della mission de L’Albero della Vita.

Il modello di accoglienza offerta qui è completamente differente da quella dei grandi centri. I piccoli spazi permettono di intervenire su situazioni di particolari fragilità, con interventi specifici di carattere educativo, sanitario e psicologico. Faro in Città ospita fino a 95 beneficiati suddivisi in 21 appartamenti, uno per ogni nucleo familiare, monolocali, bilocali e trilocali, ognuno con bagno completo di tutti i servizi e vano cottura.

I nuclei familiari accolti in questo periodo sono stati nella maggior parte dei casi (48%) monoparentali (mamma e bambino) e ci sono stai anche casi di nuclei in cui il capofamiglia, in assenza dei genitori, era una zia o una nonna del minorenne, così come alcuni nuclei familiari accolti erano composti oltre dal nucleo stretto anche da nonni o zii. Undici le donne accolte in stato interessante e ben otto i bambini nati durante l’accoglienza in Faro in Città.

Per garantire spazi di socializzazione nella struttura sono presenti anche due grandi aree comuni: una al 6° piano di 160 mq attrezzata come area ritrovo, lettura, con possibilità di salotto e tv ed area giochi; una seconda al piano terra ad uso Sala Polifunzionale dove si svolgono diversi laboratori, corsi di italiano e orientamento, sala studio e luogo di incontri di formazione/sensibilizzazione.

Il fenomeno migratorio è cambiato: diminuiscono le persone che lasciano il nostro Paese con un progetto di vita verso gli stati del Nord, come è stato con i siriani, e sono sempre di più le situazioni di fragilità che gli operatori ogni giorno incontrano tra i nuovi arrivati. L’utenza, ad oggi, è composta in prevalenza da eritrei, libici, maliani, pachistani e palestinesi. Altre nazionalità ospitate sono Kurdistan, Camerun, Costa D'avorio, Siria, Sudan, Nigeria, Somalia, Iraq, Ghana, Yemen, Etiopia, Sierra Leone, Iran, Marocco.

Abbruzzi – presidente di Fondazione L’Albero della Vita “Con Faro in Città abbiamo messo a disposizione di Milano l’esperienza di 20 anni di accoglienza e una vocazione a un lavoro di qualità in un momento in cui la gestione dei flussi migratori deve poter contare sull’efficacia e la specializzazione degli interventi, con la creazione di dinamiche proficue che sappiano favorire inte-grazione sociale e una valorizzazione del potenziale umano. La gestione di questi primi mesi di attività – prosegue Abbruzzi – ci sta mostrando un nuovo fenomeno migratorio, che necessariamente deve essere gestito in maniera differente dal passato. Il nostro mo-dello di accoglienza, che si basa sulla reale autonomia dei nuclei familiari, pone il beneficiario al centro dell’intervento e lo aiuta a ri-costruire un vero progetto di vita che punta al raggiungimento di indipendenza e maturità personali e materiali”.

Obiettivo principale del progetto è, infatti, quello di contribuire a una concreta e positiva prima accoglienza dei profughi, lavorando sia sugli aspetti legati al soddisfacimento delle prime necessità (alloggio, vitto, assistenza sanitaria, informazioni e integrazione base), che garantendo sin da subito un lavoro attento all’ empowerment delle singole persone/famiglie accolte, a prescindere dagli obiettivi del loro percorso migratorio.

In Faro in Città un’equipe multidisciplinare, costituita da: 1 coordinatore, 4 educatori professionali, 2 operatori dedicati alle attività dei bambini presenti, 3 operatori diurni, 3 operatori notturni, 1 psicologo, 1 assistente sociale, 1 referente pedagogico, 1 supervisore psicologico, 1 operatore legale, 1 medico, 1 infermiera pediatrica, coinvolgono i beneficiari i un progetto personalizzato familiare (PEF) che si fonda sul coinvolgimento diretto e sulla partecipazione attiva degli stessi beneficiari.

Il progetto Faro in Città può costituire una felice opportunità per i nuclei accolti, attivando una proficua azione di Rete con i Servizi e le risorse del territorio (Comune, Questura, Scuola, Oratorio …), favorendo la possibilità di “ri-fare” famiglia.

I servizi offerti sono

1 Accoglienza: vitto, alloggio, vestiario e ambulatorio medico.

2 Sostegno socio-psico-pedagogico: spazio bimbi giornaliero, colloqui individuali e incontri di gruppo, accompagnamento ai servizi.

3 Messa in rete della famiglia: attività socializzanti e attività di volontariato sul territorio

4 Orientamento: sostegno legale, accompagnamento nelle pratiche per il riconoscimento di protezione internazionale, insegnamento della lingua italiana, inserimento scolastico per i minori, orientamento ai servizi territoriali e orientamento professionale

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