Alexandru Tugui 185047
#WelfareInAzione

All’Emporio le famiglie fanno la spesa di servizi

1 Marzo Mar 2017 1758 01 marzo 2017
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L’emporio solidale di Sondrio lancia lo Scaffale Relazionale per offrire servizi e occasioni ricreative e formative alle famiglie in difficoltà

Una sorta di smartbox per le famiglie in difficoltà. È così che si presentano i prodotti disponibili sullo Scaffale Relazionale dell’Emporio solidale aperto a Sondrio nell'ambito di Più Segni Positivi, il progetto sostenuto dal bando “Welfare di comunità” di Fondazione Cariplo. Lo scaffale è un vero e proprio espositore da cui accedere ai servizi più vari, da visite mediche specialistiche, a corsi di musica e danza per i bambini, fino ad attività di doposcuola. “Si tratta di un’operazione innovativa nel panorama degli empori solidali in Italia” sottolinea Luca Verri responsabile dell’Ufficio di Piano del Comune di Sondrio “ che incontra, in un momento storico di crisi socio-economica diffusa, non solo i bisogni prettamente materiali delle persone più fragili, ma anche quelli di tipo relazionale”. “Si tratta di un servizio pensato apposta per le famiglie con minori che stanno attraversando un periodo di crisi economica,” spiega Elena Giunta, responsabile comunicazione e fundraising per Più Segni Positivi, complementare a quella dell’offerta alimentare dell’emporio; si tratta di rendere disponibili servizi importanti per la crescita dei più piccoli e aiutare i genitori che fanno fatica a dare opportunità ai propri figli.”

Il sistema funziona infatti come quello dell’emporio, le famiglie possono scaricare online la modulistica, o compilare la domanda all’ufficio anagrafe del comune di Sondrio, la tessera viene attribuita a chi risponde a requisiti precisi rispetto al reddito e al numero di figli minori e funziona tramite punti “stella”. “Alle famiglie di solito vengono assegnati dagli 8 ai 16 punti stella, mentre un corso di nuoto, ad esempio, può arrivare a costare intorno ai 4 punti”, e se una famiglia non ha abbastanza punti sulla propria tessera? “Può decidere di integrare con un contributo economico. È capitato, ad esempio, che un bambino avesse bisogno di un apparecchio, in quel caso, i punti non riusciva a coprire l’intero intervento, così i genitori hanno versato la somma mancante”. Un aiuto concreto che rende però sempre protagonisti del servizio, i beneficiari.

Il principio fondante di questo progetto è quello del welfare generativo: “non ci confrontiamo con persone che provengono da situazioni di povertà estrema, ma da un momento di difficoltà transitoria, nel quale è difficile anche esternare la propria vulnerabilità. A tutti i beneficiari, viene chiesto un contributo simbolico per l’accesso ai servizi, aiuta ad attribuire un valore alle cose e a ricordare alle persone che questo è solo un momento passeggero. Inoltre incoraggiamo chi vuole ad attivarsi con attività di volontariato. È un modo per restituire alla comunità il sostegno che si riceve con l’Emporion.” Tassello chiave dell’equazione che fa funzionare questo sistema, le realtà partner. “Per lo Scaffale Relazionale abbiamo stretto partnership con soggetti estremamente vari, da scuole di musica, a polisportive, fino a negozi di ottica; alcuni servizi vengono donati interamente, altri con prezzi calmierati, il contributo dei privati all’Emporion rimane comunque fondamentale.” Così come fondamentale è il ruolo giocato dai volontari che si alternano nella struttura: 25 persone tra i 30 e i 70 anni. “Sono oltre 300 le persone che fanno spesa all’Emporion e calcoliamo che lo Scaffale Relazionale raggiungerà circa 50 famiglie.” Spiega Elena Giunta. “Si tratta di un altro segno positivo da aggiungere alla nostra comunità.”

Foto: Alexandru Tugui

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