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Tutele per gli orfani di femminicidio: la Camera approva

2 Marzo Mar 2017 1437 02 marzo 2017

Approvata la legge che tutela i figli rimasti privi di uno o entrambi i genitori a seguito di un crimine domestico. Previsti il gratuito patrocinio nel processo penale e nei procedimenti civili, l'assistenza medico-psicologica gratuita, percorsi agevolati di studio e perfino la possibilità di cambiare il proprio cognome

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Bimba Con Orso
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Approvata la legge che tutela i figli rimasti privi di uno o entrambi i genitori a seguito di un crimine domestico. Previsti il gratuito patrocinio nel processo penale e nei procedimenti civili, l'assistenza medico-psicologica gratuita, percorsi agevolati di studio e perfino la possibilità di cambiare il proprio cognome

È stata approvata alla Camera all'unanimità la legge che tutela gli "orfani di femminicidio" o, più correttamente, i figli rimasti privi di uno o entrambi i genitori a seguito di un crimine domestico. Lo spirito della norma muove dalla constatazione - espressa in aula dalla deputata pd Marilena Fabbri nel corso della votazione - che la violenza familiare, gli omicidi domestici e i femminicidi sono un fenomeno diffuso che lo Stato ha il dovere di contrastare sul piano culturale e giudiziario, e che le istituzioni devono farsi carico delle conseguenze che tali crimini determinano sui figli delle vittime.

Per questo motivo si è reso necessario un aggiornamento del quadro giuridico e una definizione di interventi in grado di dare risposte puntuali, perché questi figli «non siano orfani tre volte, per la perdita di entrambi i genitori e per l’indifferenza dello Stato». Il provveimento introduce strumenti importanti come, tra gli altri, il gratuito patrocinio nel processo penale e nei procedimenti civili, l'assistenza medico-psicologica gratuita fin quando necessario, percorsi agevolati di studio, formazione e inserimento lavorativo e anche la facoltà per gli orfani di poter chiedere con procedura semplificata la modifica del proprio cognome. Non sono le norme a poter lenire in alcun modo la grande sofferenza che vivono queste ragazze e questi ragazzi definiti “orfani speciali”, però «rappresentano un primo passo che può permettere loro di continuare ad andare avanti e metterli nelle condizioni di costruirsi un futuro». Ora il provvedimento passa al Senato.

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