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Diritti

Il suprematismo dei principi sulla vita

3 Marzo Mar 2017 1014 03 marzo 2017
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«In contemporanea non puoi andartene come credi e puoi venire al mondo come decidono gli altri». Così Toni Capuozzo ha commentato le vicende di Dj Fabo e del bimbo di Trento

Non vorrei parlarne, perché coinvolge vita e intimità di troppe persone. Ma sono rimasto colpito dalla contemporaneità di due notizie. La prima: la morte, in Svizzera, di un italiano che voleva morire. E la sentenza di Trento che riconosce una doppia paternità al bambino nato da una madre surrogata. La morte di Dj Fabo è stata qualcosa di più di un’eutanasia, è stato un suicidio assistito. Ecco, io sono convinto che in base a valutazioni abbastanza oggettive (nessuna prospettiva di guarigione, presenza di dolori non lenibili) debba essere consentito a una persona di congedarsi con dignità dalla vita. Offende qualcun altro, questa sua scelta ? Può differire dai principi, religiosi e no, di altri, ma resta qualcosa di profondamente personale, individuale.

Nel contempo una coppia di uomini vede riconosciuta la doppia paternità da una corte di Trento. Ognuno è libero, per me, di amare chi e come vuole, tra adulti consenzienti. E di considerare le proprie storie come avventure o amori senza fine, di chiamarsi amanti o famiglia. Ma qui c’è un terzo soggetto: un bambino, incubato in un corpo di donna pagato allo scopo. Un bambino che avrà due padri, e non una sola madre. Può succedere, se tua madre muore di parto, o ti abbandona. Ma qui la cosa è programmatica. Di più: credo che due uomini o due donne possano accudire un bambino sottratto a un orfanatrofio, o a condizioni di solitudine e abbandono.

Non è questo il caso: qui si vuole per forza, come un diritto, avere un figlio con il DNA di uno dei due padri, qualcuno che ti assomigli. Da padre, che ha amato figli suoi, so cosa vuol dire. Ma considero mio figlio anche un ragazzo che non ho fatto io. È questa ansia da riproducibilità tecnica che mi lascia disagio, come a dire che non c’è amore totale se non si fanno figli. E, di più, il fatto che sia una scelta che coinvolge altri inconsapevoli: il bambino, che non ha scelto di non avere una madre, o di avere due padri.

Insomma, in contemporanea; non puoi andartene come credi, e puoi venire al mondo come decidono gli altri. A me pare il suprematismo dei principi sulle vite delle persone. Riposa in pace Fabo, e che la vita ti sorrida, piccolo con due padri.