Fondazione Arché

300 shopper Expo diventeranno zaini da scuola per gli studenti orfani in Zambia

16 Marzo Mar 2017 1033 16 marzo 2017

Arriveranno in agosto, portate dai volontari di Fondazione Arché: le 300 borse shopper con il logo di Expo 2015, donate ad Arché dalla grande Fiera internazionale “Nutrire il Pianeta, energia per la vita!”, diventeranno zaini per la scuola per gli orfani della missione di Chikuni. Per la maggior parte di questi studenti, uno zaino è un bene di lusso

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Arriveranno in agosto, portate dai volontari di Fondazione Arché: le 300 borse shopper con il logo di Expo 2015, donate ad Arché dalla grande Fiera internazionale “Nutrire il Pianeta, energia per la vita!”, diventeranno zaini per la scuola per gli orfani della missione di Chikuni. Per la maggior parte di questi studenti, uno zaino è un bene di lusso

Arriveranno in agosto, portate dai volontari di Fondazione Arché: le 300 borse shopper con il logo di Expo 2015, donate ad Arché dalla grande Fiera internazionale “Nutrire il Pianeta, energia per la vita!”, diventeranno zaini per la scuola per gli orfani della missione di Chikuni.

“Si tratta di borse a tracolla di cotone – ha spiegato Cristina Bocca, responsabile per Arché dei progetti in corso da diversi anni in Africa – le donne della sartoria di Chikuni, formate nel corso degli anni dalle volontarie Arché, modificheranno le shopper in modo da trasformarle in zainetti”.

In Zambia Arché collabora con i gesuiti, che da oltre 100 anni sono presenti a Chikuni, una missione rurale nel sud dello Zambia dove i missionari promuovono lo sviluppo sociale e culturale della popolazione locale. Il progetto con Arché è cominciato nel 2002: “Quando arrivammo – dice Cristina - c’erano almeno 3mila bambini e ragazzi (su 25mila abitanti) orfani di genitori morti per l’Aids. L’Aids falciava giovani padri e madri, i loro figli restavano ai nonni o entravano in nuclei familiari dove già c’erano 7-8 minori da sfamare. I problemi erano davvero tanti, primo tra tutti gli orfani non venivano mandati a scuola. La prima cosa che abbiamo fatto quando siamo arrivati è stato comprare 1500 coperte perché, anche se non lo sa nessuno, in alcuni mesi dell’anno la notte nello Zambia fa davvero freddo”.

Per la maggior parte di questi studenti, uno zaino è un bene di lusso. Comprarselo è impensabile. “Sono ragazzini che vanno a scuola con il sacchetto di plastica, che si rompe in pochi giorni, e che costituisce una importante causa di inquinamento ambientale – spiega Cristina Bocca – d’altronde per loro anche andare a scuola è difficile. Le borse shopper di Expo saranno molto utili a questi ragazzi ed essendo di cotone avranno un minor impatto sull’ambiente”.

A Chikuni si trovano alcune delle migliori scuole zambiane. Ed è lì che Arché, attraverso il coordinatore Gianpietro Gambirasio ed un team di educatori locali, conduce un progetto per adolescenti di prevenzione di comportamenti a rischio dal nome “Action with Youth”, un intervento educativo simile nei contenuti a quello condotto in Kenya a favore delle nuove generazioni, il futuro dell’Africa.

“In verità non dobbiamo pensare all’Africa come ad un luogo dove ci sono i bambini con la pancia gonfia e le mosche sugli occhi – chiarisce Cristina – l’Africa è in gran parte un continente vivo, in grande fermento. A Chikuni gli studenti sono ragazzi con grandi aspettative sul loro futuro: vogliono diventare medici, ingegneri, professori, frequentare l’Università. Il lavoro di Arché in Kenya e Zambia è una sfida sempre aperta – continua Cristina - il tessuto sociale di questi due paesi è in rapida evoluzione. Ciò impone ad Arché una lettura intelligente dei bisogni per essere sempre più efficaci nelle risposte”.

Intanto, sono aperte le iscrizioni ai campi estivi di Arché in Zambia, per studenti universitari.
Chi è interessato contatti Arché allo 02.36559990 oppure scriva a Cristina Bocca: bocca@arche.it.