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Gli aperitivi No slot nel bar del Cerutti Gino

23 Marzo Mar 2017 1050 23 marzo 2017

Una delle esperienze raccolte sul numero del magazine in distribuzione con cui i cittadini combattono la deriva dell'azzardo dei propri territori. Al Giambellino di Milano sono una decina i bar free slot

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Una delle esperienze raccolte sul numero del magazine in distribuzione con cui i cittadini combattono la deriva dell'azzardo dei propri territori. Al Giambellino di Milano sono una decina i bar free slot

Non potevamo che incontrarla qui: al bar Bella Gino, nel cuore del suo quartiere, il Giambellino, proprio nel locale che evoca la celebre ballata di Cerutti Gino. Uno dei bar non slot del quartiere.

«In tutto ne abbiamo censiti e contattati una decina: è con loro che organizziamo i nostri aperitivi no slot (appuntamenti che ormai riescono a richiamare ogni mese 80/cento persone a serata, ndr)», rivela Susanna Mattarelli, consulente aziendale per professione, ma soprattutto animatrice di uno dei nodi più vivaci del Movimento No Slot milanese e italiano. «Tutto è partito nel febbraio dello scorso anno», interviene Rossella Sacco, cooperatrice di Spazio Aperto Servizio (storica coop sociale aderente al circuito Cgm, con sede nella vicinissima via Gorki), insieme a Mattarelli e Francesca Gisotti del consorzio Farsi Prossimo (Area Caritas) e responsabile della pagina Facebook dello Slot Mob di Milano, anima del Movimento anti azzardo del Giambellino.

All’inizio il fulcro è stata la parrocchia del Santo Curato d’Ars. «Era un momento», continua Sacco, «in cui anche nella nostra comunità, siamo una cinquantina di famiglie, il tema della dipendenza dall’azzardo incominciava a preoccupare. Già se ne parlava sui giornali e in televisione, ma avevamo il sospetto che anche fra di noi potesse manifestarsi qualche problema».

«Ci siamo interrogati su come poter intervenire nel caso fosse emersa qualche richieste e su come fare prevenzione sul nostro territorio», aggiunge la cooperatrice. Così all’inizio di marzo la parrocchia guidata da don Renzo Marnati organizza un incontro con Angela Fioroni (già sindaco di Pero e autrice di “Un gioco pericoloso”) aperto a tutto il quartiere. Da lì è stato un crescendo, che passando attraverso la partecipazione allo slot mob nazionale del 7 maggio (che ha Milano ha avuto sede non a caso in un bar del Giambellino (il Flor & Art Cafè di piazza Frattini) ha generato una rete piuttosto fitta di associazioni del quartiere determinate a contrastare il dilagare delle scommesse: otre alla Parrocchia promotrice e al movimento Slotmob, Movimento dei Focolari, Spazio Aperto Servizi cooperativa sociale ONLUS, Cooperativa Sociale Comunità del Giambellino, Associazione Bambini in Romania ONLUS, Decanato Giambellino, Associazione Laboratorio di quartiere Giambellino Lorenteggio.

Un network molto ricco, di cui media e istituzioni si sono ben presto accorti che ha portato ad aprire una collaborazione diretta col Comune e con la Caritas Ambrosiana nell’ambito del progetto Milano no Slot, oltre a un’interlocuzione col consiglio di zona e alcuni consigliere comunali come il presidente della commissione consiliare antimafia David Gentili (presenza fissa agli aperitivi non slot).

Malgrado l’indubbio successo e le richieste di allargare le attività al di fuori del quartiere, gli attivisti del Giambellino ritengono che il radicamento territoriale sia la chiave di volta. «Noi siamo nati per prenderci cura del nostro quartiere, e qui vogliamo stare. Naturalmente se altri ritengono che il nostro sia un modello da prendere ad esempio, siamo assolutamente disponibili a fornire qualsiasi suggerimento», conclude Mattarelli.

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