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Integrazione

Aspiranti chef insegnano cucina agli immigrati: al via un progetto a Roma

30 Marzo Mar 2017 1003 30 marzo 2017
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Alcuni studenti dell'Istituto Alberghiero Vincenzo Gioberti diventano docenti di cucina mediterranea per un gruppo di stranieri che desiderano professionalizzarsi. Il progetto al via oggi nei locali della scuola, grazie a un'idea delle Acli

Giovani cuochi salgono in cattedra e diventano docenti speciali per un gruppo di immigrati che vivono a Roma. Prende il via oggi 30 marzo il progetto "Cibo, Integrazione e Solidarietà", realizzato dalle Acli di Roma e provincia, in collaborazione con l’IPSEOA Vincenzo Gioberti e il Municipio Roma I Centro e con il contributo della Fondazione Cattolica Assicurazioni. L'iniziativa, che si svolge nei locali della scuola,revede la realizzazione di un corso di cucina mediterranea e home care al quale prenderanno parte 15 immigrati che intendono professionalizzarsi nel lavoro di cura. Insegnanti speciali saranno gli studenti dell'Istituto Gioberti, che verranno così sensibilizzati sul tema del volontariato, dell'integrazione multiculturale e della solidarietà. La partecipazione al corso è gratuita e a tutti verrà garantita la certificazione HACCP.

«L'idea di questo progetto – dichiara Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia – nasce con un triplice obiettivo: sensibilizzare i giovani al volontariato e all’integrazione multiculturale, sviluppare un percorso di empowerment per un gruppo di studenti che, adeguatamente formati e assistiti dai docenti, terranno le lezioni di cucina, e proporre per alcuni immigrati un percorso professionalizzante sul lavoro di cura con un approfondimento sulla cucina mediterranea. Inoltre il progetto permetterà di valorizzare la cultura dello spreco zero, cioè l’attenzione a recuperare il cibo combattendo le eccedenze alimentari». «Esprimo grande soddisfazione – dichiara la professoressa Carla Parolari, Dirigente Scolastico dell’Ipseoa Vincenzo Gioberti – per la partecipazione costruttiva ed entusiasta degli studenti ad un progetto dal grande valore etico e sociale che ha unito sapientemente la pratica laboratoriale, la solidarietà, il lavoro di gruppo, l'intercultura e l'attenzione alla tradizione culinaria. Aprire la scuola al territorio e a nuove esperienze è fondamentale».

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