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Lega del Filo d'Oro

Più sedi, più utenti, più volontari: il 5 per mille ci ha fatto crescere

26 Aprile Apr 2017 1620 26 aprile 2017
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«Nel 2006 avevamo due centri e sei sedi territoriali, oggi abbiamo cinque centri e otto sedi territoriali, in otto regioni d’Italia: tutto ciò è stato finanziato in parte con il 5 per mille, con l’obiettivo di raggiungere sempre più persone sordocieche e con disabilità psicosensoriali»

Un album fotografico, più che fogli excel: è questo che serve per rendicontare quanto fatto dalla Lega del Filo d’Oro in questi anni anche grazie ai 31 milioni di euro che fra il 2006 e il 2014 gli italiani le hanno destinato attraverso il 5 per mille. Un album che raccolga i volti delle tante persone con pluridisabilità psicosensoriale che alla Lega del Filo d’Oro hanno trovato la strada per sviluppare al massimo le loro potenzialità di comunicazione e interazione, ma anche degli operatori, dei volontari e dei famigliari. «L’idea fondamentale è che il 5 per mille in questi anni ci ha fatto crescere» spiega Rossano Bartoli, segretario generale dell’Associazione. «Nel 2006 avevamo due centri e sei sedi territoriali, oggi abbiamo cinque centri e otto sedi territoriali, in otto regioni d’Italia: tutto ciò è stato finanziato in parte con il 5 per mille, con l’obiettivo di raggiungere sempre più persone». Molfetta, Termini Imerese, Modena, Padova sono le città in cui la Lega del Filo d’Oro ha aperto servizi negli ultimi anni, ma sono le persone che rendono tutte queste strutture tante case della stessa famiglia: nel 2006 la Lega del Filo d’Oro contava 263 operatori a contatto con l’utenza, oggi sono 492; i volontari erano 246, oggi sono 611, le famiglie seguite erano 548, oggi 844. Significa 229 operatori in più, 296 famiglie in più, 365 volontari in più: risorse con cui si può fare molto di più.

È questo “di più” il punto decisivo: «Il 5 per mille è importantissimo perché ci consente di garantire standard elevati, in un servizio costruito partendo dai bisogni delle persone», spiega Bartoli, ricordando che «le rette a carico del servizio sanitario nazionale coprono solo una parte dei costi del servizio che diamo». Basti pensare che alla Lega del Filo d’Oro ci sono almeno due operatori per ogni ospite e nei servizi più specialistici, come il Centro Diagnostico, si arriva a 2,6 operatori per utente: le rette coprono circa un terzo del costo del servizio, il resto viene dal fundraising. Inoltre, continua il segretario generale, «insieme ad ogni nuova persona che si avvicina all’Associazione, viene accolta tutta la sua famiglia: incontri periodici, iniziative di sollievo, supporto piscologico… I nostri numeri possono sembrare piccoli, ma bisogna considerare che le 800 persone trattate in un anno portano con sé le loro famiglie». Una pagina dell’album fotografico è per i volontari, che in dieci anni hanno fatto un balzo del 148%: «Ogni sede nuova attiva persone disponibili e una parte del 5 per mille è stata utilizzata anche per far crescere i volontari, non solo in senso numerico. Ci prendiamo cura dei nostri volontari perché la ricchezza che essi portano nella vita dei nostri utenti ha un valore inestimabile».

Molti sono i progetti da completare, grazie anche al sostegno del 5 per mille, a partire dal nuovo Centro Nazionale ad Osimo il cui primo lotto sarà operativo alla fine di quest’anno. La nuova struttura permetterà alla Lega del Filo d’Oro di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi per la riabilitazione delle persone sordocieche: con il nuovo Centro verranno incrementati i posti letto (da 56 a 80) per i ricoveri a tempo pieno e quelli per la degenza diurna (fino a 20). Saranno raddoppiati i posti del centro diagnostico (da 4 a 8), e di conseguenza dimezzati i tempi di attesa per la valutazione iniziale. Inoltre l’attesa per i trattamenti intensivi sarà più breve e bambini e ragazzi potranno essere seguiti più da vicino nel loro percorso.

Foto Nicolas Tarantino

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