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Grecia

Abusi in aumento sui bambini migranti, lancia l’allarme l’Università di Harvard

27 Aprile Apr 2017 1548 27 aprile 2017
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Secondo uno studio dell’Università di Harvard nei campi profughi in Grecia, sempre più minori sono vittime di abusi e costretti alla prostituzione sulla terraferma e sulle isole, un’emergenza confermata dall’ultimo report sulle condizioni degli hotspot in Grecia e in Italia curata dalla Corte dei Conti dell’Unione Europea

Si tratterebbe di “un’epidemia crescente di sfruttamento sessuale e abusi per i bambini migranti in Grecia”. A lanciare l’allarme, denunciando un’emergenza nell’emergenza, un rapporto realizzato dal Centro per la Salute e i Diritti Umani dell’Università di Harvard, strutturato su una ricerca portata avanti a novembre 2016. Abusi inflitti ai bambini nei campi profughi e violenze che possono diventare la moneta di scambio per provare ad uscire dal limbo greco ed essere trasportati in nord Europa, quando non si ha il denaro per pagare i trafficanti. La raccolta dei dati è stata effettuata in 4 luoghi diversi in Grecia, sulla terraferma, ad Atene e Salonicco e sulle isole di Lesbo e Chios e basata su una serie di interviste con professionisti, educatori, medici e psicologi che lavorano a stretto contatto con i bambini nei campi profughi e nelle strutture per i minori non accompagnati. Ad aver aggravato la condizione dei minori, l’effetto “imbuto umanitario” provocato dalla chiusura delle frontiere di marzo 2016, che ha fatto schizzare le richieste di asilo nel Paese a 41.741, con un aumento del 216% rispetto all’anno precedente, mandando così in tilt il sistema dell’accoglienza e dello smistamento richieste, oltre all’inefficacia dell’accordo con la Turchia che non è riuscito comunque a bloccare gli arrivi.

Aumentati negli ultimi due anni anche il numero degli arrivi di bambini e ragazzi. Se infatti a giugno 2015, solo un migrante su 10 aveva meno di 18 anni, sei mesi più tardi la proporzione è letteralmente triplicata, a dicembre dello stesso anno, infatti, ad essere minorenne era 1 migrante su 3. Secondo lo studio basato anche sui dati dell’Unhcr, a dicembre 2016, dei 62,375 profughi bloccati in Grecia, circa 21.300 erano bambini e di questi circa 2.300 si calcola che fossero non accompagnati. In tutto il 2016 ad essere stati indirizzati ai servizi sociali, sono stati 5,174 minori soli, di questi il 91% erano ragazzi, il 93% dei quali sopra i 14 anni, mentre invece le ragazze erano più giovani, il 24% è infatti sotto i 14 anni. Tre le nazionalità principali: Siria (27%), Afghanistan (27%) e Pakistan (24%), il restante 22% comprende invece persone provenienti da Iraq, Bangladesh, Marocco, Iran, Palestina e altri Paesi.

Tra le criticità emerse dal rapporto il fatto che le strutture per i minori soli non riescono ad ospitare tutti i bambini e i ragazzi non accompagnati, che si ritrovano quindi a vivere in contesti non protetti. Secondo il report, inoltre, molti minori costretti alla prostituzione, iniziano ad assumere droghe, una dipendenza che rende ancora più improbabile che riescano mai ad arrivare nel nord Europa.

Un’emergenza che, come ha sottolineato Vasileia Digidiki, autrice del report, “non può più essere ignorata. Non possiamo più rimanere a guardare mentre i bambini e i ragazzi migranti sono abusati e obbligati a vendere i propri corpi, alla luce del sole, davanti a tutti, nel cuore di Atene, semplicemente per sopravvivere”. Secondo il rapporto questa situazione rappresenta un fallimento del sistema di accoglienza europeo. “È nostra responsabilità di esseri umani affrontare l’emergenza a testa alta e agire su più livelli per mettere fine a questa violazione della dignità e dei diritti umani.” Catherine Woollard, segretario generale per il Consiglio Europeo per i rifugiati ha dichiarato che “il trattamento dei bambini e dei ragazzi non accompagnati è uno degli aspetti più vergognosi della crisi rifugiati.”

A confermare la situazione di emergenza per la sicurezza dei minori anche la relazione curata dalla Corte dei Conti dell’Unione Europea che ha monitorato le condizioni degli hotspot in Grecia e in Italia. “Molti minori non accompagnati sono stati trattenuti per lunghi periodi di tempo, in condizioni non adeguate, nonostante la legge esige che le pratiche dei minori abbiano carattere prioritario”, si legge nel report. “La Commissione Europea dovrebbe insistere sulla nomina di un funzionario addetto alla protezione dei minori in ogni hotspot”. Solo nel 2016 sono stati 25.846 i minori non accompagnati ad essere arrivati in Italia via mare.

Claude Moraes, presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, il report è un “campanello d’allarme” sui fallimenti degli stati europei. “L’entità degli abusi, degli stupri e del traffico è orribile,” ha affermato. “Se l’Unione Europea vuole avere un qualche valore deve occuparsi dei minori non accompagnati quando arrivano in Italia”. Questo ancora non avviene.

Foto: ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images

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