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Fondazione Don Gnocchi

Quando le cure estetiche danno conforto

28 Aprile Apr 2017 1638 28 aprile 2017
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Nuovo servizio attivo all’interno della Struttura di Riabilitazione Neuromotoria della Fondazione Don Gnocchi di Fivizzano: trattamenti estetici gratuiti, con un’estetista diplomata che lavora in sinergia con l’équipe di riabilitazione.

Da qualche settimana c’è un nuovo servizio attivo all’interno della Struttura di Riabilitazione Neuromotoria della Fondazione Don Gnocchi attiva nell’Ospedale S Antonio Abate di Fivizzano: trattamenti estetici gratuiti, con un’estetista diplomata che lavora in sinergia con l’équipe di riabilitazione. Il progetto si chiama “Grazie a TE” e ha lo scopo di far loro “rivivere“ il piacere di prendersi cura di sé. Lottare contro una grave patologia significa infatti lottare anche contro gli effetti collaterali delle cure. I segni della malattia e la difficoltà a mantenere la cura del proprio aspetto fisico richiamano continuamente nei pazienti il loro “status” di malato, influenzando negativamente la sfera psicologica, modificando la percezione che hanno della propria immagine, limitando drasticamente la vita sociale. Mentre tutti sappiamo che la qualità di vita e lo stato d'animo sono spesso fondamentali nel determinare la volontà e la capacità di reagire alla malattia.

A coordinare il progetto è Emanuela Romano, medico internista della struttura, insieme all’estetista Anna Mercede. «Dai primi riscontri si evince che i pazienti reagiscono positivamente a questo intervento che, nell’ambito di un approccio interdisciplinare tiene conto della cura estetica dell’individuo. I pazienti sottoposti ai trattamenti di bellezza e benessere hanno testimoniato un sensibile miglioramento della loro qualità di vita, indipendentemente dal tipo e dallo stadio della patologia», ha affermato la dottoressa Romano. Per Francesca Cecchi, medico responsabile della struttura, «questi trattamenti estetici chiamati "di conforto" aiutano molti pazienti a riacquisire il sentimento del decoro e della bellezza. Ciò si è dimostrato in molti casi essenziale, in quanto contribuisce a restituire alla persona il senso della propria dignità e con questo la motivazione al recupero».

Il Servizio di Psicologia del Centro sta curando uno studio sull’impatto di questo progetto sulla qualità percepita e sulla partecipazione, che sarà presentato al prossimo Congresso nazionale della Società di Medicina Fisica e Riabilitazione (SIMFER).

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