Cooperazione internazionale

Le Ong vanno al contrattacco

8 Maggio Mag 2017 1524 08 maggio 2017

Dal soccorso ai migranti alla presunta assenza di trasparenza nella gestione degli aiuti allo sviluppo, le ONG rispondono alle gravissime accuse di queste ultime settimane. Accuse che secondo l'Associazione delle ONG italiane (AOI) rischiano di "generare uno scollamento pericoloso tra i cittadini e le organizzazioni sociali". Una conferenza stampa è prevista il 10 maggio a Roma

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Migranti Lesbos
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Dal soccorso ai migranti alla presunta assenza di trasparenza nella gestione degli aiuti allo sviluppo, le ONG rispondono alle gravissime accuse di queste ultime settimane. Accuse che secondo l'Associazione delle ONG italiane (AOI) rischiano di "generare uno scollamento pericoloso tra i cittadini e le organizzazioni sociali". Una conferenza stampa è prevista il 10 maggio a Roma

Da tempo le Organizzazioni non governative (ONG) italiane subiscono attacchi gravissimi e indiscriminati da parte di vari esponenti politici e riprese da molti media nazionali sulla base di accuse generiche e non circostanziate.

Il tema attuale è quello relativo alle organizzazioni impegnate nei soccorsi in mare, ma in realtà si arriva a criminalizzare l’intero sistema della cooperazione internazionale, generando uno scollamento pericoloso tra i cittadini e le organizzazioni sociali.

AOI fa parte del Forum Terzo Settore italiano, come alcuni dei suoi soci (FOCSIV, COCIS, Ai.Bi), con cui condivide la mission della promozione sociale dei cittadini e della loro partecipazione attiva alla vita democratica di tutti i Paesi nel mondo.

Le ONG Italiane mobilitano più di 600 milioni euro nella lotta alla povertà e per lo sviluppo attraverso circa 3.000 progetti e programmi di cooperazione e volontariato internazionale e aiuto umanitario in decine di Paesi, impegnando più di 16.000 operatori che agiscono in situazioni difficili, a volte a rischio della vita in teatri di guerra o di catastrofi naturali, avvalendosi anche di circa 82.000 volontari.

Le ONG impegnano più di 16.000 operatori che agiscono in situazioni difficili, a volte a rischio della vita in teatri di guerra o di catastrofi naturali, avvalendosi anche di circa 82.000 volontari.

La trasparenza è uno degli elementi caratterizzanti dell’operato delle ONG, testimoniato da: bilanci certificati, con verifiche realizzate da soggetti terzi; controlli di carattere amministrativo e di valutazione del lavoro realizzato da parte di donatori istituzionali (come Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Commissione Europea, sistema delle Nazioni Unite); bilanci sociali e relazioni di missione annuali. Queste ed altre sono informazioni pubbliche e confrontabili sulla base di standard riconosciuti a livello internazionale*. Più del 50% delle risorse con cui operano le ONG, infine, proviene da milioni di cittadini italiani che attraverso donazioni liberali e 5x1000 sostengono con fiducia il loro operato.

Questo patrimonio civile, politico e di solidarietà concreta che contribuisce sostanzialmente a far si che la cooperazione italiana sia importante in tante parti del mondo, rischia di essere irrimediabilmente compromesso dal cinismo e dall’irresponsabilità delle polemiche di questi giorni.

Tra i primi frutti velenosi della campagna in corso registriamo gli attacchi xenofobi come quello andato in scena di fronte alla sede dell’OIM (Agenzia umanitaria del sistema ONU) a Roma o la violenza verbale cui si è assistito lo scorso fine settimana durante il Festival Mediterraneo Downtown promosso da COSPE (ONG di AOI), Amnesty International e Legambiente a Prato. Sui social network purtroppo si sono registrati molte dichiarazioni di accusa, commenti e insulti razzisti.

La trasparenza è uno degli elementi caratterizzanti dell’operato delle ONG, testimoniato da: bilanci certificati, con verifiche realizzate da soggetti terzi; controlli di carattere amministrativo e di valutazione del lavoro realizzato da parte di donatori istituzionali; bilanci sociali e relazioni di missione annuali.

Donna vittima di stupro in Repubblica democratica del Congo. R. Schmidt/Getty Images.

Il rischio più grande è soprattutto l’allontanamento dell’opinione pubblica, dei cittadini, dal ‘farsi protagonisti’ della solidarietà, del volontariato e della cooperazione attiva per sconfiggere povertà, guerre, violenza e violazione dei diritti umani nel mondo.

Per questo AOI e Forum del Terzo Settore hanno deciso di organizzare questo incontro e confronto con la politica e i media, invitando a partecipare anche le altre reti e rappresentanze di ONG e organizzazioni sociali, per un dibattito faccia a faccia, in cui verranno presentati e messi a disposizione dati sull’efficacia e la trasparenza delle attività delle organizzazioni, testimonianze di volontari e beneficiari, per rispondere con i fatti alle accuse che da tempo subiscono.

Ha accettato di moderare l’incontro e stimolare il dibattito Luciano Scalettari, giornalista inviato di Famiglia Cristiana, esperto di Africa e cooperazione internazionale.

La conferenza stampa si terrà a Roma Mercoledì 10 maggio alle 11 presso la Sala Capranichetta in piazza Montecitorio, 25.

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