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Migrazioni, nasce la Carta delle responsabilità 2017

15 Maggio Mag 2017 1421 15 maggio 2017
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Ispirata alla Charta '77 e promosso da Gariwo-Foresta dei Giusti, fissa i principi etici per superare la crisi attuale di valori dell'Unione europea. La presentazione alle 18 di giovedì 18 maggio al Teatro Franco Parenti di Milano

Sarà il videomessaggio del Sindaco di Milano Giuseppe Sala ad aprire - giovedì 18 maggio 2017 ore 18 al Teatro Franco Parenti - l’incontro I Giusti del nostro tempo, durante il quale Gabriele Nissim e Andrée Ruth Shammah presenteranno la Carta delle responsabilità 2017. Interverranno Salvatore Natoli, filosofo, Gabriella Caramore, scrittrice, Milena Santerini, presidente Alleanza parlamentare contro l'intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa.

Il Sindaco è il primo firmatario della Carta, che è stata sottoscritta, oltre che dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, da Piergaetano Marchetti, Noemi Di Segni e altre importanti personalità della cultura e della società. Il documento ha l’obiettivo di individuare un orizzonte culturale condiviso per ispirare il nostro comportamento e sollecitare uno sforzo comune di fronte alla crisi dell’Europa e alle sfide del nostro tempo.

“La Carta, ispirata all’esperienza di Charta ’77, rappresenta il nostro impegno etico per la memoria del Bene e l’educazione alla responsabilità” ha detto Gabriele Nissim, presidente di Gariwo. “Sono molto felice di presentarla al Teatro Parenti con Andrée Ruth Shammah e con il sostegno del Sindaco Sala a nome di tutta la città. Il messaggio è riaffermare il valore della pluralità e della non violenza in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico”.

La Carta delle responsabilità 2017 nasce dalla riflessione collettiva proposta da Gariwo con il ciclo di incontri La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti - Accademia del Presente e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Milano e della Fondazione Corriere della Sera. L’appuntamento del 18 maggio chiude la rassegna dopo quelli sulla prevenzione dei genocidi, la battaglia culturale contro il terrorismo fondamentalista e la crisi dell’Europa.

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