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Cura

Lombardia, 5 milioni per le tariffe delle comunità terapeutiche

24 Maggio Mag 2017 1216 24 maggio 2017
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Un aumento del 16,5% che allinea i lombardi alla media delle altre regioni. «Siamo molto soddisfatti ma chiediamo uno sforzo in più», sottolinea Simone Feder, portavoce della Federazione Come, «servono altri 500mila euro per comprendere nell’aumento anche di bassa intensità assistenziale e i centri diurni»

La Regione Lombardia ha, come da impegni presi, provveduto ad adeguare le tariffe per le comunità terapeutiche. «Un aumento che in base alle risorse disponibili abbiamo quantificato in 5 milioni di euro su base annua, e che ci permetterà con uno sforzo non trascurabile di allinearci alla media nazionale», ha sottolineato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. Si tratta di un aumento del 16,5%.

I contratti verranno firmati entro il mese di maggio. L'aumento riguarda le attuali tariffe vigenti per i tre diversi tipi di comunità: quelle terapeutico riabilitative, quelle residenziali e di accoglienza, e quelle di tipo residenziale, pedagogico, riabilitativo.

Simone Feder

Antonio Mola/Vita

«Vorrei rimarcare fermamente, ringraziando le istituzioni, l’impegno che c’è stato da parte della terza commissione e in particolare del presidente Fabio Rolfi e Angelo Capelli i quali, quando andai a parlare come rappresentate di Come, raccontando le sofferenze delle comunità, hanno preso in mano la situazione e ha costruito tutto quello che abbiamo ottenuto oggi», sottolinea Simone Feder, portavoce della Federazione Come che raccoglie le principali realtà terapeutiche lombarde.

Ma ancora non basta
«Premiamo l’impegno. Ma chiediamo anche uno sforzo in più. Oggi con questi 5 milioni si da ossigeno e respiro alle comunità terapeutico riabilitative che contano 1253 posti, alle residenziali pedagogiche, 272 posti, e a quelle di pronta accoglienza, 84 posti. Rimangono dimenticati altri 300 posti per altrettanti utenti. Parlo delle realtà che si occupano di bassa intensità assistenziale e di quelle semi residenziali, i centri semi diurni. Queste hanno un costo di 30 e 22 euro al giorno. Basterebbero altri 500 mila euro».

Il tavolo
Per Feder la notizia più bella però è un'altra: «È emerso ieri è che si è raggiunta la costituzione di un tavolo stabile per entrare nel merito dei nostri interventi, dando ragione dei nostri interventi educativi».

Uno strumento per capire, usando le parole di Gallera, «se i nuovi bisogni trovano una puntuale risposta su modelli e servizi pensati alcuni decenni fa o se vi è la necessità di rivedere il sistema di cura delle dipendenze nella sua totalità dal punto di vista epidemiologico e di sistema, anche in considerazione dei profondi cambiamenti nel fenomeno delle dipendenze stesse».

Per Feder è una svolta capitale, «oggi la cosa che ci preme sottolineare è l'importanza di salvaguardare il grande valore delle comunità, dove non si risponde solo in un’ottica sanitaria ma soprattutto educativa. Noi aiutiamo a crescere queste piantine fragile, questi giovani, alle prese con un mondo liquido e complicato. Lo facciamo ogni girono tutti i gironi. E vorremmo poter spiegare come e con che criterio lo facciamo».

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