Mammografia Clefi Maugeri
Sanità

Se il profit si mangia il non profit

24 Maggio Mag 2017 1119 24 maggio 2017
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«Il mondo dell’impresa a vocazione sociale può essere protagonista della rapida trasformazione del settore sanitario». Paolo Migliavacca, direttore generale di ICS Maugeri Spa Società Benefit-IRCCS, traccia, sul numero del magazine in distribuzione, l'orizzonte della sfida di «fare sanità in modo efficiente ed economicamente sostenibile destinando i risultati economici positivi ottenuti al reinvestimento»

Paolo Migliavacca

I modelli e gli esperimenti di chi fa sanità pubblica, “non per profitto” o, come nel nostro caso, nella logica di società benefit, contemperando il giusto profitto all’interesse pubblico, si diffonderanno sempre più in un settore delicato, dove i soggetti privati operano insieme alle strutture regionali per offrire cure come servizio pubblico. Il mondo dell’impresa a vocazione sociale può essere protagonista della rapida trasformazione del settore sanitario, un settore che vede progetti di concentrazione e cambiamenti di paradigma nel rapporto pubblico-privato.

Le grandi spinte riorganizzative sono, per ora, determinate o dai grandi operatori privati, che stanno acquisendo, con rapidità, i soggetti del non profit e le piccole imprese che non sono state in grado di migliorare la propria gestione e la qualità dell’offerta clinica, oppure, ma più raramente, dalle aziende pubbliche che si stanno focalizzando su progetti di contenimento del deficit, e per questo esprimono livelli contenuti di innovazione clinica e organizzativa. Il messaggio della sanità che potremmo chiamare “sociale”, in questo periodo di turbolenza, dovrebbe essere chiaro e sfidante: non profit, non stupid.

Dobbiamo avere cioè l’ambizione di dimostrare che si può fare sanità in modo efficiente ed economicamente sostenibile, remunerando adeguatamente le risorse produttive e i fattori (tra cui, certamente, ci sono il lavoro e gli investimenti), e destinando i risultati economici positivi ottenuti al reinvestimento.

Da qui nasce la capacità di fare innovazione e innovazione clinica al servizio di tutto il sistema, e di sostenere la qualità e l’umanità delle cure che offriamo. L’impatto sociale è infatti un risultato dell’impresa, e non una sua premessa di metodo. Da qui l’ambizione di condividere questo percorso e la nostra piattaforma con altri operatori che ne condividano scopo e missione.

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