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La lezione di don Milani? Dare a tutti gli strumenti per affrontare il futuro

5 Giugno Giu 2017 1107 05 giugno 2017
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Cinquant'anni fa moriva don Lorenzo Milani: in corso al Miur un convegno per ricordarlo. Per il Presidente Mattarella I«il suo metodo, incompreso e talvolta osteggiato, ha precorso il concetto di comunità educativa, oggi alla base della scuola moderna. Ma don Milani ha anche posto con forza la questione dell'uguaglianza tra cittadini e della rimozione delle barriere tra di loro». La ministra Fedeli: «la scuola di don Milani era aperta ed inclusiva», cioè «capace di parlare a chi è più emarginato, a chi è a rischio dispersione»

«Ricordare nelle scuole, a cinquanta anni dalla scomparsa, la figura di don Lorenzo Milani, sacerdote lungimirante e pedagogo innovativo, è iniziativa importante e doverosa. È infatti all'educazione e alla promozione umana e culturale dei giovani che il priore di Barbiana ha dedicato la sua intera esistenza. Il suo metodo, incompreso e talvolta osteggiato da alcuni, ha precorso il concetto di comunità educativa, oggi alla base della scuola moderna»: così ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato all'evento "Insegnare a tutti", in corso al Miur per ricordare la figura di don Lorenzo Milani a 50 anni dalla sua scomparsa. «Ma don Milani ha anche posto con forza la questione dell'uguaglianza tra cittadini e della rimozione delle barriere tra di loro. Suscitare tra gli studenti interesse per la figura di don Milani contribuisce alla crescita della coscienza civile delle nuove generazioni».

L'evento può essere seguito in diretta sul sito di Rai Scuola e su quello del Ministero. Per la ministra Valeria Fedeli «avere una scuola aperta ed inclusiva era l'obiettivo di don Milani ed è l'impegno del mio Ministero. Aperta ed inclusiva significa anche capace di parlare a chi è più emarginato, a chi è a rischio dispersione. Dobbiamo dare a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi, anche e soprattutto ai più deboli, gli strumenti per essere preparati ad affrontare il futuro. La sua figura e la sua lezione sono ancora oggi uno straordinario strumento per educatrici ed educatori».

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