Gran Bretagna

130 Imam negano i funerali agli attentatori di Londra e Manchester

6 Giugno Giu 2017 1716 06 giugno 2017

È una lettera durissima quella firmata da 130 imam e leader religiosi per condannare gli ultimi attentati terroristici che hanno colpito Londra e Manchester. Provenienti da background e correnti diverse dell’Islam, i firmatari dichiarano l’intenzione di negare i funerali religiosi ai terroristi e invitano altri colleghi a fare lo stesso

  • ...
Antonio Lapa 134378
  • ...

È una lettera durissima quella firmata da 130 imam e leader religiosi per condannare gli ultimi attentati terroristici che hanno colpito Londra e Manchester. Provenienti da background e correnti diverse dell’Islam, i firmatari dichiarano l’intenzione di negare i funerali religiosi ai terroristi e invitano altri colleghi a fare lo stesso

Sono più d 130 gli imam e i leader religiosi islamici in Gran Bretagna e in altri Paesi occidentali che hanno dichiarato, in una lettera congiunta, il proprio rifiuto a celebrare i funerali degli attentatori di Londra e Manchester, invitando altri imam a fare lo stesso.

“Noi, Imam musulmani e leader religiosi, condanniamo i recenti attacchi terroristici di Manchester e di Londra, nei termini più duri possibili.” Si legge nella lettera. “Proveniamo da background diversi e da tutto il Regno Unito, sentiamo il dolore che sente il resto della nazione, e ci siamo uniti per esprimere il nostro shock e il supremo disprezzo per questi omicidi a sangue freddo. Siamo profondamente feriti dal fatto che un’ondata di attacchi terroristici sia stata commessa nel nostro Paese e lo siamo ancora di più dal fatto che gli assassini cerchino di ottenere una legittimazione religiosa per le proprie azioni. Vogliamo chiarire che i loro atti non hanno né legittimità, né la nostra compassione”.

Un segnale inequivocabile a chi “macchia” l’Islam e una presa di posizione che per univocità e numero di firmatari, provenienti da retroterra e correnti diverse, sia sciiti che sunniti, è stata definita da molti “senza precedenti”.

“Insieme ai nostri amici e vicini, piangiamo questo attacco alle nostre case, alla società e alle persone, sentiamo il dolore delle vittime e delle loro famiglie. Preghiamo Dio perché gli autori siano giudicati coerentemente alla gravità dei loro crimini nell’aldilà. I loro atti e il deliberato rifiuto dei nostri principi religiosi li allontana da qualsiasi associazione con la nostra comunità, il cui principio fondante è proprio l’inviolabilità della vita umana. Per questo motivo, e alla luce di altri principi etici come questo, fondamentali per l’Islam, non reciteremo la preghiera funebre tradizionale per gli attentatori e chiediamo anche agli altri imam e alle altre autorità musulmane di ritirare questo privilegio.” La lettera prosegue condannando gli attentatori, per il “tentativo di dividere la nostra società e instillare la paura”, rinnovando invece il propro impegno a fare sì che essi falliscano.

“Imploriamo tutti ad unirsi: siamo una sola comunità. Davanti ad una codardia così ignobile, a differenza dei terroristi, dobbiamo portare avanti l’amore e la compassione.”

La lettera è stata pubblicata lunedì, un giorno dopo la conferenza stampa del Muslim Council of Britain, l’organizzazione che riunisce circa 500 istituzioni religiose. “Il livello della nostra rabbia è tale per cui alcuni imam di diverse correnti hanno affermato che a queste persone dovrebbe essere negato il funerale islamico,” aveva dichiarato il segretario generale dell’organizzazione.

Negli ultimi anni moltissimi Imam britannici hanno ripetutamente condannato il terrorismo, firmando lettere e chiedendo ai musulmani del Regno Unito di evitare viaggi nei Paesi colpiti dal conflitto. Nel 2014 in Gran Bretagna i rappresentanti delle istituzioni religiose islamiche avevano pubblicato un video di condanna all’Isis di quattro minuti. La lettera di lunedì, firmata tra l’altro da Timothy Winter dell’ Università di Cambridge, Sheikha Selina Begum Ali, direttore del Beacon Institute e dall’Imam della Moschea di Leeds, è solo l’ultima, decisissima, presa di distanza dalla violenza terroristica.

Foto: Antonio Lapa

Contenuti correlati