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Rafforzare la filiera della formazione professionale è la vera politica attiva del lavoro

8 Giugno Giu 2017 1245 08 giugno 2017
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Di fronte alle sfide della industria 4.0 occorre un grande investimento nella formazione professionale, quella cioè in cui si apprende nel lavoro e attraverso il lavoro. Per i giovanissimi ma anche per la riqualificazione professionale. L'intervento della presidente di Forma come anteprima del numero del magazine di giugno

L'Italia, rispetto alla maggior parte dei Paesi europei, fatica ad uscire dalla crisi: ancora cresce poco e forse soprattutto fatica a trovare la sua vocazione in un tempo di grandi trasformazioni. L'Italia è anche un Paese profondamente diseguale: in un recente studio, l'istituto di ricerche IREF, confermando la grande frattura Nord-Sud, distingue però cinque diverse Italie, dal punto di vista dello sviluppo economico, dell'innovazione e della coesione sociale.

Di fronte alle sfide della quarta rivoluzione industriale, anche al fine della riduzione del divario tra le diverse aree del Paese, occorre un grande investimento nella formazione professionale, attraverso un’alleanza forte tra istituzioni, aziende, enti di formazione e parti sociali. La presenza di un solido e organico sistema educativo, articolato in molteplici offerte formative che siano in grado di coprire i fabbisogni dell’intero arco di vita e rispondere alle effettive esigenze delle aziende, è infatti una priorità per il nostro Paese. Anche la Commissione Europea ci ha recentemente richiamato alla necessità di modernizzare l’istruzione e la formazione, rafforzando in particolare l’apprendimento basato sul lavoro.

L'ampliamento, il consolidamento e la diffusione in tutto il Paese della filiera formativa - quella cioè in cui si apprende nel lavoro e attraverso il lavoro, complementare alla scuola e all'università - dovrebbe essere un asse strategico fondamentale delle politiche e degli investimenti del futuro, anche attraverso un ampliamento del repertorio delle qualifiche, dei diplomi professionali e dei diplomi di specializzazione tecnica. Penso alla filiera che va dalla Istruzione e formazione professionale (IeFP), alla Istruzione tecnica superiore (ITS), all'apprendistato di primo e terzo livello, alla formazione lungo tutto l'arco della vita per l'aggiornamento o la riqualificazione degli adulti.

Alcune regioni italiane, prevalentemente del nord Italia, rappresentano in questo senso degli esempi da rafforzare, consolidare e seguire, proprio in ragione dei successi che i loro sistemi formativi raggiungono in termini di lotta alla dispersione scolastica e inserimento lavorativo, dei giovani ma non solo. Tutte le Regioni però si sono in questi ultimi anni impegnate in una riflessione e in nuovi investimenti in questo campo. Questa importante tendenza va sostenuta e rafforzata. Le organizzazioni datoriali e gli enti di formazione rappresentati da Forma mettono a disposizione le loro competenze e risorse per questa sfida, orientata al lavoro e allo sviluppo del nostro Paese.

Paola Vacchina è Presidente di Forma-Associazione Enti Nazionali di Formazione Professionale, da poco riconfermata per il prossimo triennio. In foto, laboratorio elettrico di Galdus, a Milano.

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