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Beni artistici

Fabbricerie: firmato il contratto nazionale di lavoro

14 Giugno Giu 2017 1511 14 giugno 2017
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L’Associazione delle Fabbricerie Italiane e i rappresentanti delle sigle sindacali nazionali, FP CGIL, CISL FPS e UIL FPL hanno firmato oggi a Pisa il contratto nazionale di lavoro applicato alle fabbricerie italiane. Il contratto rappresenta un risultato fondamentale nell’ambito dei beni culturali. La particolarità di questo contratto, rispetto a quello Ministeriale e a quello di Federculture che già esistono, consiste, infatti, nell’essere stato pensato per enti simili nella concezione giuridica e caratterizzati da esigenze particolari

L’Opera della Primaziale Pisana, o Opera del Duomo di Pisa è tra le più antiche e si prende cura dei monumenti della piazza dei miracoli di Pisa, sin dalla fondazione stessa della Cattedrale. Creata due mesi prima della costruzione del Duomo, nel 1063, col nome di Opera di Santa Maria Maggiore e dal 1999 è riconosciuta come organizzazione non a fini di lucro (ONLUS), regolata da un proprio Statuto che tra i suoi fini istituzionali individua la «tutela, promozione e valorizzazione del suo patrimonio artistico».

Oggi, mercoledì 14 giugno, proprio a Pisa e proprio presso gli uffici dell’Opera della Primaziale Pisana è stato firmato un contratto importante. Parliamo del contratto nazionale di lavoro applicato alle fabbricerie italiane. Al tavolo della firma l’Associazione delle Fabbricerie Italiane e i rappresentanti delle sigle sindacali nazionali, FP CGIL, CISL FPS e UIL FPL. Il contratto rappresenta un risultato fondamentale nell’ambito dei beni culturali. La particolarità di questo contratto, rispetto a quello Ministeriale e a quello di Federculture che già esistono, consiste, infatti, nell’essere stato pensato per enti simili nella concezione giuridica e caratterizzati da esigenze particolari.

Lo straordinario patrimonio monumentale che viene oggi gestito dalle Fabbricerie, dalla Torre di Pisa al Duomo di Milano, dalla Basilica di San Marco a Venezia a Santa Croce a Firenze, dal Duomo di Orvieto alla Cattedrale di Siena, solo per fare alcuni esempi, ha spinto gli enti gestori e l’associazione che li unisce a ideare una forma contrattuale di lavoro che tenga conto delle particolarissime esigenze di questi luoghi. Così nel contratto si contemplano tutti gli aspetti possibili, quali le esigenze di gestione di luoghi che vedono un’affluenza turistica sempre crescente, la competenza professionale del personale altamente specializzato addetto al restauro e alla conservazione, oltre che gli aspetti legati alle esigenze di culto di questi luoghi.

Il personale della “Fabbrica”, intesa oggi come una moderna bottega artigiana, dalle maestranze tecniche allo staff di sorveglianza e vigilanza fino a quello amministrativo, si forma internamente attraverso il continuo confronto con le opportunità offerte dalle necessità conservative e gestionali di questi straordinari beni monumentali. L’unicità e la specificità delle fabbriche monumentali si tramanda così anche grazie al patrimonio di conoscenze e competenze che il personale addetto alle varie mansioni ha la possibilità di ereditare e trasmettere, un know how tanto più ricco quanto più l’ente gestore mantiene internamente i propri servizi, senza procede ad esternalizzazioni, e stipula accordi con Università, Centri di Ricerche, Soprintendenze, Enti specializzati nel restauro, che permettono una formazione continua del personale.

Per questo è stato ritenuto necessario sottoscrivere con le rappresentanze sindacali uno specifico contratto di lavoro che consenta di conseguire importanti risultati, quali rendere omogeneo il rapporto di lavoro dei dipendenti ai quali sono stati applicati diversi regimi contrattuali, favorire lo sviluppo delle risorse professionali come elemento qualificante della Fabbrica monumentale, garantire migliori livelli di offerta dei servizi in termini di estensione delle attività, qualità ed economicità dei servizi, quali ad esempio l’apertura dei monumenti nei giorni festivi e superfestivi.

Il contratto nazionale di lavoro è applicato alle più importanti Fabbricerie nazionali e riguarda attualmente oltre un migliaio di lavoratori: Procuratoria di San Marco di Venezia, Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze, Opera di Santa Croce di Firenze, Opera del Duomo di Orvieto, Fabbriceria della Basilica Cattedrale di Parma, Opera della Primaziale Pisana, Opera della Metropolitana di Siena, Fabbriceria del Duomo di Monreale, Opera Laicale della Cattedrale di Chiusi, Fabbriceria della Chiesa Cattedrale Monumentale di S.Stefano Martire in Pavia, Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza, Opera del Duomo di Prato della Chiesa Cattedrale Monumentale di S.Stefano, Fabbriceria della Sagrestia della Cattedrale di Todi, Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano e Opera Medicea laurenziana di Firenze.

Che cos’è l’ Associazione delle Fabbricerie Italiane

L’Associazione delle Fabbricerie d'Italia è un’associazione senza scopo di lucro, costituitasi nel 2005, che riunisce i più importanti enti impegnati nella gestione delle Cattedrali, dei monumenti e musei annessi. Istituzione giuridica di origine medievale, la fabbriceria nasce infatti per edificare e conservare gli edifici sacri, senza ingerenza nell'attività di culto. Nel corso del tempo spesso si trasforma in un altro tipo di ente o cessa di esistere al termine dell'edificazione dei luoghi. A volte, e nel caso delle più importanti complessi monumentali sacri d'Italia, si è conservata sino ad oggi e rappresenta una realtà articolata e affascinante.

Vere e proprie città nella città, e spesso realtà vitali nell'economia cittadina, le fabbricerie raccontano una storia antica, fatta di spiritualità e d'arte, ma anche di una tradizione orale, ricca di aneddoti e leggende che spesso sfuggono al sapere ufficiale; fatta di mestieri, dai più antichi e umili sino ai più sofisticati di oggi, appresi un tempo al fianco di architetti, scultori e pittori, che progettarono e abbellirono questi luoghi, e poi pensati per salvarli dalla distruzione del tempo e della storia. Giunte sino ad oggi, queste istituzioni si trovano a far i conti con i tempi mutati, con le nuove esigenze e problematiche che il turismo di massa impone a chi amministra i beni culturali.

L'AFI riunisce gli enti che gestiscono una grossa e fondamentale fetta del patrimonio artistico italiano, se si considera che nella maggior parte dei casi ai monumenti è annesso il museo. Le più importanti fabbricerie d'Italia, contano quindi su un coordinamento, finalizzato a rappresentare gli interessi di questi storici enti e favorirne la crescita ed il progresso mediante l'approfondimento delle reciproche tematiche generali, organizzando e favorendo risoluzioni comuni.

Molti e vari gli obiettivi dell'Associazione. Tra questi, promuovere iniziative amministrative e legislative atte ad adeguare la realtà giuridica di questa particolarissimi enti alle mutate esigenze della società. Intrattenere rapporti di collaborazione, studio, ricerca, scambio di dati ed esperienze sociali ed economiche con enti, istituzioni, associazioni, organizzazioni e quanti altri operino nel campo della tutela, valorizzazione e promozione della cultura e dell'arte. Offrire consulenza specifica, assicurativa, legale, organizzativa agli associati, organizzare corsi di formazione manageriale e tecnico-professionale per il personale, volti al miglioramento dell'impostazione gestionale e all'arricchimento delle competenze. Le fabbricerie più piccole e periferiche possono inoltre contare sull'esempio e la consulenza diretta delle più grandi per crescere e ottimizzare le proprie risorse.