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Scuola

Povertà educativa, nuovo bando per progetti di Scuole Aperte al Sud

22 Giugno Giu 2017 2305 22 giugno 2017
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Entro 30 giorni verranno individuate le aree di esclusione sociale nel Sud del Paese. Nel giro di un mese il Miur pubblicherà un avviso. Ogni rete di scuole potrà ricevere un finanziamento per un progetto biennale che potrà essere di 30, 60 o 100 ore. Le scuole possono utilizzare tali ore aggiuntive in orario extrascolastico durante l’anno o nei periodi di chiusura delle scuole.

Primo step, entro trenta giorni da oggi: una mappa delle aree di esclusione sociale nel Sud del Paese, caratterizzate da povertà educativa minorile e dispersione scolastica e da un elevato tasso di fenomeni di criminalità organizzata. A quel punto, entro altri trenta giorni, il Miur indirà una procedura selettiva per la presentazione di progetti biennali per contrastare il rischio di fallimento formativo precoce e la povertà educativa, nonché per intervenire in ottica preveniva sulle situazioni di fragilità in cui la criminalità ha una forte capacità attrattiva. Il bando quindi sarà pubblicato prima della fine di agosto. Potranno partecipare le reti di istituzioni scolastiche presenti nelle aree individuate e i partenariati con enti locali, soggetti del terzo settore, strutture territoriali del CONI, delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate e degli enti di promozione sportiva o servizi educativi pubblici per l'infanzia, operanti nel territorio interessato. Il bando è finanziato nell'ambito delle risorse del PON “Per la scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento”, 2014/2020. Lo prevede l’articolo 11 del decreto-legge del 20 giugno 2017, n. 91, “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, in vigore dal 21 giugno, senza tuttavia indicare l'importo messo a disposizione.

«Con questo intervento vogliamo mettere tutte le ragazze e tutti i ragazzi in una condizione di pari accesso alla cultura», ha affermato la Ministra Valeria Fedeli, «il nostro obiettivo continuerà ad essere quello di superare tutte le condizioni di discriminazione e diseguaglianza, comprese quelle che possono derivare dal vivere in alcune zone del nostro Paese. È per noi un impegno prioritario combattere la povertà educativa, lavorare costantemente per superare i divari territoriali sociali e di contesto. E questo per tutte le studentesse e gli studenti, dai primi anni dell’infanzia fino al percorso universitario». Con la norma inserita nel decreto Mezzogiorno «è stato compiuto un ulteriore, importante passo in questa direzione». Concretamente, ogni rete di scuole potrà ricevere un finanziamento per un progetto biennale che potrà essere di 30, 60 o 100 ore. Le scuole possono decidere di utilizzare tali ore aggiuntive di formazione in orario extrascolastico durante l’anno oppure nei periodi di chiusura delle scuole, inclusi i mesi estivi, contribuendo così in modo ad una più ampia funzione educativa della scuola aperta al territorio.

Foto Oliver Cole, Unsplash

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