20130602 C2 Gratta E Vinci
Analisi

Tutto quello che dovresti sapere sul Gratta & Vinci

11 Luglio Lug 2017 1550 11 luglio 2017
  • ...

Che cosa si nasconde dietro un gratta e vinci? Numeri, illusioni, business. Ma per chi? Scopriamolo

L'altro giorno mi sono fermato a pensare: come fanno i giocatori d'azzardo a scegliere quale biglietto delle lotterie istantanee comprare? Tralasciando i tanti “trucchi” che non funzionano, ho pensato di partire dai numeri forniti dai Monopoli sul loro sito e da qualche tempo anche presenti sul retro dei tagliandi.

Per fare un lavoro ben fatto, almeno dal mio punto di vista, ho preso in considerazione tutti le 51 serie disponibili nei primi giorni di giugno del 2017, cercando di capire meglio meccanismi e probabilità. Premetto che non sono un matematico, per cui l'ho usata con molta cautela e per meglio spiegare il vasto panorama dei “grattini”.

Perdere all'istante

La principale novità consiste nell'istantaneità del risultato. La persona conosce quasi immediatamente se ha vinto, quanto e sopratutto può ritirare subito la somma, sempre se di piccola entità. Fino al loro ingresso, nell'ormai vasto panorama dei giochi d'azzardo odierno, occorreva invece aspettare alcuni mesi o settimane prima di sapere di aver vinto a qualche lotteria e anche i tempi di ritiro della vincita erano lunghi. Cambiò così radicalmente il rapporto con il gioco d'azzardo, che subiva una brusca accelerata e da quel momento si potrà giocare d'azzardo ogni volta che si vorrà, senza aspettare l'estrazione.

Ben sapendo che i giocatori d'azzardo usano molto poco l'aspetto razionale e molto di più quello intuitivo o, direi io, sognatore o illusorio, propongo al lettore una riflessione che spero renda un po' tutti più consapevoli della situazione. Non dirò di non comprare mai più biglietti e neanche dirò quali comprare, perché queste decisione devono essere prese dal lettore ma certamente scriverò il mio pensiero e sottolineerò gli aspetti apparentemente paradossali. Il mio compito primario rimarrà quello di offrire informazioni il più possibile precise così che aumenti il livello di criticità nei confronti di un gioco d'azzardo apparentemente innocuo.

Mi occupo come educatore professionale ormai da un decennio di gioco d'azzardo patologico e una delle migliori strategie è conoscere il motivo delle proprie azioni, da cui dovrebbe discendere una consapevolezza diversa della realtà.

Secondo l'indagine Eurispes del 2014, i Gratta e Vinci sono tra i giochi d'azzardo più amati dagli italiani. Il 31,8% ci gioca almeno una volta all’anno, qualche volta al mese il 21,3percento e spesso il 10,5percento, con un 3,9percento che gioca anche più di una volta alla settimana.

I tagliandi

Non tutti i tagliandi sono uguali. Le cifre per acquistarli vanno da 1 a 20 euro, passando per 3, 5 e 10 e divisi come in tabella.

Ci sono quindi 2 tagli di biglietti di fascia alta, due di fascia media e due di fascia bassa. Sul tagliando variano anche il numero di giochi. Sulla maggior parte c'è solo un gioco, su una ventina due e pochissimi propongono addirittura tre giochi.

Per esempio nel tagliando Sfida al casinò da 10 euro ci sono tre giochi. Nel primo sono presenti quattro giocate, indicate rispettivamente dalla scritta “giocata 1”, “giocata 2”, “giocata 3” e “giocata 4”. Si devono grattare le tre caselle per scoprire i simboli nascosti e la sezione contraddistinta dalla scritta premio: se si trovano due simboli uguali si vince il premio indicato. Se invece si trova il simbolo “diamante” si vince un importo pari a 100 euro.

Nel secondo gioco si devono scoprire i “numeri vincenti” nascosti dall’immagine di quattro palline da roulette di colore bianco, il numero bonus celato dall’immagine di una pallina da roulette di colore giallo ed “i tuoi numeri” nascosti dall’immagine di 12 pile di fiches contraddistinte dalla scritta “premio”. Se si trova una o più volte uno o più “numeri vincenti” ne “i tuoi numeri” si vince il premio o la somma dei premi corrispondenti. Se ne “i tuoi numeri” si trova il numero bonus si vince 10 volte il premio corrispondente.

Nel terzo gioco sono presenti due giocate, indicate rispettivamente dalla scritta “giocata 1” e “giocata 2”, riportanti ciascuna l’immagine di due dadi di colore bianco, contraddistinti dalla scritta “premio” ed una sezione, indicata dalla scritta “il banco”, riportante l’immagine di due dadi di colore azzurro. Si devono grattare i dadi di ciascuna giocata per scoprirne il punteggio e successivamente si devono grattare i dadi del banco. Per ogni giocata se il punteggio (somma) dei dadi supera il punteggio (somma) dei dadi del banco, si vince l’importo indicato sotto la scritta “premio”. Vediamo se il numero di giochi è correlato al prezzo del tagliando. Forse più è costoso, più giochi ci saranno?

Nei tagliandi più economici è previsto un solo gioco, ma la situazione cambia in quelli da 3, 5 e 10 euro, che offrono qualcosa in più. In pratica a chi spende oltre 3 euro viene offerta la possibilità di aumentare il numero delle grattate e di avere diversi giochi a disposizione. In questa maniera si possono intercettare le diverse tipologie di gusto dei giocatori, per offrire qualcosa che assomiglia molto alla personalizzazione nell'acquisto. Per i tagliandi più costosi invece si torna alla situazione di quelli più economici. Probabilmente chi “investe” una cifra così alta è interessato “solo” al premio massimo, che oscilla tra i 5 e 7 milioni di euro.

In 32 lotterie, quindi più della metà, c'è anche la caccia al bonus, che ricorda fin troppo da vicino la rincorsa al bonus delle slot machine, dove i premi vengono raddoppiati o avvengono vincite ulteriori

Più è alto il prezzo del biglietto più la dinamica del bonus è presente, considerazione che non vale però per il tagliando da 2 euro. Il meccanismo è legato alla ricerca di un brivido ulteriore, della sorpresa di aver trovato quel particolare incentivo che all'ultimo ti salva dall'aver perso tutto.

Infine anche i gratta e vinci sono entrati nel gorgo dei vitalizi a gennaio del 2010, così dopo i parlamentari e politici in genere e per fare un po' di concorrenza al Win for Life di Sisal introdotto a settembre del 2009, si sono inventati i tagliandi dove, come quello Super settimana 1500 da 5 euro, si possono vincere 1500 euro a settimana per 20 anni. Oppure ci sono formule un po' più articolate come nel Nuovo turista 10 anni da 2 euro, dove la vincita massima sono 50mila euro subito, 20mila euro all’anno per 10 anni e infine 10mila euro di bonus finale.

Le serie con il vitalizio però sono pochissime, solo 4 su 51, e si concentrano sui tagliandi “economici” molto probabilmente per sottrarre clienti al Win for life, dove una giocata costa 1 o 2 euro.

Infine come si riscuote l'eventuale vincita. Per i premi fino a 500 euro è sufficiente presentarsi con il biglietto presso un qualsiasi punto vendita, che dopo aver controllato, conferirà la somma vinta.

Per i premi da 501 a 10mila euro l'iter è simile. Occorre presentarsi in un punto vendita qualsiasi e dopo i controlli verrà attivata una procedura di prenotazione della vincita con il conseguente pagamento secondo la modalità scelta dal vincitore: assegno circolare presso un'Agenzia della Banca Intesa Sanpaolo oppure attraverso bonifico bancario o postale.

Per premi superiori a 10mila euro bisogna presentare il biglietto o farlo pervenire a proprio rischio all'Ufficio Premi del concessionario “Lotterie Nazionali S.r.l., in viale del Campo Boario 56/D a Roma, che rilascerà al giocatore apposita ricevuta. In alternativa il biglietto può essere presentato presso uno sportello della Banca Intesa Sanpaolo. In questo caso l'istituto di credito provvederà al ritiro del biglietto, rilasciando apposita ricevuta, ed al suo inoltro al Concessionario che provvederà al pagamento secondo la modalità scelta dal vincitore.

Per tutte le fasce di premio il reclamo della vincita deve avvenire entro e non oltre 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (nb: per ogni lotteria istantanea viene pubblicato un decreto, dove sono specificate le principali caratteristiche, dal monte premi al numero di biglietti, dalla dinamica del gioco alle probabilità di vincita) dell'avviso di chiusura della lotteria.

Un po' di storia

La lotteria istantanea venne introdotta in Italia il 21 febbraio 1994 dalla Legge Finanziaria dell'allora governo Ciampi, per sovvenzionare con 240miliardi di lire il piano salvalavoro del ministro Giugni. I primi tagliandi presero il nome di La fontana della fortuna: più fontane di Trevi si trovavano, più alta era la vincita: da 2mila lire, il prezzo del tagliando fino a 100milioni. I premi di consolazione fino a 50mila lire potevano essere subito ritirati presso il rivenditore. Si garantiva che un biglietto su nove fosse vincente e per l'esordio ne furono distribuiti 40milioni. Per promuoverlo Rai2 trasmise anche un gioco telefonico quotidiano in cui i partecipanti vincevano pacchi di biglietti da grattare.

Nella relazione sullo svolgimento delle lotterie nazionali 1993-1996, firmata dall'allora ministro delle Finanze Visco e la prima da quando sono stati introdotti i grattini, c'è scritto il perché le lotterie istantanee funzionino così bene.

“Il giocatore è psicologicamente convinto di essere il protagonista esclusivo del gioco, in quanto nel tempo che intercorre tra l'acquisto del biglietto e l'operazione di abrasione della zona occultata viene a conoscenza dell'esito della giocata, escludendo qualsiasi intervento di altri soggetti. Inoltre, in base alle regole del gioco e ai messaggi pubblicitari che ha recepito, ha acquisito la consapevolezza di avere una elevata probabilità di vincita e che il premio, vinto almeno fino ad un certo importo, gli sarà pagato immediatamente”.

È evidente come già ai tempi fossero chiari i meccanismi fondamentali di questo gioco d'azzardo e di come fosse relativamente semplice “addestrare” i giocatori a credere a qualcosa di non proprio realistico.

I biglietti venivano stampati dalla Zecca di Stato e distribuiti da quattro concessionari. A gestire il tutto era l'Amministrazione dei Monopoli di Stato, che tentò di indire nel 1998 una gara europea per la distribuzione, che però venne annullata per via dell'azione legale dell'Associazione Nazionale Concessionari ed Operatori lotterie (ANCOL).

I Monopoli ci riprovarono due anni dopo, ma anche in questa occasione fioccarono i ricorsi. Il contenzioso si concluse solo alla fine del 2003, con l'aggiudicazione della concessione al Consorzio Lotterie nazionali. Nel 2010 venne conclusa una nuova gara vinta dal precedente gruppo industriale, che cambiò nome e divenne Lotterie nazionali S.r.l.

All'inizio erano le lotterie istantanee e non avevano un nome proprio. Fu solo nel 2004, dopo il passaggio alla gestione privatistica, che acquistarono l'attuale denominazione quando vennero rinnovati e commercializzati come Gratta e vinci!, espressione che era entrata velocemente nel gergo popolare e giornalistico grazie alla scritta "Gratta qui e vinci con me" presente sui tagliandi di allora.

Attualmente sono in corso 51 concorsi, mentre 69 sono stati mandati in pensione. Mi concentrerò solo sulle lotterie attive. A sopravvivere dal 2005 è Portafortuna, un biglietto da 1 euro che promette una vincita massima di 100mila euro. Dal 2009 c'è Nuovo fai scopa, tagliando da 2 euro con vincita massima di 100mila, mentre dal 2010 c'è anche Sette e mezzo, sempre da 1 euro con vincita massima di 7mila. Dal 2102 infine resiste anche Oroscopo fortunato, che con l'acquisto di un tagliando da 3 euro ci invita a vincerne 200mila. Il resto dei tagliandi è posteriore al 2013, come in tabella. Colpisce che siano i biglietti di fascia economica ad essere più longevi, almeno fino ad oggi.

Proprio mentre scrivo, a metà giugno, è stata introdotta una nuova lotteria istantanea chiamata Uno tiro l'altro da 1 euro. Si devono grattare i sei simboli presenti nell’area di gioco e se si trovano tre importi uguali si vince quell’importo.

Ma come mai c'è questa amplissima scelta? Non sarebbero bastati un numero inferiore di tagliandi e poi, in quale luogo fisico è possibile esporre tutte le 51 serie? Mi sfugge certamente qualcosa.

Ho anche provato a vedere se ci sono dei mesi più fecondi alla pubblicazione delle lotterie istantanee nella tabella sottostante.

I mesi più caldi sono quindi marzo e ottobre, mentre gennaio e agosto non sono dei mesi buoni per introdurre nuove lotterie istantanee. Ci sarà un motivo, magari legato alle manovre economiche oppure agli obiettivi che Lotterie Nazionali deve raggiungere per non pagare delle penali oppure al fatto che a gennaio ci sono pochi soldi in circolazione, causa Natale e Capodanno e che ad Agosto si pensa più alle vacanze che ai grattini?

Quanti biglietti ci sono in circolazione?

Per ogni serie viene stampato un primo lotto. Gli eventuali e ulteriori lotti di biglietti saranno prodotti in misura proporzionale al quantitativo del primo lotto emesso e comprenderanno, in misura proporzionale, il numero di biglietti vincenti. In pratica non si può sapere quanti biglietti ci siano in questo momento in circolazione, ma possiamo provare a fare qualche supposizione. Se sommiamo tutti i lotti otteniamo la bella cifra di 1.869.360.000 di tagliandi stampati. Ci sono tirature molto importanti, come i 142.560.000 del Nuovo Miliardario, i 78milioni del Mega Miliardario e i 6.480.000 di Doppia Sfida. In coda troviamo Sfida al casinò con 15.840.000 e Magnifici 10.000 e 2017 entrambi con 14.400.000 tagliandi. Circolano quindi quasi 2 miliardi di tagliandi e credo che sia una cifra abbastanza costante nell'anno. Dal 1993 al 2009 i dati erano disponibili nell'annuale Relazione sullo svolgimento delle lotterie nazionali, redatta dai ministri delle finanze di allora: Visco, Del Turco, Siniscalco e Tremonti. Dal 2010 il documento non venne più redatto fino al 2012, quando i Monopoli iniziano a pubblicare il Libro Blu, dove ci sono parecchie informazioni su tutti i giochi d'azzardo, ma le lotterie istantanee sono contabilizzate con quelle tradizionali e quelle elettroniche, per cui risulta difficile trovare il dato esatto. Qualcosa però ho trovato ed ecco il grafico con l'andamento delle vendite.

Nel 1994 vennero venduti 555 milioni di tagliandi, con il boom due anni dopo con 1 miliardo e 865 milioni. Nel 1996 successe anche il pasticcio di Curno, dove in poche ore vennero vinti premi per oltre 80 miliardi di vecchie lire. Ci furono strascichi giudiziari per anni, ma il fatto che quei tagliandi fossero da ritirare e finirono invece in mano ai giocatori penalizzò il gioco che in quel periodo vendeva molto. A quei tempi la stampa era affidata alla Zecca di Stato, che combinò il pasticcio di stamparli male. Nel 2001 vennero perciò bandite delle gare internazionali per la progettazione grafica, l'elaborazione del sistema informatico e la stampa dei biglietti. Le vendite calarono fino ai minimi nel 2001, con 168 milioni di tagliandi acquistati dagli italiani. Nel 2003 successe però qualcosa: la gestione passò da AAMS al Consorzio Lotterie Nazionali, dopo un lungo contenzioso conseguente alla gara per la sua gestione e le vendite aumentarono fino a sfiorare i 2 miliardi e mezzo del 2008. Dal 2010 mancano i dati ufficiali, per cui li ho recuperati da comunicati stampa oppure, ed è il caso dei dati del 2010 e del 2016, ho azzardato una quantità, facendo una stima degli anni precedenti. Sembra però proprio che il numero di tagliandi venduti in un anno oscilli ormai da parecchi anni intorno ai 2 miliardi, superandolo abbondantemente in parecchie occasioni. Dal 2006 si può grattare anche online, ma anche in questo caso mancano dei dati. Si sa solo che il primo anno sono stati venduti 2 milioni di tagliandi elettronici, per arrivare nel 2009 a 43. Un bell'aumento e chissà oggi, quando si può grattare anche con smartphone e tablet.

Invece quanta scelta si ha?

Nel 1994 c'erano 4 serie: la fontana della fortuna che venne poi sostituita con la fortuna col mundial, la vela della fortuna e la fortuna sotto l'albero, tutti tagliandi da 2.000 lire.

Nel 2004 erano invece 12: gioco delle meraviglie, animali portafortuna, zodiaco, batti il banco, un due tris, caccia al bottino, dado matto, thriller tris, sette e mezzo, nuovo batti il banco, nuovo un due tris e stella stellina.

Nel 2009 erano 27: dado matto, nuovo batti il banco, sette e mezzo, stella stellina, portafortuna, miliardario, tuffati nell'oro, mega miliardario, montagna d'oro, la gallina dalle uova d'oro, milioni di milioni, la fortuna gira, affari tuoi, oroscopo, colpo vincente, il mercante in fiera, indiana jones, un mare di fortuna, l'albero dei premi, prendi tutto, nuovo dai scopa, tesoro del faraone, gratta quiz, spiaggia d'oro, caccia al tesoro, magico natale e quadrifoglio d'oro.

Nel 2017 sono 51: nuovo maxi miliardario, 100x, 500 milioni super cash, magnifici 10.000, oro e diamanti, il regno delle gemme, mega miliardario, multi bonus, sfida al casinò, 50 x, soldi cash 500, nuovo miliardario, texas casinò, doppia sfida, big 5, il forziere, città contro campagna, buon viaggio, tutto per tutto, battaglia navale, 20 x, royal black, ricca nevicata, super settimana 1500, nuovo turista per sempre, super portafortuna, super sette e mezzo, oroscopo fortunato, mappa dei pirati, carta alta vince, buone feste, numeri fortunati, pari e dispari, biliardissimo, mi sento fortunato, nuovo fai scopa, natale sotto l'albero, 2017, buona fortuna, dado sette. 10X, soldi soldi, nuovo turista 10 anni, super settimana 500, nuovo sette e mezzo, sette e mezzo, fai 7, super settimana 200, nuovo portafortuna, 2016 e portafortuna.

Come si nota nella tabella ci sono parecchi buchi perché mancano le informazioni ufficiali e alcuni sono legate a delle notizie giornalistiche. Non si capisce che cosa abbia spinto nel 2013 Lottomatica a quasi raddoppiare il numero delle serie proposte, quantità che sembra essere ancora aumentata, ma che poi si stabilizza superando comunque la barriera delle 50 lotterie istantanee disponibili.

Quali tagliandi comprano di più gli italiani?

Nel 2008 è stato il Miliardario, dal costo di 5 euro, il biglietto più venduto, seguito in classifica da Portafortuna e da Sette e Mezzo, entrambi tagliandi da 1 euro. Subito fuori dal podio invece il MegaMiliardario, biglietto di fascia alta (10 euro).

Per il resto è una domanda a cui non c'è risposta o perlomeno la si può dedurre dalle tirature iniziali delle lotterie attualmente in corso. Dalla tabella successiva però si può vedere un cambiamento nell'acquisto. Se nel 2008 era il tagliando da 5 euro il più gettonato nel 2017 il Miliardario mantiene intatto il suo fascino, seppur nella nuova versione. Interessante che al quarto posto ci sia il biglietto più costoso da 20 euro, come nel 2008 c'era quello da dieci. Sembra proprio che ci sia stato uno spostamento, negli anni, verso l'acquisto di tagliandi più costosi.

Percentuali di vincita

Ora ci inoltriamo nel motivo principale per cui un giocatore d'azzardo compra un Gratta e Vinci, cioè puntare a trasformare i suoi soldi in un gruzzolo con una grattatina e tanta, ma tanta fortuna! Non credo che i giocatori utilizzino particolari approcci scientifici. A vedere bene i numeri l'unica cosa seria da fare sarebbe non giocare affatto, perché la maggior parte delle probabilità di vincere il premio massimo sono a favore del banco, come in tutti i giochi d'azzardo.

Prenderò in considerazione i primi 10 giochi come percentuali migliori a favore del giocatore e i 10 invece migliori per il banco, mettendoli a confronto (nb:Tutti i dati sono stati ricavati da quelli presenti sul sito dei Monopoli di Stato, una volta AAMS)..

A essere “convenienti” sono tutti i tagliandi da 20 euro. Un bel investimento per avere una piccola speranza in più! Poi si passa a tre tagliandi da 10 euro, un tagliando da 5 e due tagliandi da 3.

Ad essere decisamente “sconvenienti” sono tre delle 7 serie da 1 euro. Poi troviamo ben 5 tagliandi, su 13, da 5 euro per niente favorevoli. Infine ci sono 3 tagliandi da 2 euro. Guarda caso nessun tagliando costoso! La differenza tra il più conveniente e quello meno conveniente è ragguardevole: più del 16percento. Tralasciando però la serie Magnifici 10.000, perché si tratta di un premio-vitalizio concentriamoci sul secondo il Nuovo Maxi miliardario, che ha una bella cifretta come premio massimo. Secondo i dati ci sono poco più di 22milioni di biglietti con premio, sui 60milioni stampati, cioè 2,71 biglietti vincenti. Invece per il tagliando Fai 7 ci sono meno di 8milioni di biglietti con premio su un totale di oltre 38milioni di tagliandi distribuiti. C'è un biglietto vincente ogni 4,91. Notate subito la differenza!

Eppure il vero problema non è questo. Secondo le Lotterie Nazionali sono vincenti anche i biglietti che pagano il costo del biglietto. In pratica se compro un grattino da 5 euro e ne trovo 5 per loro si tratta di una vincita, per me al massimo è un pareggio, per usare una metafora calcistica che in Italia piace sempre. Tecnicamente si tratta di una vincita, ma in tasca al giocatore tornano i soldi che ha usato per un attimo di illusione e speranza. Approfondirò dopo come il meccanismo delle piccole vincite non faccia altro che far spendere al giocatore tutti i soldi che ha nel portafoglio. Per questo motivo mi sono organizzato ed ho riscritto le tabelle, togliendo dal totale dei tagliandi vincenti quelli che pagano la stessa cifra ed è venuto fuori qualcosa di diverso.

In effetti le cose cambiano e anche di molto. Cambiano le percentuali, che ovviamente calano vistosamente, ma soprattutto cambia totalmente la classifica dei 10 tagliandi più convenienti. Sopravvive un solo tagliando da 20 euro, che è anche quello con il primo premio più alto in assoluto, e anche Oro e diamanti, da 10 euro, mantiene la posizione, anzi ne guadagna una. Oroscopo fortunato, da 3 euro, fa un bel balzo in avanti passando dal nono al quarto posto. Il resto sono tutti nuovi tagliandi. Continuano a mancare, in tutte e due le classifiche, quelli da 1 e 2 euro.

Il Nuovo Miliardario, il biglietto con la tiratura maggiore, non è presente in nessuna delle due tabelle della convenienza. Se invece di dire: Vinci spesso vinci adesso!, dicessero: Hai l'80percento di probabilità di perdere! si venderebbero così tanti tagliandi?

La tabella dei biglietti meno convenienti invece è una garanzia almeno per i primi due tagliandi Fai 7 e Sette e mezzo che continuano ad essere in pole position. Anche il Nuovo sette e mezzo mantiene la sua presenza nella classifica, ma il resto dei grattini cambia. Se era prevedibile trovare tagliandi “economici” è curioso che due tagliandi costosi si trovino nei primi dieci posti. Interessante anche che ci siano due biglietti con vitalizio in questa decina di pessime scelte. Colpisce in generale la riduzione di tutte le percentuali. Se nei tagliandi vincenti si assisteva ad un taglio che andava dall'11 al 15percento, in questo tipo di tagliando la differenza viaggia dal 12 al 26percento. Vista al contrario il giocatore ha, nella migliore delle ipotesi, il 77percento di perdere, nella peggiore delle ipotesi invece il 91percento.

Normalmente la percentuale di vincere il secondo premio è sempre più alta rispetto a quella del primo premio, ma in alcuni tagliandi non è così. Sono sei i tagliandi che hanno in comune questa caratteristica: 100x da 20 euro, Città contro campagna, Tutto per tutto e Royal black da 5 euro, Super sette e mezzo, Numeri fortunati e Pari e dispari da 3 euro. In questi casi il numero dei biglietti vincenti per i primi due premi è identico per cui anche le probabilità.

I vitalizi a confronto

Ci sono poche lotterie con questa caratteristica: Super settimana 1500 e Nuovo turista per sempre da 5 euro, Nuovo turista 10 anni e Super settimana 500 da 2 euro e Super settimana 200 da 1 euro.

Super settimana 1500 diventa però sconveniente, a favore del Nuovo turista per sempre, se facciamo l'operazione di togliere dal conteggio i biglietti sì vincenti, ma della stessa cifra del costo del tagliando. Molto poco conveniente risulta Super settimana 500.

La serie delle moltiplicazioni

Ci sono quattro biglietti che hanno la stessa dinamica di gioco. Se grattando si trovano dei moltiplicatori, la vincita segue questa logica. Nel biglietto 100X, da 20 euro, se ne “i tuoi numeri” si trova il simbolo “10X” si vince 10 volte il premio corrispondente. Invece il simbolo “20X” indica 20 volte il premio corrispondente, il simbolo “50X” indica 50 volte il premio corrispondente e il simbolo “100X” indica 100 volte il premio corrispondente. Stessa dinamica nel tagliando 50X, da 10 euro, dove se ne “I tuoi numeri” si trova il simbolo “5X” si vince 5 volte il premio corrispondente. Invece il simbolo “10X” indica 10 volte il premio corrispondente, il simbolo “20X” indica 20 volte il premio corrispondente e il simbolo “50X” indica 50 volte il premio corrispondente. Infine c'è il 20X da 5 euro e il 10X da 2 euro. Evidentemente questa dimensione moltiplicatoria piace a parecchi giocatori, per giustificare una tale scelta tra tagliandi.

Se in un primo momento sembra molto promettente il tagliando da 20 euro, ben presto si scopre invece che ad essere interessante risulta essere il biglietto da 5. Il resto ha sostanzialmente le stesse probabilità.

Il caso del nuovo dado matto

Da ottobre del 2010 ad ottobre del 2016 è stato promosso questo tagliando da 2 euro con una particolare caratteristica. Di solito il premio più basso corrisponde al prezzo del tagliando ma non in questo caso, perché si vinceva solo 1 euro. La particolarità di questo tagliando era che, in teoria, si potevano vincere più premi, ma quasi tutti sappiamo che un conto è la teoria, un conto è la realtà quando si parla di gioco d'azzardo.

Il giro di denaro

Dal 1994 al 1999 il fatturato trova l'apice nel 1996, con oltre 4mila miliardi di lire incassate, l'erario ne incamera 1736 e la filiera oltre 500.

Del 2000 non sono riuscito a trovare dei dati attendibili, così saltiamo un anno e le entrate vengono già conteggiate in euro. Gli incassi raggiungono oltre i dieci miliardi di euro nel 2010 e nel 2011 per poi stabilizzarsi. Fino al 2009 i dati si riferiscono solo alle lotterie istantanee, poi succede un blackout di informazioni e dal 2012 i dati sono accorpati alla Lotteria Nazionale e a quelle elettroniche, per cui non si può sapere con certezza l'ammontare reale. Interessante notare come le entrate erariali e quelle della filiera siano in pareggio nel 2012, per riprendere un andamento a favore delle casse statali negli anni successivi.

Ma come vengono divisi gli incassi?

Esiste una divisione rigida per ogni gioco d'azzardo e la relativa tassazione cambia per ognuno di loro. Per quanto riguarda i Gratta e Vinci il 71,7percento ritornerà indietro come eventuale vincita, mentre il 16,4percento finisce all'Erario e l'11,9percento è diviso tra punto vendita e concessionario.

Dal 1º gennaio 2012 le vincite superiori a 500,00 euro sono assoggettate a un prelievo addizionale del 6percento, trattenuto direttamente dal soggetto che eroga il premio per la parte eccedente la cifra. Dal 1 ottobre 2017 questa tassazione passerà al 12percento. In gergo tecnico viene chiamata la “tassa sulla fortuna” (sic!), che è applicata anche ad altri giochi d'azzardo.

Due parole su Lottomatica

Lotterie Nazionali S.r.l. è una società composta da Lottomatica Holding S.r.l., Scientific Games International, Inc., Arianna 2001 S.p.A. ( Arianna 2001 SpA è la società che affianca Federazioni italiana tabaccai nella promozione di nuovi servizi per i tabaccai e li assiste in tutte le fasi di avvio e di gestione, intrattenendo rapporti con le società fornitrici, l’Agenzia delle Entrate, le Regioni ed i Concessionari dello Stato) e Servizi in Rete S.r.l. (Nata nel 2006 è specializzata nella distribuzione e vendita di ricariche telefoniche, titoli di viaggio e altri prodotti per tabaccherie). In pratica è controllata da Lottomatica. Ma cos'è questa società? Molti giocatori pensano che si tratti di un'azienda controllata dallo Stato, ma non è così. Lottomatica nasce a Roma nel 1990, come Consorzio tra Banca Nazionale del Lavoro (BNL) oggi Gruppo BNP Paribas, Sogei, allora del gruppo IRI oggi controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, Olivetti oggi Telecom, Alenia Mael una holding finanziaria, la Federazione italiana tabaccai e Cni, Consorzio nazionale per l'informatica. Nel 2001 venne quotata in borsa e l'anno successivo, tramite un OPA diventò proprietà della DeAgostini più nota nel campo dell'editoria che in quello del gioco d'azzardo. A sua volta la DeAgostini è controllata da una holding, che fa capo alle Famiglie Boroli e Drago. Nel 2006 Lottomatica S.p.A. completò l'acquisizione dell'americana GTECH Corporation, creando il maggior gruppo mondiale nel settore dei giochi e delle scommesse. Poi nel 2014 l'importante acquisizione di IGT, altra realtà industriale americana, che trasformò ulteriormente l'azienda in una multinazionale globale del gioco d'azzardo. Lottomatica è quindi la filiale italiana di un gruppo mondiale che ha sede a Londra, è quotata alla Borsa di New York ed è presente in più di 100 paesi con oltre 12mila dipendenti. Inoltre è il concessionario unico del Gioco del Lotto, del 10eLotto e della Lotteria Italia, mentre ha delle concessioni anche per le slot machine, le videolottery, le scommesse sportive e una piattaforma per giocare online a diversi gioco d'azzardo. La concessione per i Gratta e Vinci scadrà nel 2019. I miliardi di incassi dei Gratta e Vinci sono raccolti da Lottomatica in un conto privato presso Banca Intesa SanPaolo e i Monopoli si limitano a ricevere rendicontazioni periodiche da parte del concessionario, eppure non si conosce l'entità degli interessi che questa enorme massa di denaro genera e sopratutto non si capisce perché, almeno in parte, non possano finire nelle casse dello Stato?.

Chi li stampa?

Dal loro esordio è stato l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ad occuparsi della stampa dei tagliandi, perché l'unico in grado di realizzare biglietti adatti a quel tipo di lotteria. Dopo l'episodio di Curno erano però diventati evidenti gli aspetti di criticità e l'Istituto venne definito, nella relazione sullo svolgimento delle lotterie nazionali 1996-1998, “non più sul mercato per ideazione, prezzi, tecnologia e tempi di consegna”.

Nel 2000 però una legge stabilì che i Gratta e Vinci non erano più assimilabili alle carte valori, definizione che rese fino ad allora l'Istituto Poligrafico unico riferimento per la stampa. Questa novità permise ai Monopoli di avvalersi di aziende di livello internazionale, fino all'arrivo del Consorzio Lotterie nazionali del 2004, che scelse la Scientific Games Corporation, un’azienda americana con sede a Las Vegas (la società possiede anche aziende che produco slot machine, siti web per gioco d'azzardo online e ha partecipazioni in Lotterie nazionali, nei gratta e vinci cinesi, nella lotteria cinese, nella Northstar Lottery Group che gestisce la lotteria dell'Illinois e in un sito web di scommesse inglese. Dal sito istituzionale). Quest'azienda nel 1974 realizzò il primo computer capace di creare e poi di stampare su carta questo particolare tipo di gioco d'azzardo e ancora oggi sono loro a stamparne milioni per gli italiani e per il resto del mondo.

In un articolo di Panorama a firma di Marco Morello, lo stabilimento si trova in Florida, precisamente a Lakeland e non più in Georgia come raccontato in questo articolo di La Repubblica di qualche anno fa. Mah!

Il pezzo di Panorama racconta che in quello stabilimento vengono creati buona parte dei tagliandi italiani e di altri 55 Paesi, dalla Svizzera al Messico e dalla Giamaica all’Australia, all’interno di un polo d’eccellenza di 9mila metri quadrati in grado di produrre 11 miliardi di pezzi l’anno e di funzionare 24 ore su 24.

Come sono costruiti?

Il principale problema è rendere i tagliandi impossibili da decifrare o da manomettere. Per questo motivo vengono usati molti accorgimenti per evitare che qualcuno compri un biglietto sapendo prima di grattare se sarà vincente. Per scoprire qualcosa si può cercare di vederlo in trasparenza, oppure tentare di asportare gli strati, senza però lasciare un segno, cosa abbastanza improbabile. Anche l'uso di solventi direi che è una tecnica poco consona. Comunque chi li stampa prende tutte le possibili precauzioni perché almeno questi tre espedienti non diano risultati. Essendo un lavoro di tipo tipografico “la pressa ha 22 stazioni e due piani. A quello inferiore stampa gli elementi invariabili, le parti comuni a tutti i biglietti; a quello superiore le sequenze mutevoli, vincenti e non, da svelare grattando la superficie. Che, a sorpresa, non è un adesivo, né un materiale speciale: si tratta di strati d’inchiostro adagiati su un sigillo a base d’acqua. Un sistema pulito, brevettato, che impedisce di vedere gli elementi nascosti spiando in controluce. In un laboratorio adiacente alla fabbrica principale opera una squadra che, camice incluso, esegue sessanta test all’ora per verificare che i tagliandi siano immuni a manipolazioni con alcol, vapore, scariche elettriche e altri sistemi truffaldini usati dai malintenzionati per scoprire se un biglietto è fortunato senza annullarlo. C’è persino una macchina con un braccio metallico su cui incastrare una moneta: controlla la resistenza delle superfici di carta a vari livelli e intensità di pressione.

Gli scatoloni partono dalla Florida e raggiungono via mare Livorno o Civitavecchia in circa tre settimane: solo a destinazione, quando lasciano i magazzini nazionali e arrivano in bar, tabacchi, Autogrill e presso gli altri distributori, vengono attivati e sono pagabili ai giocatori. È l’ultimo sigillo impresso dallo stabilimento della Florida: il cervellone crea un equivalente digitale criptato della lotteria, inviato separatamente a Lottomatica. Dà modo di riconoscere univocamente ogni singolo biglietto tramite il codice a barre stampato sul retro e una combinazione di tre cifre nascoste nella parte da grattare. È una sorta di filigrana che azzera i falsari perché rende inutile qualsiasi tentativo d’imitazione, contraffazione, incasso illecito”.

Dove si possono comprare?

In origine il luogo privilegiato furono le tabaccherie e le ricevitorie del Lotto, ma si trovavano anche nei bar e nelle edicole, per non parlare degli Autogrill, dove già erano venduti i biglietti delle lotterie tradizionali. Negli ultimi anni sono stati introdotti anche dei distributori automatici di tagliandi, presenti sopratutto nei centri commerciali dove basta inserire la tessera sanitaria, per sapere se si è maggiorenni, e si possono comprare tutti i biglietti che si vogliono. Anche mentre si pagava una bolletta alle Poste era possibile comprare un grattino e credo che lo sia ancora, così come in alcuni supermercati. Mentre si attende di pagare perché non tentare la fortuna e magari si riesce a pagare la bolletta o la spesa e proprio con i soldi vinti (sic!). Anche mentre si vola con Ryanair di può grattare qualcosa, anche se in questo caso non sono gestiti da Lottomatica, ma dalla stessa compagnia aerea. In questo senso sono tantissimi i tagliandi che vengono proposti un po' ovunque perché dove c'è qualcosa da grattare.

Le nuove frontiere

L'uso della tecnologia ha creato l'opportunità per i tagliandi di diventare immateriali e di sbarcare sul web. Da parecchi anni è ormai possibile anche, usando uno smartphone e non solo il computer, tentare la fortuna grattando. Attualmente ci sono una ventina di lotterie istantanee elettroniche a disposizione.

Anche la realtà aumentata ha affascinato i tecnici di Lottomatica, che da marzo a giugno del 2017 l'hanno proposta nel biglietto Sfida al casinò da 10 euro. Era sufficiente scegliere uno dei tre giochi in 3D proposti tra slot machine, roulette e dadi e inquadrare con il proprio smartphone il QR Code sul fronte del biglietto per vincere subito uno dei 18.500 voucher istantanei da 20 euro e partecipare all’estrazione settimanale di un viaggio del valore di 3.500 euro. Ogni biglietto dava diritto a partecipare al concorso una sola volta.

Tra trasparenza e correttezza

Per molti anni le associazioni e gli operatori che si occupano di gioco d'azzardo patologico hanno chiesto che i giocatori fossero almeno informati delle probabilità leggendole direttamente dal tagliando, così come succedeva già in altri paesi. Da un po' di tempo, finalmente, è possibile leggere le percentuali delle probabilità di vincita, quelle ovviamente fornite dal concessionario. Ma mentre sul sito sono divisi per singola fascia di vincita, sul biglietto le probabilità sono declinate in tre fasce di premio, le stesse per cui è previsto il pagamento. Questo modo di offrire informazioni non è proprio il massimo, perché non si riesce a capire quante probabilità si abbiano di vincere il prezzo del biglietto, del secondo premio minore o di quelli intermedi.

Un'altra considerazione riguarda la comunicazione delle probabilità di vincita. Se sui tagliandi scrivo che vince 1 biglietto ogni 3 le persone possono saltare alla semplicistica conclusione che se si comprano 3 biglietti, almeno in uno si vince qualcosa. Peccato che non sia così, perché parliamo di una media e può capitare, come capita nella realtà, di comprare 3 biglietti e di non vincere nulla, così come quando se ne comprano dieci. Nel gioco d'azzardo non c'è mai la certezza della vincita, se no che azzardo sarebbe!

Sul versante della correttezza dispiace che un giocatore non sappia se ha ancora la possibilità di vincere il primo premio di un determinato tagliando. Già i premi sono pochi, in più se fossero già stati venduti, con che spirito comprerei proprio quel particolare tagliando? In altri paesi i giocatori sono informati e sopratutto i tagliandi vengono ritirati una volta che sono stati venduti quelli principali. Farlo anche da noi pare brutto vero?

Strategie poco strategiche

Nella mia esperienza ho incontrato parecchi giocatori d'azzardo che hanno “inventato” della strategie che giudicavano funzionanti, peccato che lo fossero ad intermittenza per cui non erano strategie vincenti, ma effetto del caso. Se si trattasse di un qualcosa di valido, lo sarebbe sempre, non credete? Comunque una delle strategie più comuni è quella di comprare un blocco di biglietti. L'idea è che sia più facile trovare biglietti vincenti o perlomeno che sia garantito un certo quantitativo di denaro vinto. Chi l'ha provato ha riportato fallimenti su fallimenti, ma ho anche una notizia di prima mano. Quando frequentavo un bar, vicino al lavoro, avevano fatto una colletta per comprare centinaia di tagliandi e il totale incassato sarebbe stato poi diviso. Un po' tutti, ovviamente, speravano nel colpaccio! Morale della vicenda: ci hanno rimesso.

Un'altra strategia è comprare biglietti di serie appena uscite con l'idea che si vinca maggiormente. Anche su questo i giocatori dicono che non funziona.

Da quello che mi risulta non ci sono evidenti segni o codici leggibili che indichino se il biglietto è vincente. A quest'ora, se esistessero, lo saprebbe mezzo mondo!

Ma è vero che una volta si vinceva più spesso?

Della serie si stava meglio quando si stava peggio. Ho provato a fare un confronto con un tagliando a caso, da 2 euro, chiamata La fortuna gira, tagliando che venne introdotto nel 2010 e ritirato nel 2013. Una serie piccola con poco più di 15milioni di biglietti stampati con la probabilità di 1 biglietto vincente ogni 3,77. A me sembra abbastanza simile alle altre, per cui non credo che una volta si vinceva più spesso.

Per quanto riguarda i primi tagliandi, come ho riportato qualche pagina prima, nel primo tagliando messo in vendita le probabilità di trovare il primo premio erano di 1 biglietto ogni 9. Se oggi si oscilla tra i 1 biglietto ogni 2,71 e 1 ogni 4,91 [uso questa terminologia matematica, che ho criticato qualche riga prima, perché mi permette di confrontare numeri simili. Ormai il lettore dovrebbe aver capito di cosa si tratta, per cui dovrebbe riuscire a non essere tratto in inganno da questo “trucchetto”], capirete come le cose siano cambiate, in questo caso in meglio per il giocatore, ma non mi pare che l'Erario e Lottomatica ci abbia mai rimesso.

È tutto oro quel che luccica?

Le principali criticità legate ai Gratta e Vinci sono relative alla percezione erronea che spesso viene appositamente promossa. Una prima percezione erronea è data dal ritenere che la grande vincita possa essere a portata di mano. Questo viene sviluppato dai messaggi dei mass media che sottolineano e diffondono le grandi vincite realizzate senza mai sottolineare il numero di giocatori che, nello stesso giorno, ha perso. Se la possibilità di realizzare grandi vincite è enormemente ridotta, i messaggi in cui si sottolinea che una vincita è accaduta sono piuttosto frequenti. Questo accade per un semplicissimo motivo: nel solo 2014 in Italia sono stati venduti 1.902.937.618 tagliandi di Gratta e Vinci, pari a 60,3 biglietti per ogni secondo di ogni giorno e di ogni notte dell’anno, corrispondenti ad un totale di 5,2 milioni di Gratta e Vinci venduti in Italia ogni giorno. Con cifre simili, ovviamente, qualcuno ogni tanto vince cifre importanti e questo viene diffuso su tutti i mass media dando la percezione di una probabilità maggiore di quanto non sia. Un’altra percezione erronea che capita sovente è quella di ritenere di avere vinto anche nel caso in cui con “una vincita” si sia solo recuperato il denaro impiegato nell’acquisto del tagliando. In pratica se il giocatore acquista un Gratta e Vinci da 5 euro, gratta e trova “hai vinto” mentalmente avrà un rinforzo positivo anche se la cifra vinta sarà pari ai 5 euro che aveva investito. Questo rinforzo che lo porterà a ritenersi fortunato, lo porterà anche a dare

il Gratta e Vinci vincente al tabacchino chiedendole un altro e ovviamente moltiplicando le sue possibilità di perdere anche quei 5 euro. Una terza caratteristica critica per le percezioni erronee dei giocatori è riferita al cosiddetto meccanismo psicologico del “near miss” in italiano conosciuto come il fenomeno del “quasi vinto”. Questo accade quando il giocatore trova dei numeri, o delle combinazioni, molto vicine a quelle che gli avrebbero consentito vincite importanti. Anche se in pratica il giocatore ha perso, ha una sorta di rinforzo positivo; ad esempio nel caso in cui il grande premio venga vinto con il numero 35 e il giocatore trovi nel suo biglietto il numero 34 o il 36, pur non avendo vinto riterrà di avere mancato per pochissimo la vincita e tenderà a riprodurre di nuovo il gioco. Da quanto emerge dalla ricerca “pensieri magici”, del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, in oltre il 40percento dei biglietti sono stampati numeri vicinissimi a quelli vincenti il grande jackpot e questa non sembra essere una pura coincidenza (altre informazioni si trovano nel saggio di Matteo Iori pubblicate nell'Years Book 2016 del CNCA)

Il marketing

Due parole due sulle campagne pubblicitarie, ma anche sulle dimensioni del biglietto, sui colori e sul linguaggio utilizzato nei tagliandi. In questo genere di cose nulla, ma proprio nulla, è lasciato al caso, malgrado sia un gioco d'azzardo!

Indimenticabile lo spot del 2008, con l'allegra musichetta e un novello Robinson Crusoe che indovina, senza difficoltà, il nome del suo unico compagno Venerdì su un'isola oltremodo deserta. Lo spot concludeva con lo slogan: Vinci spesso, vinci adesso. Non si può certo accusare la pubblicità di mentire, eppure dovrebbe esiste un certo grado di responsabilità nel veicolare un determinato tipo di messaggio perché gli effetti potrebbero essere anche molto dannosi.

È un po' troppo semplice dire alla fine dello spot: gioca senza esagerare. Idem nel 1994, con la pubblicità de La vela della fortuna, che era molto più didattica perché doveva far conoscere il prodotto agli italiani. Lo slogan diceva: si vince facile, si vince di più e si vince subito. Già nel 1998 le cose erano cambiate e si sapeva molto bene cosa significasse “grattare”.

Così lo spot proponeva il sogno di tutti gli italiani: vincere paccate di soldi e mandare al diavolo il proprio titolare, giocando con sottile ironia con la storia dell'apprendista, che maltrattato dal barbiere, alla fine gli fa la barba ma sopratutto dove basta un attimo per cambiare vita. Dal 2007 ad oggi un'accattivante musichetta accompagna ogni nuovo spot e tutti sono felici e contenti…

Anche quando si compra un biglietto ci sono delle differenze e non solo nel prezzo. Se compri quello da 1 euro ti trovi in mano un rettangolino colorato dalle misure di 2cm x 4 cm, che non offre molta soddisfazione nel prenderlo e grattarlo. Le cose migliorano con quello da 2 euro, in pratica il doppio: 4 cm x 4 cm. In quello da 5 andiamo ancora meglio: 6 cm x 4 cm. Quello da 10 e quello da 20 invece ve li lascio misurare a voi, ma sapete già la risposta! In pratica più spendi e più “cartoncino colorato” ti compri e gratti. Interessante il fatto che tutti i tagliandi siano quadrati o rettangolare, a parte quello della serie Albero di Natale, che è a forma di albero di Natale!

I tre colori principali dello sfondo, nelle loro diverse tonalità, sono il blu, il verde ed il rosso. Mentre il resto del tagliando vede sopratutto l'oro e il rosso essere più presenti. A livello di simboli sono le monete d'oro ad essere impresse sulla maggior parte dei biglietti. Poi ci sono gli euro dorati, le mazzette di denaro e alcune immagini portafortuna: il quadrifoglio, la coccinella, il ferro di cavallo e il cornetto.

I biglietti hanno anche un tema, che caratterizza la grafica e il titolo del tagliando. Alcuni si riferiscono al denaro, altri ai giochi di carte, alla fortuna, ai pirati e ai tesori, alle festività come il Natale o il Capodanno, ai viaggi, alla ricerca del rischio e al mondo del gioco d'azzardo come i casinò. Infine ci sono delle immagini che riempiono il biglietto come le monete d'oro, gli sberluccichii, i fuochi d'artificio e le stelle colorate. É un mistero come nel 2017 agli italiani piacciano così tanto le monete d'oro, ma forse ricordano i gettoni d'oro che tuttora sono il pagamento per i tanti quiz televisivi.

Infine un'osservazione sul retro del biglietto, in un triste bianco e nero. Tanto è colorato il lato “importante” del tagliando, tanto è smorto e per nulla interessante il lato dove ci sono le informazioni del montepremi, delle probabilità, dei pagamenti dei premi e sul fatto che il gioco è vietato ai minori e che può creare dipendenza. Senza dimenticare la scritta: gioca senza esagerare (sic!). Quanti giocatori si soffermano almeno per qualche secondo su questa facciata? Non voglio neanche saperlo.

Per concludere

Ho raccolto un po' di informazioni e ho ipotizzato cosa ci fosse dietro determinate scelte perché ci sono delle menti brillanti dietro ogni grattino che sono innocui fino a un certo punto. Nessun oggetto è neutrale, per cui occorre agire perlomeno in maniera consapevole. Se per consapevole, o per responsabile, intendiamo giocare centinaia di euro all'anno per avere lo 0,0000133% di vincere il primo premio nel tagliando Nuovo Maximiliardario, allora possiamo considerarci poco consapevoli e per niente responsabili.

Contenuti correlati