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America Latina

Catastrofe Venezuela. Un bambino su due rischia di morire di fame

17 Luglio Lug 2017 1027 17 luglio 2017
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Caritas Italiana pubblica un dossier sull'emergenza nel paese, che dura ormai da almeno quattro anni ma che oggi ha raggiunto vette di gravità assoluta: il 53% dei bambini monitorati dall'organizzazione è gravemente malnutrito. Ecco le cifre choc e le occasioni per non far mancare il nostro aiuto

C’è un crisi umanitaria epocale di cui si parla poco anche in Italia: quella che ha investito il Venezuela ormai da qualche anno, ma che in questi ultimi mesi sta raggiungendo picchi di gravità inaudita. Lo sottolinea la Caritas in un dossier dedicato alla situazione del paese, avvolto «in una spirale pericolosa» di fame e proteste, in cui il popolo venezuelano rimane inascoltato. Il 52% della popolazione – sottolinea il dossier - vive in povertà estrema e c’è urgente bisogno di risposte che non siano violenza e repressione, soprattutto nei confronti dei più giovani, ragazzi che non hanno da mangiare, né possono acquistare medicine e altri generi di prima necessità.

Alcuni dati di contesto per comprendere. Il conflitto al quale il mondo sta assistendo affonda le sue radici a quando il generale Hugo Chávez vinse democraticamente le elezioni del 1998, basando la sua campagna elettorale su promesse di aiuto e riscatto della popolazione in situazione di povertà, promesse che riuscì a mantenere almeno temporaneamente quando l’aumento del prezzo del petrolio apportò inaspettate entrate al bilancio dello Stato. Dopo il 2002 fu avviato il progetto delle cosiddette “Missioni popolari”, un piano di redistribuzione sociale che permise al governo di migliorare i dati economici e a Chavez di essere riconfermato nel suo incarico nel 2006 e nel 2012 e di portare avanti il suo progetto di “Socialismo del XXI secolo” fino al 2013, anno in cui morì improvvisamente. Il suo successore, Nicolás Maduro, diventato presidente della Repubblica del Venezuela quasi per caso, dimostrò subito di non avere né il carisma né l’appeal del defunto predecessore, e neanche la sua fortuna: nel 2016 dovette fronteggiare la disastrosa discesa del prezzo del petrolio che arrivò da 150 a 30 dollari al barile; invece di approfittare del boom petrolifero per accantonare risorse in vista di momenti di “vacche magre”, il Venezuela quintuplicò il suo debito estero.

Oggi la situazione del paese è a dir poco drammatica. Sono oltre 11.000 i bambini morti nel 2016 per mancanza di medicinali e la mortalità materna è aumentata quasi del 70%. All’emergenza sanitaria si aggiunge lo spettro della fame: nell’ultimo anno il peso degli individui è sceso in media di 9 kg. Secondo un’indagine di Caritas Venezuela sul livello nutrizionale dei bambini condotta nelle parrocchie monitorate, il 25% dei piccoli analizzati hanno mostrato segni di denutrizione acuta e il 28% segni di rischio di denutrizione. In alcuni Stati (Zulia e Vargas) l’incidenza di denutrizione acuta globale ha già superato la soglia di media gravità attestandosi su livelli che definiscono una situazione in allarme o crisi, secondo i riferimenti internazionali sulle crisi umanitarie. Nello stato di Zulia, che mostra una situazione allarmante anche a causa di numerosi casi di anemia, la gente vive in situazione di povertà estrema, non solo denutrizione acuta, ma anche denutrizione cronica (ritardo nella crescita, accumulato tra 2 e 5 anni).

Per far fronte a questa emergenza umanitaria la Presidenza della CEI ha stanziato 500mila euro per un programma di assistenza alla popolazione venezuelana, nell'ambito di un intervento più ampio che vede anche 1 milione di euro destinato ad aiuti umanitari in Siria, Libano e Giordania. Lo stanziamento sarà erogato dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo grazie ai fondi dell’8 per mille e veicolato attraverso Caritas italiana. Caritas Venezuela continua a lavorare accanto alla gente, con costante attenzione ai bisogni e cercando di dare risposte concrete. In particolare è attiva nella distribuzione di acqua e prodotti igienico-sanitari ed ha avviato progetti nell’ambito della sicurezza alimentare e della nutrizione, della salute, della costruzione della pace e della formazione. Per il 2017 interventi per circa 2 milioni di euro con il coinvolgimento e il supporto della rete internazionale.

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