Route Agesci Foto Di Martino Poda
Agesci

"Se la terra trema" 700 scout sui monti Sibillini

21 Luglio Lug 2017 1621 21 luglio 2017
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Al via sabato 22 luglio la route - quattro percorsi - nei territori marchigiani attraversati dallo sciame sismico dello scorso anno. Il progetto promosso da Agesci Marche durerà fino al 22 agosto

Prende il via sabato 22 luglio il progetto sui monti Sibillini “Se la Terra Trema” ideato dal Consiglio regionale Marche dell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani. Si tratta di quattro percorsi, concordati con l’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che attraverseranno le zone colpite dallo sciame sismico degli scorsi mesi e che permetteranno a tanti ragazzi provenienti da tutta Italia di tornare a camminare in questi luoghi.
Le route si svolgeranno dal 22 luglio al 12 agosto e coinvolgeranno oltre 700 scout tra capi, ragazzi e volontari, di 38 gruppi diversi, provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia.

In questi mesi, l’Agesci Marche è stata vicina alle istituzioni e alle popolazioni colpite, promuovendo azioni concrete di servizio soprattutto nei camping che hanno accolto gli sfollati. Dopo una prima fase di emergenza – spiega una nota di Agesci Marche - è nata l’idea del progetto “Se la Terra Trema” con l'obiettivo di valorizzare il nostro territorio e tutte le realtà che continuano a operarvi nonostante le ovvie difficoltà. Le Comunità Rover e Scolte avranno modo di vivere la strada, di incontrare associazioni e istituzioni presenti sul territorio e quindi di conoscere progetti e realtà che necessitano di aiuto, anche a distanza.

I responsabili regionali Agesci Marche Matteo Carlocchia e Roberta Battistini insieme a Don Matteo Calvaresi Assistente ecclesiastico regionale sottolineano:: «Uno scorcio naturale che ha subito una metamorfosi interna ed esterna sarà la scenografia della route "Se la terra trema". Passi di speranza, di gioia, di volontà di ricostruire e di animare segneranno il cammino dei clan provenienti da tutta Italia. Incontreremo macerie, chiese antiche, terremotate, con gravi lesioni ma anche persone; persone ferite ma che, con le loro azioni, portano avanti la loro vita divenendo punto di riferimento per molti, il nord verso cui muoversi, portatori del volto di Cristo che mai ci abbandona».

In apertura foto di Martino Poda

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