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Massimo Coen Cagli: «VITA va sostenuta, anche se non ho sempre condiviso le sue posizioni»

28 Luglio Lug 2017 1245 28 luglio 2017

Il direttore della Scuola di Fundraising di Roma scende in campo a supporto della nostra campagna: «Se VITA venisse meno, inciderebbe non solo sulla nostra capacità di aumentare le conoscenze necessarie al non profit per svolgere la sua importante missione, ma anche su una rappresentazione adeguata del settore, delle sue tante attività e di una società civile attiva»

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RS195 Coen Cagli
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Il direttore della Scuola di Fundraising di Roma scende in campo a supporto della nostra campagna: «Se VITA venisse meno, inciderebbe non solo sulla nostra capacità di aumentare le conoscenze necessarie al non profit per svolgere la sua importante missione, ma anche su una rappresentazione adeguata del settore, delle sue tante attività e di una società civile attiva»

In questi giorni VITA sta affrontando un momento molto difficile e credo che tutti noi dovremmo prestare attenzione al suo appello. VITA uno strumento di informazione e di collegamento che, se venisse meno, inciderebbe non solo sulla nostra capacità di aumentare le conoscenze necessarie al non profit per svolgere la sua importante missione, ma anche su una rappresentazione adeguata del settore, delle sue tante attività e di una società civile attiva.

Sempre più spesso il non profit viene rappresentato in modo minimalista, marginale o addirittura negativo, come nel caso del problema dell’immigrazione e degli sbarchi. Mi preoccupa non poco pensare che questa opinione, negativa e totalmente non coincidente con la realtà, senza Vita potrebbe avere strada libera. Questo non lo possiamo permettere.

Non sono sempre stato d’accordo con la linea editoriale di VITA, con alcune prese di posizione sula Riforma del Terzo Settore, su un rapporto con gli stakeholder istituzionali un po’ troppo acritico e sul modello di governance allargata un po’ troppo squilibrata sull’aspetto commerciale, che pure ci deve stare, rispetto a quello contenutistico. Tutto questo, però, riguarda le opinioni e i punti di vista che, se fossero tutti uguali, non apporterebbero nessun valore aggiunto. Non si tratta di essere d’accordo o meno. Si tratta del pericolo di privarci di uno strumento essenziale per il nostro settore. E questo sarebbe un danno enorme.

Ecco perché invito tutti a prendere in considerazione la campagna di Vita e a promuoverla attraverso tutti i canali possibili.

Sono convinto che sarebbe anche un’iniezione di fiducia, per chi guida la testata, per rilanciare un grande programma editoriale che la renda più forte, più efficace, più sostenibile e anche più autonoma. Con una base di sostenitori, che sono cosa ben diversa dagli “abbonati”: questa è un’ulteriore sfida per VITA.

Forza VITA! #iostoconvita


L'autore è direttore della scuola di Fundraising di Roma

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