Allattamentoseno
Settimana mondiale

Ancora troppo pochi i piccoli allattati al seno

1 Agosto Ago 2017 1108 01 agosto 2017
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In occasione della World Breastfeeding Week (1- 7 agosto) Unicef e Oms lanciano un nuovo studio: solo in 23 Paesi il tasso di allattamento supera il 60% dei bimbi sotto i sei mesi. Con 4,70 dollari a bambino si potrebbe aumentare al 50% il tasso dei piccoli allattati. In Cina, India, Indonesia, Messico e Nigeria la mancanza di investimenti causa la morte di circa 236.000 bambini l’anno

In occasione della Settimana mondiale dell’Allattamento (1 – 7 agosto) Unicef e Oms presentano un nuovo studio, il rapporto in collaborazione con il Global Breastfeeding Collective (nuova iniziativa per ampliare i tassi globali di allattamento) mostra come in nessun Paese al mondo si siano raggiunti pienamente gli standard per l’allattamento raccomandati. Il The Global Breastfeeding Scorecard che ha analizzato 194 nazioni ha rilevato che solo il 40% dei bambini minori di sei mesi è allattato esclusivamente al seno (cioè ricevendo solo latte materno) e sono solo 23 i Paesi in cui si registra un tasso di allattamento che supera il 60%.

In una nota congiunta di Unicef e World Health Organisation si ricorda che è stato dimostrato che l’allattamento porta benefici a livello cognitivo e di salute sia per i bambini sia per le madri. Inoltre è particolarmente importante nei primi 6 mesi di vita, in quanto aiuta a prevenire diarrea e polmonite, due tra le principali cause di morte tra i neonati. Le madri che allattano, inoltre, hanno un rischio ridotto di soffrire di cancro alle ovaie e al seno, due delle principali cause di morte tra le donne.

«L’allattamento rappresenta per i bambini il miglior modo possibile per iniziare la vita», ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell’Oms. «Il latte materno è come un primo vaccino per i bambini, li protegge da malattie potenzialmente mortali e garantisce loro tutto il nutrimento di cui hanno bisogno per sopravvivere e crescere bene».

Con l’inizio della Settimana Mondiale dell’Allattamento è stato presentato anche un nuovo studio che dimostra come basti un investimento annuo di soli 4,70 dollari per neonato per aumentare al 50% il tasso globale dei bambini sotto i sei mesi allattati con latte materno entro il 2025.
Lo studio Nurturing the Health and Wealth of Nations: The Investment Case for Breastfeeding spiega che il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe salvare le vite di 520mila bambini sotto i 5 anni e generare potenzialmente guadagni economici per 300 miliardi di dollari in circa 10 anni, perché ridurrebbe le malattie e i costi dell’assistenza sanitaria e aumenterebbe la produttività.

«L’allattamento è uno degli investimenti più efficaci ed economicamente vantaggiosi che una nazione possa fare per la salute dei suoi membri più giovani e il futuro delle loro economie e delle società», ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’Unicef. «Se non investiremo sull’allattamento, non faremo progressi per le madri e i loro bambini, pagando un prezzo doppio: in termini di perdita di vite e di opportunità»

In cinque paesi tra le più grandi economie emergenti al mondo (Cina, India, Indonesia, Messico e Nigeria), la mancanza di investimenti nell’allattamento causa la morte di circa 236mila bambini l’anno e perdite economiche per 119 miliardi di dollari.

L'immagine di Unicef per la settimana dell'allattamento al senot

A livello globale, gli investimenti nell’allattamento sono troppo pochi. Proprio per questo il Global Breastfeeding Collective chiede ai Paesi di:
Aumentare lo stanziamento di fondi
per ampliare i tassi di allattamento dalla nascita per due anni;
Implementare pienamente il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità attraverso dure misure legali che siano rafforzate e monitorate in modo indipendente da organizzazioni libere da conflitti di interesse;
Promuovere il congedo familiare retribuito e politiche per l’allattamento sui posti di lavoro, che abbiano come requisito minimo le Linee guida sulla protezione della maternità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, compresi provvedimenti per l’economia sommersa;
Implementare i 10 passi per l’allattamento nelle strutture per la maternità, che comprendano anche la fornitura di latte materno per i neonati malati e vulnerabili;
Migliorare l’accesso per il personale qualificato per l’allattamento, come parte di programmi e politiche per l’allattamento nelle strutture sanitarie;
Rafforzare i collegamenti tra le strutture sanitarie e le comunità e incoraggiare le reti comunitarie per proteggere, promuovere e supportare l’allattamento al seno;
Rafforzare sistemi di monitoraggio che traccino i progressi delle politiche, dei programmi e dei finanziamenti per raggiungere gli obiettivi nazionali e globali per l’allattamento.

Da non trascurare il fatto che l’allattamento è fondamentale per il raggiungimento di diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Migliora la nutrizione (Obiettivo 2), previene la mortalità infantile e diminuisce il rischio di malattie non trasmissibili (Obiettivo 3), supporta lo sviluppo cognitivo e l’istruzione (Obiettivo 4). SI può dire che l’allattamento contribuisce anche a ridurre la povertà, promuovere la crescita economica e ridurre le disuguaglianze.

Unicef Italia, all’interno del programma nazionale “Insieme per l'allattamento” porta avanti 4 progetti: Ospedali amici dei bambini (attualmente 24), Comunità amiche dei bambini (2), Baby Pit Stop (600) e Corsi di Laurea Amici dell’Allattamento (2), per diffondere una cultura dell’allattamento e consentire alle mamme e ai loro bambini di ricevere tutte le cure necessarie e poter accedere ad ambienti protetti in cui poter allattare comodamente il proprio bambino al seno.

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