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Fondazione Ant

Con Orion prosegue l'impegno europeo nell'Open Science

3 Agosto Ago 2017 1027 03 agosto 2017
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La fondazione è una dei nove partner del progetto, finanziato dalla Commissione Europea, dedicato all’integrazione dei principi della ricerca e dell’innovazione responsabile “open” nelle politiche dei finanziatori e nelle attività condotte dagli enti di ricerca. Tra gli obiettivi rendere la ricerca scientifica più partecipata e inclusiva

Prosegue l’impegno di Fondazione Ant in Europa. Avviato anni fa con il progetto pilota European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing (EIP-AHA), in questo 2017 vede la fondazione tra i partner di Orion, progetto europeo dedicato all’integrazione dei principi della ricerca e dell’innovazione responsabile “open” nelle politiche dei finanziatori e nelle attività condotte dagli enti di ricerca.
Al centro del progetto (avviato ufficialmente a maggio 2017 con un primo meeting a Barcellona), c’è l’Open Science, considerata strategica dalla Commissione Europea in un’ottica di condivisione e collaborazione tra enti ed empowerment dei cittadini.

Fondazione Ant è uno dei nove partner del progetto quadriennale che, inserito nel più ampio programma Horizon 2020, si propone di supportare enti di ricerca e organismi finanziatori e accompagnarli lungo il processo di adattamento alle nuove sfide poste dall’Open Science, trasformando progressivamente i procedimenti e metodi di ricerca

«I nuovi modelli di lavoro scientifico richiedono un approccio collaborativo che interessa molti attori diversi: ricercatori, finanziatori, editori, organizzazioni di pazienti, cittadini, studenti, insegnanti e aziende», spiega Michela Bertero, coordinatore di Orion e responsabile per gli Affari Internazionali e Scientifici del Centro per la Regolazione Genomica di Barcellona, in Spagna. «Spesso è difficile rendere disponibile a diversi stakeholders, in particolare ai cittadini, la ricerca scientifica e biomedica, per questo il progetto Orion è allo stesso tempo interessante e impegnativo».

Al centro del progetto -spiega una nota di Ant - c'è la creazione condivisa di esperimenti che coinvolgano diversi attori ed esplorino nuove modalità per rendere la ricerca scientifica più partecipata e inclusiva. Dopo una prima fase di analisi dello stato dell’arte, la sperimentazione affronterà temi quali le strategie con cui gli enti di ricerca possano ricevere input da molteplici stakeholders, come il finanziamento alla ricerca possa diventare più inclusivo o, ancora, come i cittadini possano essere maggiormente coinvolti nei progetti di ricerca.
Ant collaborerà a tutte queste attività e cercherà di lavorare sempre più sul delicato aspetto della comunicazione sui temi oncologici tra medici, intesi come rappresentanti della comunità scientifica, e i pazienti, le loro famiglie e i caregivers, per capire come il loro dialogo possa essere migliorato alla luce dell’open science.

I risultati degli esperimenti condotti sotto la guida di Orion saranno tradotti in good practice e azioni concrete che gli enti di ricerca e gli organismi finanziatori potranno applicare. Sempre al progetto spetterà il compito di creare nuovi contenuti formativi per chi lavora nelle agenzie di finanziamento per accrescere la conoscenza dei principi di Open Science e di RRI (Responsible Research and Innovation). Si tratta di un concetto che aiuta le organizzazioni a integrare i principi di etica, parità di genere, good governance, open access, impegno pubblico ed educazione scientifica nei loro processi e nelle loro politiche.

I partner si impegnano a condividere quanto appreso e i casi di studio con altre organizzazioni, oltre a sviluppare, ciascuno per la propria realtà, un piano d’azione personalizzato sull’Open Science e la RRI. Il risultato sarà un’ampia gamma di materiali, buone pratiche, report e pubblicazioni che saranno disseminate ampiamente e gratuitamente in ambito europeo.

Gli altri partner di Orion – finanziato dalla Commissione Europea con 3,2 milioni di euro - sono Fundació Centre de Regulació Genòmica (Spagna), Masarykova Univerzita (Repubblica Ceca), The Babraham Institute (Gran Bretagna), Max-Delbruck-Centrum Fur Molekulare Medizin In Der Helmholtz-Gemeinschaft (Germania), Instituto de Salud Carlos III (Spagna), Vetenskap & Allmänhet (Svezia), Universitat Autònoma de Brcelona (Spagna), Jihomoravske Centrum Pro Mezinarodni Mobilitu, Zajmove Sdruzeni Pravnickych Osob (Repubblica Ceca).

In apertura foto di Chuttersnap/Unsplash

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